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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46314/2022 del 07/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso deduceva violazione di legge e vizio di motivazione per avere il Tribunale escluso la configurabilità del delitto di truffa (art. 640 c.p.) in relazione al decreto di sequestro preventivo sul sottosuolo di particelle comunali. Il Procuratore sosteneva che per la truffa non è richiesta la prova che il beneficiario dei raggiri abbia concorso nel reato, e che il Tribunale avrebbe errato nel ritenere necessaria tale prova e nel ritenere invece che la condotta potesse configurare abuso d'ufficio, nonostante elementi di intenzionalità illecita emergenti dagli atti e dall'induzione in errore del consiglio comunale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ricordato il limite del sindacato in sede di cassazione sulle ordinanze di riesame delle misure cautelari reali (art. 325 c.p.p.), ammesse solo per violazione di legge, e ha ritenuto non decisivo l'eventuale richiamo del Tribunale alla necessità di provare un accordo con il beneficiario. Nel merito la Corte ha condiviso che manchino prove della direzione sicura degli artifici e dell'intento dell'indagato di procurare un profitto per sé o altri; ha quindi ritenuto plausibile l'interpretazione del Tribunale secondo cui la condotta poteva essere più appropriatamente qualificata come cattivo esercizio di potere (eventuale abuso d'ufficio) e non come truffa, con conseguente conferma dell'annullamento del sequestro e restituzione del bene a Novim s.r.l.

Norme richiamate

  • art. 325 cod. proc. pen., comma 1

    Il ricorso per cassazione avverso ordinanze di riesame di misure reali è ammesso solo per violazione di legge; la Corte è quindi limitata nel sindacare vizi logici o di merito della motivazione.

  • art. 606 cod. proc. pen., comma 1, lett. e)

    Riferimento alla limitazione del sindacato sui vizi logici della motivazione: tali vizi non costituiscono automaticamente motivo di ammissione del ricorso per cassazione contro ordinanze di riesame.

  • art. 640 cod. pen.

    La norma sulla truffa non richiede formalmente che il profitto sia conseguito da persona che abbia concorso materialmente nell'atto decettivo; tuttavia, per configurare la truffa occorre la prova dell'uso di artifici o raggiri diretti a ottenere un profitto e la presenza del dolo specifico. La Corte ha ritenuto che qui mancassero elementi probatori idonei a dimostrare tale direzione e dolo.

Massime di principio

  • In sede di ricorso per cassazione contro ordinanze di riesame di misure reali la possibilità di sindacare la motivazione è molto limitata: è consentita solo la censura per violazione di legge (art. 325 c.p.p.).
  • La configurabilità della truffa richiede non solo artifici o raggiri, ma anche il dolo specifico di procurare un profitto indebito; l'assenza di prova che gli artifici fossero diretti a ottenere un profitto può escludere il reato.
  • Non è indispensabile, in astratto, che il beneficiario materiale concorra nel reato di truffa, ma la mancanza di elementi che colleghino gli artifici al conseguimento di un profitto per terzi può rendere inidonea la qualificazione come truffa.
  • Condotte di un pubblico ufficiale che comportino cattivo esercizio del potere o decisioni illegittime possono essere più appropriatamente inquadrate come abuso d'ufficio o altre ipotesi di reato amministrativo/penale quando manca la prova dell'intento di trarre ingiusto profitto.
  • Quando l'atto controverso riguarda decisioni di un organo collegiale (es. consiglio comunale), per ritenere la sussistenza della capacità decettiva è necessario valutare se gli artifici abbiano effettivamente indotto in errore i componenti e se tale errore abbia inciso sulla volontà dell'organo, non bastando mere asserzioni teoriche.
  • Nel valutare la sussistenza di misure reali (sequestro) il giudice deve accertare elementi dimostrativi sufficienti della responsabilità e del dolo; l'assenza di questi elementi giustifica l'annullamento della misura cautelare.

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