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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 05467/2026 del 11/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza di consegna con due motivi: (1) violazione di legge ex art. 12 della Convenzione di estradizione Italia-Argentina per assenza della "doppia incriminazione", sostenendo che la condotta contestata fosse un mero inadempimento contrattuale e non truffa; (2) mancata comunicazione valida delle udienze argentine all'estradando, perché la notifica sarebbe pervenuta in un luogo in cui Fernandez non ha mai avuto domicilio, residenza o dimora.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto che l'art. 12 della Convenzione delimita i documenti da allegare alla domanda di estradizione (mandato di cattura e esposizione dei fatti) e che l'Autorità italiana effettua una sommaria delibazione della documentazione per verificare l'esistenza di gravi indizi, senza sindacare il merito delle indagini straniere. La Corte di appello di Messina aveva adeguatamente valutato la documentazione argentina (bonifico di 4.300.000 pesos, falsificazione del documento unico di transito, dichiarazioni concordanti e movimenti bancari) e ritenuto rispettato il requisito della doppia incriminazione per il delitto di truffa. Il secondo motivo è stato dichiarato inammissibile o disatteso: la sentenza impugnata aveva richiamato atti che dimostravano la piena conoscenza del procedimento da parte dell'estradando (anche tramite dichiarazioni del difensore di fiducia). Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e la cancelleria è stata incaricata degli adempimenti di cui all'art. 203 disp. att. c.p.p.

Norme richiamate

  • Convenzione di estradizione tra la Repubblica italiana e la Repubblica Argentina (9 dicembre 1987), art. 12

    "il mandato di cattura" e "un'esposizione dei fatti per i quali l'estradizione viene richiesta"

    Art. 12 elenca la documentazione richiesta; la corte interpreta tali documenti come idonei a consentire una sommaria valutazione dell'esistenza di indizi a carico dell'estradando, non come invito a sindacare il merito delle indagini dello Stato richiedente.

  • Legge 19 febbraio 1992, n. 219 (ratifica ed esecuzione della Convenzione)

    Norma di esecuzione della Convenzione; richiamata per collegare il regime convenzionale al diritto interno.

  • Codice di procedura penale, art. 705, comma 1

    Richiamato come parametro per la valutazione dei gravi indizi nell'ambito della procedura di consegna/estradizione; la verifica è sommaria e documentale.

  • Disposizioni di attuazione del codice di procedura penale, art. 203

    Norma procedurale cui demandare gli adempimenti esecutivi in caso di rigetto del ricorso e condanna alle spese; la cancelleria deve eseguire gli adempimenti previsti.

Massime di principio

  • Nella procedura di estradizione l'autorità giudiziaria italiana effettua una verifica sommaria della documentazione inviata dallo Stato richiedente per accertare l'esistenza di gravi indizi; non può riesaminare nel merito le indagini o le fonti di prova straniere.
  • Il requisito della doppia incriminazione si valuta confrontando la condotta descritta negli atti stranieri con la fattispecie penalmente rilevante nel diritto interno; se la documentazione mostra elementi compatibili con il delitto domestico, il requisito è soddisfatto.
  • Le doglianze generiche o non provate (es. affermazioni non supportate su mancate notifiche) sono inammissibili o destinate a fallire se la decisione impugnata richiama atti che dimostrano la conoscenza del procedimento da parte dell'imputato.
  • Documentazione documentale (bonifici bancari, documenti falsificati, atti processuali stranieri) può costituire, ai fini della sommaria delibazione, elementi idonei a fondare gravi indizi di responsabilità.
  • Il procedimento di estradizione segue regole formali: se il ricorso è rigettato il ricorrente può essere condannato alle spese processuali e l'autorità giudiziaria deve disporre gli adempimenti esecutivi previsti dalla normativa nazionale.

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