Cassazione Penale, Sentenza n. 12266/2022 del 04/04/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
La ricorrente aveva chiesto la revoca dell'ordine di demolizione relativo a porzioni di fabbricato di sua proprietà, ordine emesso originariamente nei confronti della madre e dante causa, Giovanna Pellegrino. Il Tribunale di Trapani dichiarò non luogo a provvedere ritenendo la Carini "estranea" al rapporto di esecuzione tra il pubblico ministero e la destinataria dell'ingiunzione a demolire, nonostante la Carini fosse divenuta proprietaria e avesse ottenuto un permesso di costruire in sanatoria relativo alle opere oggetto dell'ordine. In cassazione la Carini denunciava contraddittorietà e illogicità della motivazione del Tribunale e sosteneva la propria legittimazione e interesse alla revoca in ragione del trasferimento di proprietà e del sopravvenuto rilascio della sanatoria.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, annullando l'ordinanza impugnata e rinviando al Tribunale di Trapani, in diversa composizione, per nuovo esame. La Corte ha affermato che, per il carattere reale e ripristinatorio dell'ordine di demolizione, la proprietaria attuale (Carini) è legittimata e ha interesse a chiedere la revoca, dovendosi valutare l'incidenza del permesso in sanatoria rilasciato successivamente. Il Tribunale dovrà dunque riesaminare le richieste tenendo conto della sanatoria e verificarne in concreto la portata rispetto all'ordine di demolizione.
Norme richiamate
ordine di demolizione (sanzione amministrativa ripristinatoria)
L'ordine di demolizione ha natura reale e ripristinatoria: incide direttamente sui diritti reali sul bene e produce effetti nei confronti di chi sia soggetto a subirne l'esecuzione, pertanto anche il proprietario attuale è legittimato a chiederne la revoca.
permesso di costruire in sanatoria
Il rilascio di una sanatoria sopravvenuta rispetto all'ordine di demolizione è fatto nuovo e rilevante che deve essere valutato dal giudice dell'esecuzione per accertare se renda incompatibile o inefficace l'esecuzione dell'ordine di demolizione.
rapporto processuale di esecuzione
Il rapporto processuale di esecuzione non esclude la legittimazione di soggetti che, pur non essendo destinatari originari dell'ordine, subiscono gli effetti reali dell'esecuzione (es. proprietari attuali).
Massime di principio
- Chi diventa proprietario di un immobile soggetto a ordine di demolizione ha interesse e legittimazione a chiedere la revoca dell'ordine, ancorché non fosse destinatario originario dell'ingiunzione.
- Il carattere reale e ripristinatorio dell'ordine di demolizione implica che i giudici debbano valutare i diritti reali attuali sul bene quando decidono sulle richieste di revoca.
- Il rilascio di una sanatoria successivo all'ordine di demolizione è un fatto sopravvenuto rilevante che deve essere esaminato concretamente per verificare la sua incidenza sull'esecutività dell'ordine.
- Un provvedimento di rigetto fondato su una interpretazione che esclude automaticamente la legittimazione del proprietario sopravvenuto può essere annullato in cassazione; il giudice dell'esecuzione deve riesaminare le istanze alla luce dei fatti e dei titoli sopravvenuti.
- Nel giudizio di esecuzione è necessario distinguere tra l'ingiunzione a demolire (adempimento esecutivo) e l'ordine di demolizione nella sua natura sostanziale: interventi sopravvenuti che incidono sulla sostanza del diritto vanno valutati sul merito.
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