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Sentenza

Sentenza n. 2145/2026 - Milano, Sezione 3

Per l’ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Milano n. 425/2025, depositata in data 29.01.2025

Giustizia amministrativa202503333

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Milano n. 425/2025, relativa al rilascio della carta docente per gli anni scolastici 2022/2023, 2023/2024 e 2024/2025

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Milano n. 425/2025, passata in giudicato e ritualmente notificata, con la quale il Ministero era stato condannato a mettere a disposizione la carta docente per tre anni scolastici, nella misura di 500 euro annui. Il ricorrente ha dedotto l'inadempimento del Ministero, non avendo quest'ultimo effettuato alcun pagamento. Il giudizio di ottemperanza non comprendeva le spese di lite della sentenza civile, distratte in favore dei difensori. Il Ministero, pur costituito, non ha contestato né l'esistenza né l'entità del credito e non ha fornito indicazioni sull'adempimento.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e ha accertato l'inottemperanza del Ministero, rilevando che la sentenza civile costituiva titolo passato in giudicato e ritualmente notificato, che era decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996 e che non risultava effettuato alcun pagamento, neppure parziale. Il Ministero è stato ordinato a effettuare integralmente i pagamenti dovuti entro 90 giorni dalla pubblicazione della sentenza. Per l'eventuale ulteriore inottemperanza è stato nominato commissario ad acta il Direttore della Ragioneria territoriale dello Stato di Milano, Monza e Brianza, con facoltà di delega, il quale dovrà provvedere entro ulteriori 60 giorni dalla comunicazione dell'inottemperanza. È stata invece respinta la richiesta di penalità di mora, ritenuta manifestamente iniqua in considerazione del tempo trascorso dalla notificazione e dal passaggio in giudicato della sentenza e dell'entità delle somme dovute. Il Ministero è stato condannato alle spese del giudizio, liquidate in 800 euro oltre accessori, con distrazione in favore dei difensori antistatari.

Norme richiamate

  • art. 14 d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito dalla l. 28 febbraio 1997, n. 30

    Il termine dilatorio per l'esecuzione dei pagamenti a carico delle amministrazioni pubbliche deve essere decorso prima di poter accertare l'inottemperanza rispetto al titolo esecutivo.

Massime di principio

  • Quando una pubblica amministrazione non esegue una sentenza di condanna passata in giudicato e ritualmente notificata, e sia decorso il termine dilatorio previsto dalla legge per i pagamenti pubblici, il giudice dell'ottemperanza può accertare l'inottemperanza e ordinare all'amministrazione di adempiere entro un termine perentorio.
  • La mancata contestazione da parte dell'amministrazione dell'an e del quantum del credito, unita all'assenza di pagamenti anche parziali e alla mancata indicazione di attività esecutive in corso, consente di ritenere sussistente l'inadempimento del titolo giudiziale.
  • In caso di persistente inottemperanza, il giudice può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, attribuendogli il compito di compiere gli atti necessari all'esecuzione a carico e spese dell'amministrazione inadempiente.
  • La penalità di mora può essere negata quando, in relazione al tempo trascorso e all'entità delle somme dovute, la sua applicazione risulti manifestamente iniqua.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEfficacia ed esecutorietà

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