Cassazione Civile, Sentenza n. 12007/2024 del 03/05/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso avverso conferma in appello del rigetto dell'opposizione esecutiva a precetto per €119.079,64. Tre censure principali: 1) inadeguatezza dell'avviso generale di cessione pubblicato in Gazzetta Ufficiale quale prova sufficiente dell'inclusione del singolo credito nel blocco ceduto; 2) invalidità/inefficacia del contratto di mutuo come titolo esecutivo perché la somma mutuata era stata depositata su conto infruttifero vincolato e il suo "svincolo" era subordinato a condizioni (quindi la obbligazione di restituzione non era attuale); 3) nullità della clausola di determinazione del tasso parametrata all'Euribor per effetto della decisione della Commissione Europea sulla manipolazione del tasso.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto: 1) il primo motivo inammissibile perché la questione relativa all'esistenza del contratto di cessione non era stata puntualmente riproposta in appello e gli accertamenti di fatto dei giudici di merito non sindacabili in cassazione; 2) il secondo motivo fondato: errore di diritto della corte d'appello per aver valutato solo il perfezionamento del mutuo senza considerare le pattuizioni ulteriori (deposito infruttifero e condizione di svincolo). La Corte ha affermato che, se la somma mutuata è tornata nel patrimonio della banca e lo svincolo è condizionato, l'atto pubblico che contiene il mutuo non ha di per sé efficacia di titolo esecutivo ai sensi dell'art. 474 c.p.c.; è necessario un atto ulteriore (atto pubblico o scrittura privata autenticata) che attesti lo svincolo. Per questo motivo la sentenza è stata cassata quanto a questo profilo e la causa è stata rinviata per nuovi accertamenti di fatto in conformità del principio stabilito; 3) il terzo motivo è stato dichiarato inammissibile per difetto di specificità rispetto alla decisione di merito, ma la Corte ha fornito principi di diritto (ex art. 363 c.p.c.) circa le clausole indicizzate all'Euribor: non sono automaticamente nulle come "contratti a valle" delle intese anticoncorrenziali salvo prova che la banca fosse partecipe o consapevole dell'intento di avvalersi dell'alterazione; tuttavia, se è provato che l'Euribor è stato effettivamente e significativamente alterato da pratiche illecite e non è possibile ricostruirne il valore genuino, la clausola può essere parzialmente nulla per il periodo di alterazione e sono possibili azioni risarcitorie verso i responsabili.
Norme richiamate
art. 58 d.lgs. n. 385/1993 (T.U.B.)
La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell'avviso di cessione in blocco può avere valore probatorio dell'avvenuta cessione e dell'inclusione di specifici crediti quando le indicazioni siano sufficientemente precise; resta comunque valutazione di merito.
art. 106 T.U.B.
La mancata iscrizione nell'albo previsto dall'art.106 non rende automaticamente invalidi gli atti di riscossione compiuti da soggetti non iscritti; la questione attiene alla vigilanza amministrativa e non produce immediata invalidità civilistica degli atti.
art. 615 c.p.c.
Norma di riferimento per l'opposizione all'esecuzione proposta dal debitore.
art. 474 c.p.c.
Perché un atto pubblico valga come titolo esecutivo deve emergere dal complesso degli accordi l'obbligazione attuale di pagamento. Se il contratto contiene pattuizioni che rendono la somma non effettivamente a disposizione del mutuatario (es. deposito infruttifero con svincolo condizionato), l'atto pubblico da solo non è sufficiente: occorre atto ulteriore che attesti lo svincolo (atto pubblico o scrittura privata autenticata).
art. 1834 c.c.
Richiamata per spiegare la natura del deposito irregolare: il deposito fa acquistare la proprietà della somma al depositario (la banca), con obbligo di restituire nella stessa specie.
art. 2700 c.c.
