Decreto ministeriale n. 363 del 23/09/2021
Riparto delle risorse del Fondo complementare al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (cd. PNRR) destinate al potenziamento delle ferrovie regionali.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl decreto disciplina l’utilizzo di 1,55 miliardi di euro del Fondo complementare al PNRR per interventi sulle ferrovie regionali, ripartiti tra messa in sicurezza, potenziamento delle linee, rinnovo del materiale rotabile e interventi integrati linea/rotabile. La ripartizione privilegia le Regioni del Sud, cui va circa l’81% delle risorse, in attuazione del decreto-legge n. 59/2021 e delle regole di monitoraggio, revoca e tempistica connesse al Piano complementare. Il provvedimento definisce inoltre adempimenti dei beneficiari, criteri di erogazione, obblighi di monitoraggio, vincoli di destinazione del materiale rotabile e regole su economie, collaudo e revoca.
riparto delle risorse del fondo complementare pnrr per il potenziamento e la messa in sicurezza delle ferrovie regionali
Riparto delle risorse del Fondo complementare per le ferrovie regionali
Il decreto ministeriale definisce il riparto e le modalità di utilizzo di 1.550.000.000 euro stanziati dal Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza per interventi sulle ferrovie regionali. La base normativa è principalmente l’articolo 1 del decreto-legge 6 maggio 2021, n. 59, convertito dalla legge 1 luglio 2021, n. 101, nonché le disposizioni in tema di monitoraggio, CUP/CIG, revoca e tracciabilità richiamate nelle premesse.
Base normativa e finalità
Il provvedimento si inserisce nel Piano nazionale per gli investimenti complementari, destinato a integrare con risorse nazionali gli interventi del PNRR. In particolare, richiama la destinazione di 1.550 milioni di euro al rafforzamento delle linee regionali e il criterio per cui almeno l’80% delle risorse deve essere destinato alle Regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna. Il decreto precisa inoltre che, in caso di mancato rispetto dei termini del cronoprogramma o di mancata alimentazione dei sistemi di monitoraggio, possono operare i meccanismi di revoca previsti dalla normativa richiamata.
Ambito di applicazione e interventi finanziati
Le risorse sono ripartite su quattro grandi tipologie di intervento:
- messa in sicurezza delle linee ferroviarie regionali, per 454,27 milioni di euro;
- potenziamento delle linee ferroviarie regionali, per 677,32 milioni di euro;
- potenziamento e rinnovo del materiale rotabile, per 278,41 milioni di euro;
- potenziamento delle linee ferroviarie con contestuale potenziamento e/o rinnovo del parco rotabile, per 140 milioni di euro.
La premessa e l’articolato evidenziano che il riparto è stato costruito sulla base dell’istruttoria della Direzione generale competente, svolta sulle proposte delle Regioni e delle ferrovie di competenza statale, utilizzando criteri di priorità legati alla domanda di mobilità e alla tempistica di realizzazione. È riportato inoltre che alcune risorse del PNRR erano già destinate a linee non gestite da RFI, quali Ferrovia Centrale Umbra, Ferrovia Udine Cividale, la linea gestita da GTT e Ferrovie del Sud Est.
Ripartizione territoriale delle risorse
Il decreto afferma che 1.257,93 milioni di euro sono assegnati alle Regioni del Sud e 292,07 milioni alle Regioni del Centro-Nord. Nel dettaglio, il testo riporta le assegnazioni per singolo beneficiario, con quote annuali 2020-2026 e importo complessivo finanziato. Tra i principali beneficiari figurano Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Veneto, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Ferrovia Circumetnea.
Per le Regioni del Sud, il decreto evidenzia una quota complessiva pari a circa l’81% dell’intero importo finanziato, in coerenza con l’indirizzo di favore per il riequilibrio infrastrutturale territoriale. Per il Centro-Nord, il testo chiarisce che non è stato possibile ammettere immediatamente tutti gli interventi proposti e che alcuni interventi di Toscana, Liguria, Provincia autonoma di Trento e Provincia autonoma di Bolzano sono rinviati al successivo riparto del Fondo investimenti 2021.
Allegati e interventi rinviati
L’Allegato 1 contiene gli interventi ammessi a finanziamento e il relativo cronoprogramma. L’Allegato 2 include invece gli interventi considerati ammissibili ma non finanziati nel presente riparto, che saranno considerati prioritari nelle successive istruttorie per l’assegnazione delle ulteriori risorse del Fondo investimenti 2021. Il decreto valorizza quindi una logica di finanziamento progressivo, con priorità esplicita per gli interventi già istruiti ma non ancora coperti.
