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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29202/2025 del 06/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Disputa sulla competenza a decidere un'istanza ex art. 671 c.p.p. per il riconoscimento del vincolo della continuazione fra più sentenze di condanna. Il Tribunale di Roma aveva ritenuto competente la Corte d'Appello (sulla base di una sentenza ritenuta ultima irrevocabile), trasmettendo gli atti. La Corte d'Appello ha sollevato conflitto negativo sostenendo che, alla data di definitività delle sentenze indicate, era sopravvenuta un'altra sentenza definitiva che avrebbe individuato la competenza nel Tribunale; la questione riguarda quale pronuncia vada considerata "ultima irrevocabile" al momento della proposizione dell'istanza e dunque quale giudice sia competente.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato competente il Tribunale di Roma e ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale. La Corte ha ritenuto che la competenza funzionale si determina al momento della presentazione dell'istanza (principio della perpetuatio jurisdictionis) e, valutando la sequenza delle pronunce e le date di irrevocabilità, ha accertato quale fosse la sentenza divenuta definitiva per ultima alla data di proposizione dell'istanza (16 dicembre 2024). Coordinando l'art. 665, commi 2 e 4, c.p.p. con il principio della perpetuatio jurisdictionis, la Cassazione ha concluso che il giudice competente era il Tribunale di Roma.

Norme richiamate

  • art. 28 cod. proc. pen.

    Disciplina il conflitto di competenza tra giudici; la Corte è intervenuta perché due giudici si erano rifiutati di prendere cognizione del medesimo fatto attribuito alla medesima persona.

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina l'istanza per il riconoscimento del vincolo della continuazione tra più condanne; è il tipo di procedimento all'origine della controversia di competenza.

  • art. 665, commi 2 e 4 cod. proc. pen.

    Stabilisce la regola di attribuzione della competenza in funzione della sentenza divenuta definitiva per ultima; la Corte ha applicato queste disposizioni insieme al principio della perpetuatio jurisdictionis per determinare il giudice competente.

  • principio della perpetuatio jurisdictionis (giurisprudenza)

    Principio per cui la competenza del giudice si radica al momento della proposizione della domanda e non muta per il successivo passaggio in giudicato di altra sentenza; criterio decisivo per assegnare la competenza al Tribunale di Roma.

  • giurisprudenza citata (Sez. 1, n. 51271 del 30/09/2019, Rv. 277733 - 01)

    Precedente richiamato a sostegno del principio della perpetuatio jurisdictionis applicato nelle controversie di competenza per istanze ex art. 671 c.p.p.

Massime di principio

  • La competenza per istanze ex art. 671 c.p.p. si determina alla data di presentazione della domanda: va considerata la sentenza che risultava irrevocabile in quella data (principio della perpetuatio jurisdictionis).
  • Per stabilire quale sia la "sentenza divenuta definitiva per ultima" occorre esaminare le date di irrevocabilità effettive delle varie pronunce, non solo la data di emissione o di riforma.
  • Se più giudici si rifiutano di prendere cognizione per ragioni contrastanti sulla competenza, si attiva la procedura di conflitto prevista dall'art. 28 c.p.p. e la decisione finale può spettare alla Corte di Cassazione.
  • Una sentenza d'appello che confermi la decisione di primo grado può incidere sul calcolo della 'ultima sentenza definitiva'; è necessario valutare se la conferma abbia prodotto una nuova irrevocabilità utile ai fini della determinazione della competenza.
  • In pratica, prima di proporre o trasferire un'istanza per riconoscimento della continuazione, verificare con precisione le date di irrevocabilità delle pronunce intervenute per evitare conflitti di competenza e per individuare correttamente il giudice dell'esecuzione competente.

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