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Sentenza

Sentenza n. 6913/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

Giustizia amministrativa202602607

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Lazio n. 2612/2026, che aveva respinto il ricorso contro la determinazione municipale di decadenza dall'assegnazione provvisoria di aree destinate alla gestione della sosta, con cessazione dell'attività e rimozione delle strutture

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'associazione appellante contestava la legittimità della decadenza dall'assegnazione provvisoria delle aree di via Fermo Ognibene e via Sergio De Vitis, disposta dal Municipio IX per il mancato pagamento del canone patrimoniale. Deduceva, anzitutto, che il canone non fosse dovuto in ragione delle esenzioni previste dall'art. 29 del regolamento comunale e, in particolare, dalla disciplina relativa alle aree destinate alla sosta pubblica; sosteneva inoltre che la corresponsione dell'aggio rendesse incompatibile la richiesta del canone. Affermava che la questione della debenza del canone, pur appartenendo alla giurisdizione ordinaria quanto all'accertamento con efficacia di giudicato, avrebbe dovuto essere conosciuta incidentalmente dal giudice amministrativo ai sensi dell'art. 8 c.p.a., quale presupposto della decadenza. Contestava altresì che sulla debenza del canone si fosse formato un giudicato e sosteneva che la decadenza fosse incompatibile con la precedente sentenza del Consiglio di Stato n. 600/2024, che aveva temporaneamente conservato gli effetti dell'assegnazione provvisoria. Con ulteriori censure contestava la rilevanza della nuova destinazione delle aree a parcheggio gratuito, la sua effettiva realizzazione e la possibilità che tale circostanza costituisse una autonoma ragione della decadenza. Invocava anche le successive mozioni dell'Assemblea Capitolina quale conferma dell'asserita non debenza del canone.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l'appello e confermato la sentenza del TAR. Ha chiarito che la sentenza n. 600/2024 non aveva attribuito all'associazione un autonomo diritto giurisdizionale all'occupazione delle aree, ma aveva soltanto conservato temporaneamente gli effetti della determinazione amministrativa del 5 ottobre 2022, secondo le condizioni e gli obblighi da essa previsti. Tale determinazione subordinava l'assegnazione provvisoria al pagamento sia del canone patrimoniale sia dell'aggio e disciplinava espressamente importi e modalità di pagamento. La questione sulla debenza del canone appartiene alla giurisdizione ordinaria quanto all'accertamento definitivo del rapporto patrimoniale; tuttavia, può essere esaminata incidenter tantum dal giudice amministrativo, ai sensi dell'art. 8 c.p.a., nei limiti necessari a verificare la legittimità della decadenza e senza efficacia di giudicato sul rapporto patrimoniale. Il Collegio ha escluso che fosse intervenuto un giudicato sulla debenza del canone, rilevando che il precedente giudizio amministrativo aveva definito tale profilo in rito per difetto di giurisdizione. Nel merito dell'esame incidentale, ha interpretato coordinatamente l'art. 29, comma 1, lett. r), del regolamento comunale e la successiva lett. hh), introdotta dalla deliberazione n. 62/2022. La lett. hh), quale disposizione speciale, esenta dal canone le occupazioni relative alla gestione temporanea della sosta in aree non parcometrate soltanto quando l'affidamento sia avvenuto mediante gara ad evidenza pubblica. L'assegnazione all'associazione era invece avvenuta direttamente e provvisoriamente, senza gara, sicché l'esenzione non era applicabile. La corresponsione dell'aggio non comportava automaticamente l'esenzione dal canone, che era stato previsto congiuntamente all'aggio nel titolo di assegnazione. La decadenza era quindi legittimamente fondata sull'inadempimento dell'obbligo economico: l'amministrazione aveva previamente comunicato la morosità, invitato alla regolarizzazione e prospettato la rateizzazione, consentendo all'associazione di presentare deduzioni, poi esaminate e respinte. La pendenza dei giudizi civili non impediva la decisione amministrativa, né rendeva necessaria la sospensione del giudizio. La sentenza n. 600/2024 non ostava alla decadenza, poiché la conservazione temporanea dell'assegnazione comprendeva anche le condizioni e le vicende decadenziali proprie del titolo amministrativo. Le circostanze relative alla nuova destinazione delle aree a parcheggio gratuito non costituivano una autonoma ragione necessaria della decadenza, già sufficientemente fondata sulla morosità, e le successive attività amministrative non integravano postumamente la motivazione. Le mozioni dell'Assemblea Capitolina erano meri atti di indirizzo, non modificavano il regolamento, non costituivano interpretazione autentica e non avevano efficacia retroattiva. Le spese del grado sono state integralmente compensate.