Contributo statale e regole di utilizzo delle somme
L’articolo 4 stabilisce che il contributo riconosciuto a ciascun beneficiario è quello indicato nel riparto dell’articolo 2 e che l’erogazione avviene secondo le modalità dell’articolo 10. La quota annua complessiva non può superare il limite massimo di spesa assegnato, salvo rimodulazioni nei limiti degli stanziamenti di bilancio. I beneficiari possono trasferire le risorse all’eventuale soggetto attuatore secondo le regole dell’articolo 11.
Il decreto precisa che:
- il contributo può essere rimodulato su richiesta motivata del beneficiario;
- il soggetto attuatore deve garantire il completo finanziamento degli interventi per l’eventuale parte non coperta dal contributo statale;
- il contributo non può coprire oneri risarcitori o da contenzioso;
- l’IVA è ammessa a contributo solo se costituisce effettivo costo.
Adempimenti dei beneficiari e monitoraggio procedurale
Ogni beneficiario deve comunicare al Ministero, entro 30 giorni dall’emanazione del decreto, il referente del procedimento per l’intero Piano operativo di investimenti. Entro 45 giorni deve essere comunicato anche il nominativo del responsabile unico del procedimento, eventualmente del soggetto attuatore, ai fini del monitoraggio e della validazione propedeutici all’erogazione.
Il monitoraggio degli interventi avviene ai sensi del decreto legislativo 29 dicembre 2011, n. 229, con classificazione degli interventi sotto la voce “PNIC – Ferrovie Regionali”. Gli atti delle Regioni e delle Province autonome che dispongono il finanziamento o autorizzano l’esecuzione devono contenere il CUP per ciascun intervento, a pena di nullità, in conformità alla disciplina richiamata in materia di Codice Unico di Progetto.
Tempi di attuazione, obbligazioni vincolanti e revoca
L’articolo 6 impone ai beneficiari di assumere, direttamente o tramite soggetto attuatore, le obbligazioni giuridicamente vincolanti entro i termini indicati nell’Allegato 1. L’obbligazione si intende assunta con la stipula di un atto negoziale che impegni un terzo all’esecuzione degli interventi. Il mancato rispetto dei termini comporta la revoca del contributo.
La verifica del rispetto dei termini avviene tramite la data di sottoscrizione del contratto registrata nel sistema SIMOG per il relativo CIG; il decreto esclude espressamente gli SMART CIG.
Verifica dei progetti, varianti e standard tecnici
Prima dell’erogazione, salvo l’anticipazione del 10%, il beneficiario deve trasmettere il progetto definitivo, corredato di verifica e validazione ai sensi dell’articolo 26 del d.lgs. n. 50/2016 e dell’approvazione dell’ente territoriale competente. Gli interventi devono essere realizzati nel rispetto degli standard tecnici e delle procedure applicabili, con particolare riguardo alle direttive dell’ANSFISA.
Le varianti in corso d’opera sono ammesse se conformi alla normativa vigente e devono essere autorizzate dal RUP, nel rispetto degli articoli 95, comma 14, 106 e 149 del d.lgs. n. 50/2016. Le varianti vanno trasmesse al Ministero con dichiarazione del responsabile del procedimento circa la loro natura, secondo quanto richiesto dall’articolo 149 richiamato nel decreto.
Erogazione del contributo e condizioni di pagamento
L’articolo 10 disciplina l’erogazione finanziaria su istanza del beneficiario, da presentare alla Direzione generale competente con documentazione contabile comprovante l’avanzamento lavori. Sono previste quattro fasi:
- anticipazione del 10% dopo la registrazione del decreto di riparto;
- ulteriore 10% alla sottoscrizione dell’obbligazione giuridicamente vincolante;
- pagamenti intermedi fino al 75% delle spese complessive;
- saldo del 5% a seguito della domanda di pagamento finale e del certificato di collaudo.
I pagamenti intermedi devono avvenire per quote non inferiori al 5% dell’importo assegnato e in modo da assicurare al beneficiario disponibilità di cassa pari all’anticipazione del 20%, così da evitare ritardi nei pagamenti dei SAL e oneri aggiuntivi per la finanza pubblica.
Sono inoltre stabiliti i seguenti obblighi:
- i CUP devono essere validi a pena di nullità dell’atto autorizzativo;
- gli interventi non devono essere oggetto di altri finanziamenti, salvo cofinanziamenti esplicitati;
- il beneficiario deve restituire allo Stato le risorse ricevute per gli interventi per i quali non sia stata assunta l’obbligazione giuridicamente vincolante entro il termine;
- la restituzione deve avvenire entro 90 giorni dalla scadenza del termine.
Le spese sono ammissibili solo se coerenti con la normativa comunitaria, nazionale e regionale, effettive, comprovabili, pertinenti e imputabili con certezza all’intervento. Il beneficiario deve trasmettere tutta la documentazione comprovante l’ammissibilità delle spese.
