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Ordinanza

Ordinanza n. 55/2026 - Roma, Sezione 5B

per l'accertamento dell'illegittimità del silenzio serbato dal Ministero dell'Istruzione e del Merito sull’istanza di riconoscimento del titolo di specializzazione in sostegno conseguito in Spagna (domanda 39905 presentata in data 06/10/2024) e per la condanna della P.A. all’adozione di un provvedimento espresso; nonché per la nomina di un commissario ad acta per il caso di perdurante inerzia.

Giustizia amministrativa202504338

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisOrdinanzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio serbato dal Ministero dell'Istruzione e del Merito sull'istanza di riconoscimento di un titolo di specializzazione sul sostegno conseguito in Spagna

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha proposto un'azione avverso il silenzio dell'amministrazione, chiedendo l'accertamento dell'illegittimità dell'inerzia del Ministero dell'Istruzione e del Merito sull'istanza di riconoscimento del titolo di specializzazione in sostegno conseguito in Spagna, presentata il 6 ottobre 2024, nonché la condanna dell'amministrazione all'adozione di un provvedimento espresso e la nomina di un commissario ad acta in caso di persistente inerzia. In applicazione dell'art. 73, comma 3, c.p.a., il Collegio ha rilevato una possibile causa di inammissibilità, poiché al modulo di deposito del ricorso risultava allegato il ricorso proposto da un'altra persona, difesa dallo stesso avvocato, relativo a una diversa istanza di riconoscimento, presentata il 3 maggio 2024, concernente un titolo rilasciato da un'università spagnola e riferito all'insegnamento di sostegno nella scuola superiore di secondo grado. Il ricorrente ha depositato una memoria in risposta al preavviso, ma il Collegio ha ritenuto che le osservazioni traessero origine da un fraintendimento del rilievo: il problema consisteva nell'allegazione al modulo di deposito dell'atto relativo all'altra ricorrente e alla diversa istanza.

La decisione

Il TAR non ha definito il giudizio nel merito e non ha ancora deciso sull'ammissibilità del ricorso. Ha ritenuto necessario precisare il rilievo processuale, per assicurare l'effettivo esercizio del diritto di difesa, e ha assegnato al ricorrente ulteriori 20 giorni dalla notificazione o comunicazione dell'ordinanza per replicare alla possibile inammissibilità derivante dall'allegazione di un ricorso riferibile ad altra persona e a una diversa istanza. La trattazione è stata rinviata a una successiva camera di consiglio. Il dispositivo indica la camera di consiglio del 28 gennaio 2025, data apparentemente anteriore a quella dell'ordinanza, senza che il testo consenta di chiarire se si tratti di un errore materiale.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 3, c.p.a.

    preavviso dell'inammissibilità del ricorso

    Il Collegio ha utilizzato la disposizione per segnalare alle parti una possibile questione rilevabile d'ufficio e consentire al ricorrente di interloquire prima della decisione.

Massime di principio

  • Quando il giudice amministrativo ravvisa d'ufficio una possibile causa di inammissibilità, deve consentire alla parte di interloquire sul rilievo prima di definire il giudizio, assegnando un termine per le osservazioni ai sensi dell'art. 73, comma 3, c.p.a.
  • Se agli atti del deposito di un ricorso avverso il silenzio dell'amministrazione risulta allegato un ricorso riferibile a un soggetto diverso e a un'istanza diversa, tale circostanza può rendere necessaria una verifica dell'identità dell'azione e della riferibilità degli atti, ma non consente di definire la causa senza previamente chiarire il rilievo alla parte interessata e assicurarne il diritto di difesa.

Come è indicizzato

MaterieTermini e notificazione del ricorsoDecisione e riti specialiTermini del procedimento e silenzio
RamiProcesso amministrativoProcedimento amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneLegittimazione e interesse a ricorrerePartecipazione procedimentale

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