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Ordinanza

Ordinanza n. 249/2026 - Milano, Sezione 2

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento di diniego prot. n. 12500 del 28.01.2026, notificato a mezzo P.E.C. in pari data, emesso dalla Direzione Territoriale Lombardia dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, recante "Provvedimento diniego di autorizzazione" all'istanza per il rilascio dell'autorizzazione in qualità di soggetto obbligato al pagamento delle accise che procede alla fatturazione di gas naturale ai consumatori finali ai sensi dell'art. 26 del D.Lgs. 504/95; nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale, ivi compreso, per quanto di ragione, il preavviso di diniego prot. n. 7328/RU del 15.01.2026.

Giustizia amministrativa202600590

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di autorizzazione ai sensi dell'art. 26 d.lgs. 504/1995, connesso al preavviso di diniego

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazione resistente)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato il diniego dell'autorizzazione richiesta quale soggetto obbligato al pagamento delle accise che procede alla fatturazione di gas naturale ai consumatori finali, chiedendo in via cautelare la sospensione dell'efficacia dell'atto. Dal testo emerge che l'Amministrazione ha fondato il diniego su elementi concernenti l'affidabilità complessiva dell'impresa: la sede legale risultava priva di ogni presidio, il piano industriale indicava soltanto due clienti e un volume di vendite ridottissimo, mentre la garanzia prestata era incompleta. I motivi di illegittimità dedotti dalla società non sono ulteriormente specificati nel provvedimento.

La decisione

Il TAR ha ritenuto sussistente la propria giurisdizione e competenza e ha rilevato che il rilascio dell'autorizzazione prevista dall'art. 26 d.lgs. 504/1995 comporta l'esercizio di un potere discrezionale, diretto a valutare la complessiva affidabilità dell'impresa richiedente. Nel caso concreto ha considerato provati gli elementi negativi relativi all'assenza di un effettivo presidio presso la sede legale, alla consistenza estremamente ridotta dell'attività prospettata e all'incompletezza della garanzia. Sulla base di tali circostanze ha respinto la domanda cautelare di sospensione, senza definire nel merito il ricorso di annullamento. Le spese della fase cautelare sono state integralmente compensate.

Norme richiamate

  • art. 26 d.lgs. 504/1995

    soggetto obbligato al pagamento delle accise che procede alla fatturazione di gas naturale ai consumatori finali

    Il rilascio dell'autorizzazione implica l'esercizio di un potere discrezionale dell'Amministrazione, chiamata a valutare la complessiva affidabilità dell'impresa richiedente.

  • art. 55 c.p.a.

    Costituisce la base processuale per la domanda cautelare incidentale di sospensione dell'efficacia del provvedimento impugnato.

Massime di principio

  • L'autorizzazione prevista dall'art. 26 d.lgs. 504/1995 per l'impresa che fattura gas naturale ai consumatori finali presuppone una valutazione discrezionale della complessiva affidabilità del richiedente.
  • Ai fini della valutazione cautelare sulla legittimità del diniego di tale autorizzazione possono assumere rilievo, unitariamente considerati, l'assenza di un effettivo presidio presso la sede legale, la limitata consistenza dell'attività economica prospettata e l'incompletezza della garanzia prestata.

Come è indicizzato

MaterieReti e impianti energeticiResponsabile del procedimento e competenza
RamiEnergia, infrastrutture e comunicazioniProcedimento amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaTutela cautelare

Testo integrale

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