Norme richiamate

  • art. 8 c.p.a.

    eventuale quote, SOLO SE PRESENTE

    La questione relativa alla debenza del canone, devoluta al giudice ordinario quanto all'accertamento definitivo del rapporto patrimoniale, può essere conosciuta incidentalmente dal giudice amministrativo quando sia necessaria per decidere sulla legittimità della decadenza, senza efficacia di giudicato.

  • art. 17 del regolamento per la disciplina del canone patrimoniale

    eventuale quote, SOLO SE PRESENTE

    Prevede il mancato pagamento del canone dovuto, previa comunicazione dell'ufficio competente, tra le cause di decadenza.

  • art. 29, comma 1, lett. r), del regolamento comunale sul canone patrimoniale

    le occupazioni di aree adibite alla sosta pubblica dei mezzi di circolazione, comprese quelle affidate da Roma Capitale ad una propria azienda o società per la gestione del relativo servizio, anche a pagamento

    La disposizione riguarda la sosta pubblica gestita dall'amministrazione o tramite soggetti ad essa riconducibili e deve essere coordinata con la successiva disciplina speciale sulle gestioni temporanee affidate a privati.

  • art. 29, comma 1, lett. hh), del regolamento comunale sul canone patrimoniale

    le occupazioni affidate in servizio di gestione temporanea della sosta in aree non parcometrate, mediante gara ad evidenza pubblica

    L'esenzione per la gestione temporanea della sosta in aree non parcometrate è subordinata all'affidamento mediante gara ad evidenza pubblica; non si applica a un'assegnazione diretta e provvisoria.

Massime di principio

  • Quando un giudice amministrativo deve verificare la legittimità di una decadenza amministrativa fondata sull'inadempimento di un'obbligazione patrimoniale, può esaminare incidentalmente l'esistenza del presupposto economico ai sensi dell'art. 8 c.p.a., senza pronunciarsi con efficacia di giudicato sul rapporto patrimoniale devoluto al giudice ordinario.
  • La conservazione temporanea degli effetti di un titolo amministrativo disposta da una pronuncia giurisdizionale non attribuisce necessariamente un autonomo diritto sostanziale al destinatario e comprende, salvo diversa statuizione, anche le condizioni, gli obblighi e le cause di decadenza previsti dal titolo amministrativo conservato.
  • Quando una disciplina generale sulle esenzioni dal canone deve essere coordinata con una disposizione successiva e speciale relativa agli affidamenti temporanei a soggetti privati, la disposizione speciale conserva autonoma funzione normativa e può subordinare l'esenzione a una gara ad evidenza pubblica.
  • La corresponsione di un aggio all'amministrazione non determina di per sé l'esenzione dal canone patrimoniale quando il titolo amministrativo prevede espressamente e congiuntamente entrambi gli oneri.
  • Una decadenza per morosità è legittimamente motivata quando il titolo individua l'obbligo economico, l'amministrazione comunica l'inadempimento, offre la possibilità di regolarizzazione e prende in esame le deduzioni dell'interessato prima di adottare il provvedimento.
  • Atti di indirizzo politico-amministrativo successivi, che non modificano la disciplina regolamentare e non prevedono efficacia retroattiva, non possono incidere sulla legittimità di un provvedimento amministrativo adottato anteriormente.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione di suolo pubblicoRegolamenti e atti amministrativi generaliGiurisdizione e ripartoAppello
RamiDemanio e patrimonio pubblicoEnti locali e organizzazione amministrativaProcesso amministrativo
IstitutiRiparto di giurisdizioneEfficacia ed esecutorietàEffetto conformativo e riedizione del poterePonderazione degli interessi e interesse pubblico

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