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Sentenza

Sentenza n. 686/2026 - Torino, Sezione 3

per l'annullamento del provvedimento datato 11.5.2022, notificato il 19.5.2022, con cui il Dirigente della Divisione Protezione civile del Comune di Torino ha diffidato la ricorrente ad adempiere alle prescrizioni contenute nell'ordinanza del Sindaco di Torino del 24.2.2022, n. 350, in relazione alla messa in sicurezza dell'immobile denominato “Villa Becker”.

Giustizia amministrativa202200853

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Piemonte - Torino, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diffida dirigenziale dell'11 maggio 2022, notificata il 19 maggio 2022, ad adempiere alle prescrizioni dell'ordinanza sindacale del 24 febbraio 2022, n. 350, relative alla messa in sicurezza dell'immobile denominato "Villa Becker"

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazioni pubbliche)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente ha impugnato la diffida con cui il dirigente della Divisione Protezione civile del Comune di Torino le aveva intimato di adempiere alle prescrizioni contenute nell'ordinanza sindacale relativa alla messa in sicurezza dell'immobile denominato "Villa Becker". Dal testo della sentenza non risultano specificamente esposti i motivi di illegittimità dedotti. Nel corso dell'udienza del 20 marzo 2026 la ricorrente ha dichiarato la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, prendendo atto della dichiarazione resa dalla ricorrente. Il giudice ha affermato che, in applicazione del principio dispositivo, la parte dispone dell'azione sino al momento in cui la causa è trattenuta in decisione e può dichiarare di non avere più interesse alla definizione del giudizio. In tal caso il giudice deve conformarsi alla dichiarazione, non potendo procedere d'ufficio né sostituirsi alla parte nella valutazione della permanenza dell'interesse ad agire. Il processo amministrativo non è una giurisdizione oggettiva diretta all'accertamento officioso dell'illegittimità degli atti in assenza di un interesse concreto della parte. Le spese sono state compensate, conformemente alla richiesta congiunta delle parti.

Norme richiamate

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    La disposizione è richiamata in relazione alla trattazione della causa in udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato; il testo non espone un'interpretazione specifica della norma.

Massime di principio

  • Nel processo amministrativo, fino al momento in cui la causa è trattenuta in decisione, il ricorrente conserva la disponibilità dell'azione e può dichiarare il sopravvenuto venir meno dell'interesse alla decisione.
  • La dichiarazione della parte relativa alla sopravvenuta carenza di interesse impone al giudice di dichiarare l'improcedibilità del ricorso, salvo che emerga uno specifico interesse residuo alla decisione non disponibile dalla parte.
  • Il giudice amministrativo non può proseguire d'ufficio il giudizio per accertare l'illegittimità dell'atto impugnato quando sia venuto meno l'interesse concreto e attuale del ricorrente, poiché il processo amministrativo non ha natura di giurisdizione oggettiva.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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