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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1252/2025 del 13/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso il rigetto del riesame del sequestro preventivo di euro 3.800 rinvenuti in un locale del quartiere Scampia, occultati all'interno di un calciobalilla. Il difensore deduceva: 1) violazione di legge per insufficienza di elementi a identificare il reato presupposto in quello previsto dall'art. 73 D.P.R. 309/1990 (spaccio), sostenendo che né il luogo di custodia né il luogo di rinvenimento sarebbero sufficienti; 2) violazione di legge perché il GIP non avrebbe individuato in modo univoco il reato presupposto, che poteva essere anche estorsione, rapina o furto.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto infondati entrambi i motivi: ha richiamato la giurisprudenza secondo cui è sufficiente, ai fini della configurabilità del reato connesso (ricettazione/riciclaggio), l'individuazione della tipologia del delitto presupposto senza la completa ricostruzione degli estremi storici. Il Tribunale aveva fornito motivazione adeguata individuando il reato presupposto nel delitto di spaccio ex art. 73 D.P.R. 309/1990 sulla base di indizi convergenti (nota zona di spaccio Scampia, modalità di conservazione del denaro in calciobalilla in locale pubblico, taglio non omogeneo delle banconote). Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 - art. 73

    norme in materia di sostanze stupefacenti (art. 73 relativo al traffico di droga)

    La Corte ha ritenuto che il reato presupposto della ricettazione potesse essere individuato nella tipologia del reato di spaccio ex art. 73 sulla base di indizi investigativi senza necessità di una completa ricostruzione degli elementi storici.

  • Codice di procedura penale - art. 616

    regola le spese del procedimento in caso di rigetto del ricorso

    Applicato per condannare il ricorrente al pagamento delle spese processuali dopo il rigetto del ricorso.

  • Giurisprudenza della Cassazione

    Sez. 2, n. 46773 del 23/11/2021 (Peri); Sez. 2, n. 29689 del 28/01/2019 (Maddaloni)

    Principio secondo cui, ai fini della configurabilità del reato di riciclaggio/ricettazione, è sufficiente l'individuazione della tipologia del delitto presupposto senza la necessità di ricostruire integralmente tutti gli estremi fattuali.

Massime di principio

  • Per il sequestro preventivo collegato a ricettazione o riciclaggio, il giudice può individuare il reato presupposto per tipologia (es. spaccio) sulla base di indizi convergenti anche se non ricostruisce integralmente la dinamica storica.
  • Indicatori come la notorietà della zona per traffici illeciti, modalità anomale di custodia del denaro (es. nascosto in arredi o giochi) e disomogeneità delle banconote costituiscono elementi gravemente indiziari rilevanti.
  • In sede di indagini preliminari la soglia di prova è attenuata: una motivazione che dimostra indizi seri e coerenti può reggere il riesame e il rigetto del riesame.
  • Chi contesta un sequestro fondato su tali indizi deve proporre alternative plausibili e fornire elementi concreti di disconoscimento della connessione con attività illecite (es. prova di provenienza lecita, documentazione, spiegazioni credibili).
  • Valutare il rischio di condanna alle spese ai sensi dell'art. 616 c.p.p. prima di proporre impugnazioni infondate, poiché il rigetto può comportare oneri economici per il ricorrente.

Testo integrale

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