Fede privilegiata dell'atto notarile richiamata come elemento acquisito in primo grado circa l'erogazione mediante assegno circolare; tuttavia non sufficiente a provare l'attualità dell'obbligazione se esistono pattuizioni di deposito e condizionamento.
art. 2 legge n. 287/1990
Norma nazionale antitrust; la Corte afferma che la legge tutela anche i consumatori/utenti finali e non solo gli imprenditori, ma l'invocazione della nullità per intese anticoncorrenziali richiede specifiche prove dell'effetto sul singolo contratto.
art. 101 TFUE
Norma comunitaria contro le intese restrittive della concorrenza: la Corte richiede, per incidere sul singolo contratto, la prova che l'intesa abbia effettivamente alterato il parametro (Euribor) e che l'alterazione abbia inciso concretamente sul rapporto tra le parti.
art. 363 c.p.c.
Utilizzato per enunciare principi di diritto nell'interesse della legge (nomofilachia) sulla responsabilità e sull'interpretazione delle clausole Euribor nonostante l'inammissibilità del relativo motivo.
art. 360 c.p.c.
Richiamato come norma procedurale per i motivi di cassazione (vizi di legge denunciati).
art. 342 c.p.c.
Richiamata in rapporto all'inammissibilità del terzo motivo: il giudice di appello ha correttamente ritenuto inammissibile il motivo di gravame perché non specificamente diretto a confutare la motivazione del primo grado.
Massime di principio
- Avviso generale di cessione pubblicato in Gazzetta Ufficiale: può essere prova dell'inclusione di un credito nel blocco ceduto se le indicazioni sono sufficientemente precise; se il debitore contesta l'inclusione va valutata complessivamente la documentazione probatoria dai giudici di merito.
- Titolo esecutivo (atto pubblico) e mutuo con deposito infruttifero: quando la somma mutuata è stata immediatamente trasferita nuovamente alla banca (deposito irregolare) e il suo "svincolo" è subordinato a condizioni, l'atto pubblico che contiene il mutuo non costituisce di per sé titolo esecutivo ai sensi dell'art. 474 c.p.c.; è necessario un atto ulteriore (atto pubblico o scrittura privata autenticata) che documenti l'effettivo svincolo e la disponibilità della somma al mutuatario.
- Clausole indicizzate all'Euribor e manipolazione del parametro: la nullità non è automatica. Per incidere sul singolo contratto occorre provare (i) l'esistenza di pratiche/intese anticoncorrenziali che hanno effettivamente alterato l'Euribor, (ii) che l'alterazione ha avuto un impatto significativo sul parametro nel periodo considerato e (iii) se almeno una delle parti era consapevole e intendeva avvalersi dell'alterazione. In mancanza di tali prove, la clausola resta valida; se invece il valore "genuino" del parametro non è ricostruibile, può operare una nullità parziale limitata al periodo di alterazione.
- Rimedi e azioni: ove sia dimostrata manipolazione e danno, il contraente può agire anche per il risarcimento del danno nei confronti dei responsabili; ma la questione della sostituzione automatica del tasso o delle modalità di ricalcolo richiede accertamenti e soluzioni specifiche caso per caso.
- Onere probatorio: chi invoca l'inefficacia o la nullità di una clausola parametrata a un indice manipolato deve fornire prova non solo della esistenza dell'intesa illecita (es. decisione della Commissione è elemento probatorio privilegiato) ma anche del concreto effetto di alterazione sull'indice e della rilevanza di tale alterazione sul rapporto contrattuale.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza civile, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza civile
- Sentenza civile · 3 mag 2024Cassazione Civile, Sentenza n. 11886/2024 del 03/05/2024
- Sentenza civile · 3 mag 2024Cassazione Civile, Sentenza n. 11904/2024 del 03/05/2024
- Sentenza civile · 3 mag 2024Cassazione Civile, Sentenza n. 11948/2024 del 03/05/2024
- Sentenza civile · 3 mag 2024Cassazione Civile, Sentenza n. 11987/2024 del 03/05/2024
- Sentenza civile · 3 mag 2024Cassazione Civile, Sentenza n. 12017/2024 del 03/05/2024
- Sentenza civile · 3 mag 2024Cassazione Civile, Sentenza n. 12031/2024 del 03/05/2024
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza civile →