Rapporti tra beneficiario e soggetto attuatore
Beneficiario e soggetto attuatore devono regolare i reciproci rapporti con atti negoziali o provvedimenti amministrativi idonei a garantire il rispetto del cronoprogramma. Il beneficiario deve inoltre assicurare al soggetto attuatore un flusso di cassa sufficiente a evitare oneri per ritardati pagamenti, anche utilizzando l’anticipazione prevista dall’articolo 10.
Vincoli su materiale rotabile, opere e attrezzaggi
Il materiale rotabile finanziato è destinato esclusivamente ai servizi ferroviari di trasporto pubblico regionale almeno fino alla fine della vita tecnica. Alla scadenza, l’eventuale valore residuo derivante da alienazioni deve essere utilizzato per le stesse finalità del decreto; se il mezzo è distolto anticipatamente dal servizio, il finanziamento per le quote non ancora imputate deve essere restituito oppure trasferito su un nuovo mezzo soggetto allo stesso vincolo d’uso.
Le opere e gli attrezzaggi finanziati sono anch’essi destinati esclusivamente ai servizi ferroviari di trasporto pubblico regionale. Quanto alla proprietà, il materiale rotabile è della Regione assegnataria, o di un soggetto da essa designato, o del nuovo affidatario se ricorre il vincolo di reversibilità in favore dell’amministrazione pubblica competente; le opere e gli attrezzaggi restano di proprietà dell’ente beneficiario.
Economie, collaudo e verifiche ministeriali
Le economie rimangono nella disponibilità del beneficiario fino al completamento dell’intervento, per coprire eventuali imprevisti. Dopo il collaudo, le economie finali devono essere versate entro 60 giorni sul conto di tesoreria indicato dal Ministero.
Il collaudo è svolto secondo la normativa vigente e deve essere comunicato al Ministero con trasmissione del collaudo conforme e dell’atto di approvazione. Almeno un componente della commissione di collaudo deve essere un rappresentante del Ministero.
Il Ministero può effettuare verifiche in loco a campione, senza che ciò escluda la piena responsabilità del beneficiario per la regolare esecuzione dei lavori.
Efficacia del decreto
Il decreto acquista efficacia con la registrazione dei competenti organi di controllo e con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.
Punti principali
Oggetto e quadro finanziario
Il decreto definisce le modalità di utilizzo, per gli esercizi 2020-2026, di complessivi 1.550.000.000 euro del Fondo complementare al PNRR, di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto-legge 6 maggio 2021, n. 59, convertito dalla legge 1 luglio 2021, n. 101.
Riparto delle risorse per tipologia di intervento
Le risorse sono destinate a messa in sicurezza delle linee ferroviarie regionali (454,27 milioni), potenziamento delle linee regionali (677,32 milioni), potenziamento e rinnovo del materiale rotabile (278,41 milioni) e interventi integrati su linee e rotabile (140 milioni). Il riparto assegna 1.257,93 milioni alle Regioni del Sud e 292,07 milioni alle Regioni del Centro-Nord.
Adempimenti, monitoraggio e tempi di attuazione
Ciascun beneficiario deve nominare il referente del procedimento entro 30 giorni e comunicare il RUP entro 45 giorni. Gli interventi devono essere oggetto di obbligazione giuridicamente vincolante entro i termini dell’Allegato 1, pena revoca del contributo; il monitoraggio avviene tramite il sistema di cui al d.lgs. n. 229/2011 e gli atti devono recare il CUP a pena di nullità.
Erogazione, controlli, collaudo e vincoli di destinazione
Il contributo è erogato con anticipazione del 10%, ulteriore 10% alla sottoscrizione dell’obbligazione giuridicamente vincolante, pagamenti intermedi fino al 75% e saldo finale del 5% a collaudo. Il decreto prevede verifiche ministeriali in loco, regole per le varianti, obbligo di restituzione delle risorse in caso di mancata assunzione dell’obbligazione nei termini e vincoli di destinazione/reversibilità per il materiale rotabile finanziato.
Come è indicizzato
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale del documento, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
- Decreto ministeriale · 23 set 2021Decreto ministeriale n. 364 del 23/09/2021
- Decreto ministeriale · 21 set 2021Decreto ministeriale n. 261 del 21/09/2021
- Decreto ministeriale · 28 set 2021Decreto ministeriale n. 323 del 28/09/2021
- Decreto ministeriale · 1 ott 2021Decreto ministeriale n. 372 del 01/10/2021
- Decreto ministeriale · 3 ott 2021Decreto ministeriale n. 385 del 03/10/2021
- Decreto ministeriale · 7 ott 2021Decreto ministeriale n. 381 del 07/10/2021
Cerchi altro? Cerca gratis in Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti →