Cassazione Penale, Sentenza n. 12358/2024 del 26/03/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione della conferma in appello della condanna per tentato omicidio (capo a) e per detenzione/porto dell'arma (capo b). Il ricorso contestava la valutazione del quadro indiziario (affidamento su riprese video, sistema SCNTT, tabulati e celle telefoniche, e sulle conversazioni intercettate), l'attribuzione del ruolo di sparatore a Volzone sulla base dell'immagine del "cappellino", la qualificazione delle aggravanti della premeditazione e del metodo mafioso (art. 416-bis.1), l'utilizzabilità di intercettazioni captate in altro procedimento, la mancata valutazione della legittima difesa, e vizi nel calcolo della pena (recidiva e circostanze attenuanti).
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato le censure generiche sulla valutazione complessiva della piattaforma indiziaria, ritenendo fondata la valutazione di responsabilità nella sua struttura basata sulla convergenza di più fonti (video, SCNTT, celle telefoniche, conversazioni). Tuttavia ha accolto i motivi riguardanti il riconoscimento delle aggravanti della premeditazione e del metodo mafioso (art. 416-bis.1 e premeditazione), ritenendo che la motivazione della Corte distrettuale fosse insufficiente e che non fossero stati adeguatamente dimostrati gli elementi richiesti per tali aggravanti. Per tali profili la sentenza impugnata è stata annullata e la causa rinviata al giudice di merito per nuovo esame e ricalcolo della pena, con indicazione di riesaminare anche l'utilizzabilità delle intercettazioni qualora, a seguito della diversa qualificazione, venga meno l'arresto obbligatorio in flagranza previsto per le fattispecie aggravate. Le condanne principali (tentato omicidio e reato di armi) restano complessivamente confermate salvo quanto sopra.
Norme richiamate
art. 416-bis.1 cod. pen.
L'aggravante del "metodo mafioso" può essere applicata non solo alla partecipazione in associazioni mafiose ma quando le modalità esecutive del reato evocano la forza intimidatrice tipica dell'agire mafioso e sono idonee a incidere concretamente sulla consumazione del reato. In questa sentenza la Corte richiede prova più puntuale dell'idoneità delle modalità a creare e sfruttare una concreta soggezione.
art. 577 cod. pen. (richiamata per premeditazione)
La premeditazione richiede un apprezzabile intervallo temporale e una ferma e duratura risoluzione criminosa: non è sufficiente la mera preordinazione o l'apprestamento dei mezzi; occorrono elementi sintomatici che dimostrino l'elemento cronologico e ideologico. La Corte ha ritenuto la motivazione insufficiente a provare tali elementi nel caso concreto.
art. 270 cod. proc. pen.
Norma che disciplina l'utilizzabilità delle intercettazioni: la Corte afferma che l'eccezione di inutilizzabilità non è astrattamente configurabile se, nella qualificazione dei fatti, permangono reati per i quali è previsto l'arresto obbligatorio in flagranza; tuttavia ordina riesame nel caso in cui vengano escluse le aggravanti che giustificano tale arresto.
art. 52 cod. pen.
Norma sulla legittima difesa: la Corte ha ritenuto la questione inammissibile perché la richiesta difensiva mirava a una diversa valutazione di fatto della dinamica (un diverso apprezzamento delle immagini e delle deposizioni), cosa non sindacabile in Cassazione se non per motivazione illogica.
art. 521 cod. proc. pen.
Principio di correlazione tra imputazione e sentenza: la Corte ricorda che non si configura mutamento del fatto se la sentenza attribuisce un contributo materiale parzialmente diverso ma riconducibile allo stesso ambito dell'accusa, purché l'imputato abbia potuto difendersi sul concreto oggetto del procedimento.
art. 533 cod. proc. pen. (richiamato)
Riferimento al criterio della condanna oltre ogni ragionevole dubbio: la Corte sottolinea che in sede di legittimità non si opera una nuova valutazione del merito, ma si verifica che la motivazione del giudice di merito sia logicamente compatibile e sufficiente.
Massime di principio
- In processi fondati su prove indiziarie prevale la valutazione globale e convergente della 'costellazione' probatoria; singole criticità tecniche non prevalgono se ogni elemento concorre a una ricostruzione coerente.
- Dati di videoripresa, sistemi di 'cattura targhe' (SCNTT) e celle telefoniche possono configurare prova convincente se incrociati cronologicamente e risultano reciprocamente coerenti.
- L'aggravante del "metodo mafioso" richiede più della sola platealità o efferatezza: occorre dimostrare l'idoneità concreta delle modalità a evocare e sfruttare la forza intimidatrice tipica dell'agire mafioso nella consumazione del reato.
- La premeditazione esige prova di un arco temporale apprezzabile e di una ferma risoluzione criminosa; l'organizzazione dell'azione immediatamente prima del fatto (es. procurare un veicolo un'ora prima) può non essere sufficiente.
- L'utilizzabilità delle intercettazioni va valutata anche in rapporto alla qualificazione giuridica del fatto: l'eventuale esclusione di aggravanti può rendere necessaria la riconsiderazione dell'ammissibilità delle conversazioni.
- Eccezioni di legittima difesa basate su diversa lettura delle immagini o delle deposizioni sono, in Cassazione, in gran parte problematiche salvo vizio logico o di motivazione nel giudizio di merito.
- Se la Cassazione annulla solo profili aggravanti, il giudice di rinvio deve riesaminare l'intero trattamento sanzionatorio e verificare la tenuta del residuo compendio probatorio senza le aggravanti stornate.
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