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Sentenza

Sentenza n. 2750/2026 - Napoli, Sezione 6

per l'annullamento del provvedimento della Prefettura di Napoli del 12/05/2025 di revoca del nulla osta al lavoro subordinato P-NA/L/Q/2023/105265 61 rilasciato in data 01/05/2023.

Giustizia amministrativa202503520

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: revoca del nulla osta al lavoro subordinato rilasciato al cittadino straniero

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la revoca del nulla osta al lavoro subordinato, adottata dalla Prefettura per la mancata presentazione di documenti relativi al datore di lavoro, alla cessione di fabbricato, all'idoneità alloggiativa, all'asseverazione, alla verifica di indisponibilità di lavoratori presenti sul territorio nazionale e per la mancata trasmissione del contratto di soggiorno entro otto giorni dall'ingresso in Italia. Ha dedotto la violazione e falsa applicazione degli artt. 4, 5, comma 5, e 24 del d.lgs. 286/1998, dell'art. 42, comma 2, della legge n. 73/2022, degli artt. 8-bis, 9 e 31 del d.P.R. 394/1999, delle circolari ministeriali richiamate e dell'art. 8 CEDU, in relazione agli artt. 2 e 117 Cost.; ha inoltre dedotto difetto di istruttoria e di motivazione, travisamento, illogicità manifesta e violazione dei principi di proporzionalità e ragionevolezza. Il ricorrente ha rappresentato di essere entrato in Italia con visto per lavoro subordinato, di non avere potuto procedere alla formalizzazione del rapporto per l'irreperibilità del datore di lavoro e di avere successivamente reperito un'occupazione effettiva presso altro datore di lavoro, dalla quale risultava ancora dipendente. Ha invocato la propria buona fede, il legittimo affidamento riposto nel nulla osta e l'impossibilità di imputargli la condotta del datore di lavoro.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e ha annullato la revoca del nulla osta. Richiamando la propria giurisprudenza e quella del Consiglio di Stato, ha ritenuto che la buona fede del cittadino straniero, congiunta alla dimostrazione di avere ottenuto medio tempore una concreta nuova opportunità lavorativa, integri una particolare condizione soggettiva meritevole di tutela. Tale tutela deve essere assicurata alla luce dei principi di proporzionalità e ragionevolezza, considerando anche il lungo tempo trascorso dall'ingresso in Italia sulla base del nulla osta e il comprovato inserimento economico e sociale, documentato dall'effettivo rapporto di lavoro con altro datore. Le spese sono state compensate in ragione delle peculiarità della vicenda.

Norme richiamate

  • art. 4 d.lgs. 286/1998

    Richiamato dal ricorrente in relazione alla disciplina del visto e dell'ingresso per lavoro; la sentenza non ne sviluppa una specifica interpretazione.

  • art. 5, comma 5, d.lgs. 286/1998

    Richiamato dal ricorrente quale parametro della legittimità della revoca; la decisione valorizza, in concreto, la buona fede e la situazione lavorativa sopravvenuta dello straniero.

  • art. 22, comma 5-ter, d.lgs. 286/1998

    il nulla osta al lavoro è revocato qualora il contratto di soggiorno non sia trasmesso allo Sportello Unico nel termine di 8 giorni dall’ingresso del lavoratore sul territorio nazionale

    La Prefettura ha invocato la mancata trasmissione del contratto di soggiorno; il TAR ha ritenuto tuttavia prevalenti, nel caso concreto, la buona fede dello straniero, la nuova occupazione e il suo inserimento economico-sociale, alla luce dei principi di proporzionalità e ragionevolezza.

  • art. 24 d.lgs. 286/1998

    Richiamato dal ricorrente come parametro di legittimità del provvedimento impugnato; non è oggetto di autonoma interpretazione nella motivazione.

  • art. 42, comma 2, legge n. 73/2022

    Richiamato dal ricorrente tra le norme asseritamente violate; non è oggetto di autonoma interpretazione nella motivazione.

  • art. 8-bis d.P.R. 394/1999

    Richiamato dal ricorrente in relazione alla disciplina attuativa dell'ingresso e del soggiorno per lavoro; non è oggetto di autonoma interpretazione nella motivazione.

  • art. 9 d.P.R. 394/1999

    Richiamato dal ricorrente tra i parametri della revoca; non è oggetto di autonoma interpretazione nella motivazione.

  • art. 31 d.P.R. 394/1999

    Richiamato dal ricorrente tra i parametri della revoca; non è oggetto di autonoma interpretazione nella motivazione.

  • art. 8 CEDU

    Richiamato dal ricorrente in relazione alla tutela della vita privata e dell'inserimento personale e sociale; la sentenza valorizza l'inserimento economico e sociale senza svolgere un'autonoma analisi dell'articolo.

Massime di principio

  • La revoca del nulla osta al lavoro subordinato non può essere applicata in modo meramente automatico quando il cittadino straniero abbia agito in buona fede e l'inadempimento degli adempimenti connessi al contratto di soggiorno sia riconducibile alla condotta o all'irreperibilità del datore di lavoro.
  • La buona fede dello straniero, unita alla prova di una concreta nuova occupazione sopravvenuta, può determinare una situazione soggettiva meritevole di tutela rispetto alla revoca del nulla osta.
  • Nella valutazione della legittimità della revoca del nulla osta devono essere considerati, secondo proporzionalità e ragionevolezza, il tempo trascorso dall'ingresso in Italia e il comprovato inserimento economico e sociale dello straniero mediante un effettivo rapporto di lavoro.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla osta
RamiImmigrazione e cittadinanza
IstitutiProporzionalità e ragionevolezzaLegittimo affidamentoBuona fede e correttezza della PADifetto di istruttoria

Testo integrale

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