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Regolamento

R.R. Puglia 8/2016

Legge regionale 14 marzo 2016, n. 3 recante la disciplina del “Reddito di dignità regionale e politiche per l’inclusione sociale attiva”. Regolamento attuativo della legge regionale, ai sensi dell’art. 44 della l.r. n. 7/2004 come modificato dalla l.r. n. 44/2014.

Normativa regionaleR.R. Puglia 8/2016

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il regolamento disciplina in Puglia l’attuazione della l.r. 3/2016 sul Reddito di Dignità regionale, definendo ambito, soggetti, organizzazione e misure attivabili. Si coordina con la disciplina nazionale di sostegno al reddito e con i criteri europei richiamati. Integra, per le sole finalità ReD, la disciplina regionale dei tirocini per l’inclusione sociale.

Regolamento attuativo del Reddito di Dignità regionale (ReD) e delle misure di inclusione sociale attiva

Reddito di Dignità regionale e politiche di inclusione sociale attiva

Il regolamento attuativo della Regione Puglia disciplina l’applicazione della l.r. 14 marzo 2016, n. 3 sul Reddito di Dignità regionale (ReD) e sulle politiche per l’inclusione sociale attiva. La disciplina è costruita in coerenza con la normativa regionale richiamata e con i riferimenti nazionali ed europei menzionati nel testo.

Ambito di applicazione e coordinamento con altre discipline

Il provvedimento regola l’attuazione della legge regionale sul ReD, in particolare per gli aspetti collegati ai principi, agli obiettivi e alle azioni previsti dalla legge stessa. La disciplina attuativa è coordinata con:

  • la misura nazionale di sostegno al reddito richiamata nel testo;
  • i principi e i criteri di ammissibilità del Regolamento (UE) n. 1304/2013;
  • l’accordo in Conferenza Unificata dell’11 febbraio 2016 sulle linee guida per i progetti di presa in carico del SIA.

Il regolamento integra inoltre, per i soli effetti sull’attuazione del ReD, il regolamento regionale sui tirocini del 2014, limitatamente alla disciplina dei tirocini di orientamento, formazione, inserimento e reinserimento finalizzati all’inclusione sociale, all’autonomia e alla riabilitazione delle persone fragili.

Definizioni operative

Ai fini dell’applicazione della disciplina vengono precisati alcuni concetti chiave. In particolare:

  • il nucleo familiare è quello beneficiario della misura, anche monopersonale, definito secondo l’ISEE e risultante dalla DSU;
  • il richiedente è il componente del nucleo in possesso dei requisiti di accesso che presenta la domanda; coincide con il beneficiario;
  • il Servizio sociale dell’Ambito territoriale è il servizio sociale associato in ambito territoriale sociale oppure, in alternativa, il servizio sociale professionale del Comune di residenza del nucleo;
  • i Servizi in materia di lavoro comprendono Centri per l’Impiego, servizi accreditati per il lavoro e servizi per l’orientamento e il lavoro attivati dai Comuni;
  • il bimestre è il bimestre solare che inizia a gennaio, marzo, maggio, luglio, settembre o novembre;
  • il percorso di attivazione è l’insieme delle attività che favoriscono inserimento socio-lavorativo, responsabilizzazione e incremento dell’occupabilità;
  • l’equipe multiprofessionale è l’unità operativa responsabile del programma “SIA – ReD” in ciascun Ambito territoriale;
  • il RUP dell’Ambito territoriale è il funzionario individuato dall’Ufficio di Piano di Zona o dal Comune capofila come responsabile del procedimento e referente per i soggetti coinvolti.

Struttura della misura ReD

Il Reddito di Dignità è configurato come una misura composita, attivabile in combinazioni diverse in base ai requisiti del richiedente. Gli elementi previsti sono:

  • un’indennità economica di attivazione, collegata alla partecipazione a un tirocinio socio-lavorativo o ad altro percorso individuale di attivazione;
  • un percorso formativo di aggiornamento professionale o di conseguimento di una qualifica, quando funzionale al percorso di attivazione;
  • ulteriori misure di conciliazione e di supporto, tra cui sostegno socio-educativo alle funzioni genitoriali, mediazione linguistica e culturale, attività di affiancamento e supporto individuale per l’inserimento sociale di persone in condizioni di particolare fragilità.

La Giunta regionale può inoltre stabilire le condizioni alle quali il ReD integra il Reddito di Inclusione, per specifiche platee di beneficiari e nel quadro delle politiche regionali contro l’esclusione sociale.

Organizzazione della presa in carico e soggetti coinvolti

Il modello attuativo si fonda sulla presa in carico integrata del beneficiario, con collaborazione tra servizi sociali e servizi per il lavoro. L’equipe multiprofessionale è il centro operativo del programma “SIA – ReD” in ciascun Ambito territoriale ed è composta da:

  • operatori sociali e socio-educativi;
  • un operatore dell’amministrazione competente in materia di servizi per l’orientamento e il lavoro;
  • eventuali altre figure professionali da attivare in base ai bisogni emersi nella prevalutazione;
  • collaborazione con organizzazioni non profit attive nel contrasto alla povertà, nel pronto intervento sociale e nell’inclusione sociale attiva.

Il RUP dell’Ambito territoriale coordina il procedimento amministrativo e i rapporti con equipe multiprofessionale, servizi sociali comunali e servizi per l’impiego territorialmente competenti.

Regime applicativo e utilità pratica

Il testo fornisce la cornice regolamentare di una misura regionale di inclusione sociale e attivazione socio-lavorativa, con effetti limitati al territorio della Puglia. Considerato che il regolamento è del 2016 ma contiene rinvii e aggiornamenti successivi alla disciplina nazionale richiamata, mantiene una funzione normativa di coordinamento, soprattutto per la gestione del ReD e dei percorsi di attivazione nei servizi sociali e per il lavoro.

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