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Cassazione Penale, Ordinanza n. 00712/2025 del 08/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che le censure fossero dirette a contestare scelte discrezionali del giudice di sorveglianza, sorrette da motivazione congrua e non sindacabili in sede di legittimite0. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (magistratura di sorveglianza)

La controversia

La decisione riguarda il ricorso contro un20provvedimento del tribunale di sorveglianza che aveva negato la detenzione domiciliare in deroga prevista per il collaboratore di giustizia. Il ricorrente lamentava, in sostanza, l'erroneite0 del diniego del beneficio; dalla motivazione della Corte emerge che il ricorso mirava a censurare l'esercizio della discrezionalite0 della magistratura di sorveglianza, che aveva ritenuto insufficiente la documentazione trattamentale prodotta a dimostrare il ravvedimento. La Corte osserva che il ravvedimento non puf2 presumersi solo sulla base della collaborazione e dell'assenza di collegamenti con la criminalite0 organizzata, ma richiede ulteriori elementi positivi; inoltre, il giudice di sorveglianza aveva ritenuto opportuno un supplemento di osservazione e la fruizione di ulteriori permessi premio prima di concedere il beneficio.

Norme richiamate

  • art. 16-novies d.l. n. 8 del 1991, conv. dalla l. n. 82 del 1991

    Norma che disciplina la detenzione domiciliare in deroga in favore del collaboratore di giustizia; il beneficio presuppone il requisito del ravvedimento, che non puf2 essere desunto in via automatica dalla sola collaborazione.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione non puf2 essere utilizzato per sostituire la valutazione discrezionale del giudice di sorveglianza quando il provvedimento impugnato sia congruamente motivato sulla sussistenza dei presupposti del beneficio.
  • Per la concessione della detenzione domiciliare in deroga al collaboratore di giustizia il ravvedimento costituisce requisito legale imprescindibile e deve essere dimostrato positivamente mediante ulteriori elementi concreti, non potendo presumersi per il solo fatto della collaborazione e dell'assenza di persistenti collegamenti con la criminalite0 organizzata.
  • Il giudice puf2 legittimamente applicare un criterio di progressivite0 nella sperimentazione dei benefici penitenziari, specie in presenza di reati gravi e di una rilevante capacite0 a delinquere, richiedendo un supplemento di osservazione prima della concessione del beneficio pif9 ampio.
  • La motivazione che valorizzi la gravite0 dei reati, l'entite0 delle condanne e l'insufficienza del percorso trattamentale e8 idonea a sorreggere il diniego del beneficio e non integra vizio denunciabile in cassazione se non nei limiti della manifesta illogicite0 o mancanza di motivazione.

Come è indicizzato

MaterieMisure alternativeImpugnazioni
RamiEsecuzione penaleProcesso penale
IstitutiPrescrizione del reato

Testo integrale

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