Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41651/2025 del 30/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Richiesta di riparazione per la custodia cautelare subita a seguito di arresto in flagranza l'11/03/2022 per reati in materia di stupefacenti e altri reati, poi definitivamente assolto. Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza della Corte d'appello di Roma che aveva respinto la domanda di indennizzo, contestando violazione di legge e vizio di motivazione in relazione all'art. 314 c.p.p., sostenendo che il suo comportamento era collaborativo e che la droga, le carte di credito e il denaro rinvenuti erano legittimamente detenuti e comprovati da idonea documentazione.

La decisione

La Corte di legittimità ha dichiarato il ricorso infondato e lo ha rigettato. Ha ritenuto corretta la valutazione della Corte d'appello che, nell'esercizio autonomo del giudizio di riparazione ai sensi dell'art. 314 c.p.p., ha constatato l'esistenza di condotte colpose e gravemente negligenti del ricorrente che hanno avuto effetto sinergico con la misura cautelare: possesso di stupefacenti di tipi e quantitativi non compatibili, nella valutazione delle corti, con l'uso personale (oltre la soglia del d.m. 11/4/2000), il possesso di più carte di credito non intestate e il rinvenimento in casa di una somma ingente in contanti (euro 205.980,00) con profili idonei ad aggirare la normativa antiriciclaggio. Tali elementi, pur non avendo portato a una condanna penale, sono stati ritenuti espressione di macroscopica negligenza idonea a escludere il diritto all'indennizzo. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali; non liquidate le spese del Ministero resistente per mancata attività difensiva adeguata nella memoria.

Norme richiamate

  • art. 314 cod. proc. pen.

    Disciplina il procedimento di riparazione per ingiusta detenzione; la Corte ha richiamato il parametro secondo cui il giudice della riparazione valuta autonomamente, in chiave 'ex ante' e su base oggettiva, se la condotta del detenuto integri dolo o colpa grave ostativi all'indennizzo

  • d.m. 11 aprile 2000 (valori-soglia per uso personale)

    La giurisprudenza ormai consolidata e la sentenza considerano il possesso di quantitativi di stupefacenti eccedenti il valore-soglia del d.m. come indice di comportamento gravemente colposo, anche se penalmente irrilevante, idoneo a provocare l'intervento della polizia e dunque a escludere l'indennizzo

  • Sez. 4, n. 3359 del 22/09/2016 (La)

    Principio secondo cui il giudice della riparazione valuta se la condotta abbia creato la falsa apparenza della configurabilità di un illecito penale, senza sindacare il merito penale

  • Sez. 4, n. 22486 del 18/04/2018 (Calvio)

    Conferma che il possesso, in circostanze indizianti, di quantitativi di stupefacente eccedenti la soglia normativa può costituire comportamento gravemente colposo escludente l'indennizzo

  • Sez. 4, n. 10653 del 12/07/2012 (Leka)

    Ulteriore conferma giurisprudenziale del principio che il superamento della soglia può integrare illecito amministrativo e comportamento idoneo a giustificare l'intervento della polizia giudiziaria

  • Sez. U, n. 43 del 13/12/1995 (Sarnataro)

    Ribadisce l'autonomia del giudizio di riparazione rispetto al processo penale e la necessità di valutare la sussistenza di cause che escludono il diritto all'indennizzo

  • Sez. 4, n. 13360 del 28/02/2025 (Demasi)

    Richiama il criterio secondo cui il giudice della riparazione può esaminare il materiale di causa per verificare la presenza di elementi ostativi all'indennizzo, in autonomia rispetto al giudizio penale

Massime di principio

  • Il giudice della riparazione valuta autonomamente e oggettivamente se la condotta materiale del detenuto abbia creato una situazione tale da rendere prevedibile e doveroso l'intervento dell'autorità giudiziaria; non si tratta di rinnovare il giudizio penale ma di accertare l'esistenza di una causa ostativa all'indennizzo
  • Il possesso di stupefacenti in quantitativi oltre le soglie del d.m. 11/04/2000, anche se non ritenuto penalmente rilevante in sede di merito, può integrare colpa grave e precludere l'indennizzo per ingiusta detenzione
  • Altri elementi materiali (es. molteplici carte di pagamento non intestate, ingenti somme di denaro in contanti, condotte funzionali all'aggiramento della normativa antiriciclaggio) possono concorrere a configurare una condotta gravemente colposa, idonea a giustificare l'intervento giudiziario e ad escludere la riparazione
  • Per ottenere l'indennizzo è utile documentare tempestivamente e in maniera convincente l'origine lecita di beni e denaro e dimostrare che le quantità di sostanze rientrano nei limiti d'uso personale; altrimenti la valutazione oggettiva del giudice può escludere la responsabilità dello Stato
  • Nella fase processuale di riparazione è importante focalizzarsi su elementi materiali e documentali che possano efficacemente contrastare la tesi della prevedibilità dell'intervento dell'autorità (es. ricevute, contratti, spiegazioni coerenti, assenza di elementi indizianti complementari)
  • Le parti resistenti devono svolgere una difesa concreta e confrontarsi con i motivi di ricorso per ottenere la liquidazione delle spese; memorie generiche che si limitano a richiamare principi giurisprudenziali possono non essere ritenute idonee a far valere le spese

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.