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Regolamento

R.R. Puglia 7/2016

MODIFICHE ED INTEGRAZIONI AL REGOLAMENTO REGIONALE DEL 12 DICEMBRE 2011 n. 26 RECANTE “Disciplina degli scarichi di acque reflue domestiche o assimilate alle domestiche di insediamenti di consistenza inferiore ai 2.000 A.E., ad esclusione degli scarichi già regolamentati dal S.I.I. ( Attuazione dell’ art. 100, comma 3 del D.Lgs 152/06 e SS.MM.II)”.

Normativa regionaleR.R. Puglia 7/2016

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il regolamento regionale Puglia n. 7/2016 aggiorna il regolamento n. 26/2011 sulla gestione degli scarichi di acque reflue domestiche o assimilate per insediamenti inferiori a 2.000 A.E., escludendo gli scarichi già regolati dal S.I.I. Introduce nuove definizioni, sostituisce alcuni riferimenti testuali e disciplina la gestione anche tramite deposito temporaneo in vasche a tenuta, senza fissare termini di durata specifici.

Modifiche al regolamento pugliese sugli scarichi di acque reflue domestiche o assimilate per insediamenti sotto 2.000 A.E.

Modifiche alla disciplina pugliese degli scarichi domestici e assimilati

Il regolamento regionale della Puglia 10 giugno 2016, n. 7 interviene sul regolamento regionale 12 dicembre 2011, n. 26, aggiornandone il testo in materia di gestione degli scarichi di acque reflue domestiche o assimilate per insediamenti di consistenza inferiore a 2.000 A.E., con esclusione degli scarichi già regolamentati dal S.I.I. Il provvedimento opera in attuazione dell’art. 100, comma 3, del D.Lgs. 152/2006.

Finalità dell’intervento normativo

La finalità del regolamento è quella di modificare e integrare la disciplina regionale preesistente, spostando il focus dalla sola disciplina degli scarichi alla più ampia gestione delle acque reflue domestiche e assimilate. L’intervento riguarda esclusivamente il territorio della Regione Puglia.

Aggiornamenti lessicali e di impostazione

Nel testo del regolamento del 2011 viene sostituito il riferimento agli “scarichi” con quello alla “gestione” già nel campo di applicazione e finalità. Analogamente, nella disciplina delle acque reflue assimilate alle domestiche, l’espressione “disciplina degli scarichi e delle autorizzazioni” viene sostituita con “gestione delle acque reflue”.

Nuove definizioni introdotte

Il regolamento integra il quadro definitorio con tre nozioni rilevanti per l’applicazione pratica della disciplina:

  • gestione di acque reflue domestiche e assimilate: trattamento e scarico delle acque reflue domestiche e assimilate, oppure loro deposito temporaneo;
  • deposito temporaneo: stoccaggio di acque reflue in vasche a tenuta stagna nel luogo di produzione, in attesa di smaltimento tramite conferimento a ditta autorizzata secondo la normativa vigente in materia di rifiuti;
  • autorità competente: soggetto preposto al rilascio dell’autorizzazione allo scarico.

Effetti applicativi della modifica

La disciplina risultante considera espressamente, oltre al trattamento e allo scarico, anche il deposito temporaneo delle acque reflue come modalità di gestione. Il regolamento non contiene, nel testo fornito, scadenze, periodi transitori o limiti temporali di efficacia specifici, né disciplina ulteriori profili sanzionatori o finanziari.

Stato di attualità

L’atto risulta ancora vigente e non deprecato, poiché modifica una disciplina regionale che, per contenuto, può ancora avere applicazione pratica nella gestione degli scarichi e delle autorizzazioni nel territorio pugliese.

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