Cassazione Penale, Sentenza n. 1288/2023 del 16/01/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Catanzaro che aveva respinto l'istanza di riesame avverso il sequestro preventivo del presunto profitto del reato contestato (circa euro 200.000) per il delitto di truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche (fondi PSR e PAC). Il ricorrente ha censurato: 1) violazioni di legge e vizio di motivazione per non avere distinto le diverse fonti di finanziamento (PSR vs PAC) e per non avere considerato che i fondi PSR sarebbero stati impiegati per acquisto di beni mobili registrati aggredibili; 2) mancata valutazione del "fumus" e mancanza di motivazione rispetto alle doglianze difensive (residenza a Roma, frequenza universitaria, possesso di partita IVA, interventi eseguiti, polizza fideiussoria); 3) assenza del periculum in mora poiché esisterebbe una polizza fideiussoria a garanzia degli investimenti e i fondi sarebbero stati impiegati in beni funzionali all'azienda.
La decisione
La Corte (Sezione Penale) ha dichiarato il ricorso in parte inammissibile e in parte manifestamente infondato, confermando l'ordinanza del Tribunale di Catanzaro e condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3000 in favore della cassa delle ammende. In diritto la Corte ha ritenuto che: la sua cognizione nei giudizi relativi a misure cautelari reali è limitata ai profili di violazione di legge; il Tribunale ha fornito autonoma motivazione, basata su elementi di fatto (residenza stabile a Roma, frequente assenza dalla Calabria, documentazione aziendale rinvenuta presso il fratello, intercettazioni, gestione effettiva dell'azienda da parte del fratello) dalla quale risulta che il ricorrente non poteva essere qualificato "imprenditore agricolo attivo"; la scelta di vincolare beni immobili è legittima quando non è reperibile il profitto diretto in denaro; la fideiussione non risulta prodotta integralmente e non copriva l'intero importo erogato, pertanto non escludeva il pericolo di dispersione.
Norme richiamate
art. 321 cod. proc. pen.
Norma richiamata in relazione ai presupposti per il sequestro preventivo (fumus commissi delicti e periculum in mora): la Corte osserva che il Tribunale ha valutato elementi di fatto che giustificano il fumus e il periculum.
art. 546 cod. proc. pen.
Richiamata come norma procedurale applicabile al riesame delle misure cautelari reali; la Corte segnala i limiti della sua valutazione nelle impugnazioni di misure reali.
art. 111 Cost.
Richiamato fra le norme invocate dal ricorrente (garanzia del giusto processo); la Corte precisa i limiti del sindacato di legittimità in casi di misure reali.
Regione Calabria - requisiti per la qualifica di imprenditore agricolo professionale
necessità di dedicare almeno il 50% del proprio tempo di lavoro complessivo, quindi non meno di 1050 ore lavorative l'anno
Il Tribunale ha applicato tale criterio per ritenere che il ricorrente non potesse soddisfare il requisito sostanziale richiesto per ottenere i benefici pubblici, a causa della stabile residenza e attività universitaria a Roma e dell'effettiva gestione aziendale esercitata dal fratello.
Regole dei programmi PSR e PAC (regimi di erogazione dei contributi agricoli)
distinzione tra fondi PSR e PAC e requisiti diversi per l'accesso
La Corte ha rilevato che, pur essendo diverse le fonti di finanziamento (PSR utilizzati per investimenti, PAC legato al possesso dei titoli), il Tribunale ha motivato la scelta del sequestro reale sugli immobili atteso il mancato reperimento del profitto diretto in denaro e il rischio di dispersione.
Massime di principio
- In impugnazioni di misure cautelari reali davanti alla Corte di legittimità la cognizione è limitata a vizi di diritto e di legittimità; non è consentito un ampio sindacato di merito sui fatti salvo profili di illegittimità formale.
- Il giudice può vincolare beni immobili a sequestro per equivalente quando non è reperibile il profitto diretto in denaro; la scelta della natura dei beni vincolati è valutata in funzione del rischio di dispersione.
- La semplice apertura della partita IVA o la produzione di atti formali (comprare/vendere, contratti) non esclude la possibilità che tali atti siano ritenuti strumentali e mistificatori se dagli accertamenti emerge che il beneficiario non gestiva effettivamente l'attività.
- Una fideiussione non esclude automaticamente il periculum in mora: occorre la produzione integrale del titolo e la sua idoneità a coprire l'intero importo per escludere il rischio di pregiudizio per l'ente erogante.
- Per contestare con efficacia misure reali è fondamentale produrre in sede di riesame/impugnazione prove documentali complete (es. polizze integrali, documentazione contabile) che dimostrino l'assenza dei presupposti del sequestro.
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