R.R. Puglia 6/2016
Regolamento recante Misure di Conservazione ai sensi delle Direttive Comunitarie 2009/147 e 92/43 e del DPR 357/97 per i Siti di importanza comunitaria (SIC).
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl regolamento regionale Puglia n. 6/2016 disciplina le misure di conservazione per i Siti di Importanza Comunitaria e, se designati, per le ZSC, in attuazione delle direttive Habitat e Uccelli e del DPR 357/1997. Si applica ai siti elencati e, per i SIC in aree protette, integra la disciplina vigente. Contiene anche deroghe per opere di interesse pubblico e una classificazione delle misure per attività, habitat e specie.
Misure di conservazione per i SIC/ZSC della Regione Puglia
Misure di conservazione per i SIC e le ZSC della Regione Puglia
Il regolamento stabilisce, per la Regione Puglia, le misure di conservazione dei Siti di Importanza Comunitaria e dei futuri o attuali siti designati come Zone Speciali di Conservazione. La disciplina è adottata in attuazione delle direttive europee in materia di habitat e uccelli e del DPR n. 357/1997, con l’obiettivo di mantenere o ripristinare uno stato di conservazione soddisfacente di habitat e specie di interesse comunitario.
Finalità e obiettivi generali
Le misure sono finalizzate a:
- mantenere e, ove necessario, ripristinare habitat, siti e specie in condizioni di conservazione soddisfacenti;
- tenere conto delle esigenze di sviluppo economico, sociale e culturale;
- considerare le peculiarità di ciascun sito;
- garantire la coerenza della rete ecologica Natura 2000.
La disciplina non si limita alla mera tutela naturalistica, ma integra la conservazione con l’assetto complessivo del territorio regionale interessato.
Ambito territoriale di applicazione
Le misure si applicano ai 49 SIC indicati nel testo, compresi quelli che siano stati o vengano designati come ZSC. L’elenco include siti terrestri e costieri della Puglia, tra cui aree del Gargano, della Murgia, dell’area ionico-salentina e del territorio adriatico.
Si applicano inoltre nella parte marina di specifici SIC individuati nel regolamento.
Per i SIC ricadenti in aree naturali protette o in aree marine protette già istituite, le misure regionali operano in integrazione con la normativa vigente; in caso di conflitto, prevale la regola più restrittiva.
Deroghe per motivi di interesse pubblico
Il regolamento prevede una deroga generale: qualora un piano o progetto debba comunque essere realizzato per motivi di rilevante interesse pubblico legati alla salute umana o alla sicurezza pubblica, e non esistano soluzioni alternative, l’ente di gestione del sito può autorizzarne la realizzazione.
L’autorizzazione è subordinata all’imposizione delle misure compensative necessarie a garantire la coerenza complessiva della rete Natura 2000, secondo il quadro richiamato dal regolamento ministeriale del 17 ottobre 2007.
Struttura delle misure di conservazione
Le misure di conservazione sono articolate in tre grandi categorie:
- trasversali, applicabili a tutti i siti e riferite ad attività antropiche diffuse che incidono su più habitat e specie;
- specifiche per habitat, applicabili agli habitat dell’allegato I della direttiva habitat presenti nei siti;
- specifiche per specie, applicabili alle specie di flora e fauna degli allegati II, IV e V della direttiva habitat presenti nei siti.
Questa impostazione consente una disciplina differenziata, calibrata sulla presenza effettiva di habitat e specie e sulla tipologia di pressione esercitata sul sito.
Tipologie di disciplina previste
Le misure si concretano in diverse tipologie operative:
- regolamentari (RE), che disciplinano le attività nel sito e contestualizzano la normativa già vigente;
- gestione attiva (GA), che prevedono linee guida, programmi d’azione o interventi diretti da parte di amministrazioni o privati;
- incentivi (IN), finalizzati a sostenere economicamente le misure proposte;
- monitoraggi (MR), per verificare lo stato di specie e habitat e l’efficacia delle misure;
- programmi didattici (PD), per divulgazione, sensibilizzazione e formazione dei soggetti interessati.
Attività e settori disciplinati dalle misure trasversali
Le misure trasversali riguardano numerosi settori di attività, tra cui:
- infrastrutture;
- zootecnia e agricoltura;
- gestione forestale;
- attività venatoria e gestione faunistica;
- pesca in acque dolci e in acque lagunari/marine;
- acquacoltura e maricoltura;
- fruizione del sito;
- emissioni sonore e luminose;
- attività estrattive;
- interventi nei corsi d’acqua;
- interventi in lagune, saline e zone umide;
- interventi in ambiente costiero e marino;
- rifiuti;
- attività militari;
- indirizzi gestionali e misure di tutela di specie e habitat;
- incentivi, monitoraggi e divulgazione.
Il regolamento, quindi, costituisce una cornice unitaria che coordina attività economiche e gestionali potenzialmente incidenti sulla rete Natura 2000 regionale.
Regime applicativo e attualità
Il testo, nel materiale fornito, risulta vigente e non è indicata una abrogazione. Tuttavia la disciplina è legata a una specifica perimetrazione dei siti e alle misure di conservazione della rete Natura 2000 in Puglia, quindi va letta come normativa tecnica settoriale applicabile ai siti elencati e alle loro eventuali evoluzioni di classificazione.
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