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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38966/2023 del 25/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza della Corte di Appello di Bari che aveva confermato la condanna per il delitto di ricettazione in forma attenuata (art. 648 c.p., comma quarto) e aveva escluso il riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), oltre a non avere ritenuto applicabile la fattispecie di incauto acquisto (art. 712 c.p.). Il ricorso ha censurato: a) la errata applicazione dell'art. 131-bis ritenendo che la sua applicabilità fosse limitata ai reati con pena detentiva massima non superiore a cinque anni; b) la mancata qualificazione del fatto come incauto acquisto. La difesa ha richiamato la pronuncia della Corte costituzionale n.156/2020 che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della norma nella parte in cui esclude l'applicazione della causa di non punibilità ai reati per i quali non è previsto un minimo edittale di pena detentiva, incidendo pertanto sulla possibilità di applicare la particolare tenuità anche alla ricettazione attenuata.

La decisione

La Corte di legittimità ha ritenuto fondato il primo motivo di ricorso (relativo all'applicabilità dell'art. 131-bis), mentre il secondo è rimasto assorbito. Tuttavia, verificato il decorso dei termini e l'assenza di cause che abbiano sospeso la prescrizione, è stata dichiarata l'estinzione del reato per prescrizione (estinzione intervenuta entro il 2 settembre 2022) e, conseguentemente, la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio ai sensi dell'art. 620, comma 1, lett. a) c.p.p. Motivazione resa in forma semplificata. In sostanza la condanna di merito è stata annullata per estinzione del reato per prescrizione; non è stato disposto un nuovo giudizio.

Norme richiamate

  • art. 648 cod. pen.

    comma quarto (ricettazione in forma attenuata)

    La ricettazione attenuata rientra nelle ipotesi sulle quali può ricadere la valutazione della particolare tenuità del fatto, soprattutto alla luce dell'intervento della Corte costituzionale che ha ampliato l'ambito applicativo dell'art. 131-bis.

  • art. 131-bis cod. pen.

    non presente nel testo integrale della sentenza, si fa riferimento alla disciplina della non punibilità per particolare tenuità del fatto

    La Corte di appello aveva ritenuto che l'art. 131-bis fosse applicabile solo ai reati con pena detentiva massima non superiore a cinque anni; la Corte di legittimità rileva che la Corte costituzionale (sent. n.156/2020) ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della parte della norma che esclude l'applicazione ai reati privi di minimo edittale, quindi l'art. 131-bis può essere preso in considerazione anche per reati con minimo non previsto dal legislatore (minimo assoluto di 15 giorni).

  • art. 712 cod. pen.

    La difesa chiedeva la qualificazione del fatto come contravventiva ai sensi dell'art. 712; la questione è risultata assorbita dalla decisione sulla prescrizione e non è stata decisa nel merito dalla Corte di cassazione.

  • sentenza Corte costituzionale n.156/2020

    depositata il 21 luglio 2020, pubblicata in G.U. il 22 luglio 2020

    Ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della parte dell'art. 131-bis che non consentiva l'applicazione della causa di non punibilità ai reati per i quali non è previsto un minimo edittale di pena detentiva; quindi ha esteso la possibilità di applicare la particolare tenuità anche a tali reati.

  • art. 620, comma 1, lett. a) cod. proc. pen.

    norma processuale sulla nullità della sentenza per estinzione del reato

    Consente alla Corte di cassazione di annullare senza rinvio la sentenza impugnata quando il reato si sia estinto per prescrizione; applicata in presenza dell'intervenuta estinzione del reato.

  • art. 129 cod. proc. pen.

    riferimento ai casi di proscioglimento nel merito (secondo comma)

    La decisione ha rilevato l'assenza nei fatti di elementi che giustificassero un proscioglimento nel merito alternativo alla dichiarazione di prescrizione.

  • Sez. U. n. 21 del 22/10/2000 e Sez. 6, n. 58095 del 30/11/2017

    giurisprudenza citata in motivazione

    Confermano il principio secondo cui il decorso del tempo successivo alla decisione di merito può essere computato ai fini del termine complessivo della prescrizione; la prescrizione può dunque estinguere il reato anche dopo la sentenza di appello.

Massime di principio

  • Dopo la sentenza della Corte costituzionale n.156/2020 l'art. 131-bis c.p. può essere applicato anche ai reati per i quali il legislatore non ha previsto un minimo edittale di pena detentiva (cioè quelli per i quali si applica il minimo assoluto di 15 giorni), rendendo possibile il riconoscimento della particolare tenuità anche per reati attenuati.
  • Se, successivamente alla sentenza di merito, intervengono fatti o pronunce (es. decisioni costituzionali) che incidono sulla normativa applicabile, il giudice di legittimità deve valutare i loro effetti sul giudicato eventuale e sulla situazione processuale, con possibile rinnovata considerazione della non punibilità o di altre cause estintive.
  • Il decorso del tempo successivo alla pronuncia di merito può essere computato ai fini della prescrizione: in assenza di cause di sospensione, la prescrizione può estinguere il reato anche dopo la decisione di merito, comportando l'annullamento della sentenza per estinzione del reato senza rinvio quando ne ricorrono i presupposti.
  • Quando la prescrizione è intervenuta definitivamente, la Corte di cassazione può annullare la sentenza impugnata senza rinvio ex art. 620 c.p.p., evitando un nuovo giudizio, a meno che non sussistano ragioni che impongano diversamente.
  • Richieste alternative di qualificazione del fatto (p.es. ricettazione attenuata vs incauto acquisto) possono risultare assorbite qualora la decisione finale si basi su questioni processuali (come la prescrizione) che rendono superfluo il pronunciamento sul merito sostanziale.

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