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Cassazione Penale, Ordinanza n. 24786/2025 del 07/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ricorreva per cassazione avverso l'ordinanza della Corte d'Appello di Bologna che aveva confermato la condanna pronunciata dal Tribunale di Ravenna per il delitto di minaccia grave, con pena di nove mesi di reclusione. Il ricorso deduceva inosservanza degli artt. 581 e 591 c.p.p., sostenendo in sostanza che l'appello fosse stato erroneamente ritenuto inammissibile o comunque che la valutazione di genericità/aspecificità dei motivi fosse scorretta. La Corte di cassazione ha però rilevato che i motivi di appello non si confrontavano in modo specifico con la motivazione di primo grado: il primo non contrastava l'affermazione della capacità intimidatoria della minaccia, ritenuta dal giudice di merito in relazione all'esibizione di una pistola e alle minacce verbali; il secondo non attaccava specificamente il diniego della causa di non punibilità ex art. 131-bis c.p. fondato sui precedenti penali e sull'abitualità; gli ulteriori motivi erano generici e non si misuravano con la ricostruzione del fatto e con la motivazione sulla pena, ancorata alla capacità a delinquere dell'imputato.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, ritenendo manifestamente infondato il motivo dedotto sulla violazione degli artt. 581 e 591 c.p.p. Ha richiamato il principio delle Sezioni Unite secondo cui l'appello, come il ricorso per cassazione, è inammissibile per difetto di specificità quando non contiene rilievi critici espliciti e argomentati rispetto alle ragioni poste a fondamento della decisione impugnata. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 581 c.p.p.

    Richiamato come parametro di specificità dei motivi di impugnazione; la sua violazione è esclusa perché i motivi di appello erano generici o aspecifici.

  • art. 591 c.p.p.

    Richiamato in relazione all'inammissibilità dell'impugnazione per difetto di specificità dei motivi.

  • art. 131-bis c.p.

    La non punibilità per particolare tenuità del fatto è stata esclusa in ragione dei precedenti penali e dell'abitualità, ritenuti fattori ostativi non specificamente censurati.

  • art. 62-bis c.p.

    Non citato espressamente nel testo; non inserito.

  • Sez. U, sentenza n. 8825 del 27/10/2016, Galtelli, Rv. 268822

    Viene richiamato il principio secondo cui appello e ricorso per cassazione sono inammissibili per difetto di specificità quando non siano esplicitati e argomentati i rilievi critici rispetto alla motivazione impugnata, in proporzione alla specificità di quest'ultima.

Massime di principio

  • L'impugnazione è inammissibile per difetto di specificità quando non contenga censure puntuali e argomentate contro le rationes decidendi della sentenza o dell'ordinanza impugnata.
  • L'onere di specificità dei motivi di appello o di ricorso per cassazione è tanto più intenso quanto più dettagliata e articolata è la motivazione del provvedimento impugnato.
  • Non è sufficiente dedurre in modo apodittico l'erroneità della decisione: occorre confrontarsi con i passaggi decisivi della motivazione, contestandone i presupposti fattuali o giuridici.
  • La richiesta di particolare tenuità del fatto deve essere specificamente sostenuta anche rispetto agli eventuali elementi ostativi valorizzati dal giudice di merito, come i precedenti penali e l'abitualità.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniMinacceParticolare tenuità del fatto
RamiProcesso penaleDelitti contro la persona
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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