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Sentenza

Sentenza n. 282/2026 - Bari, Sezione 3

per l’accertamento e la conseguente declaratoria di illegittimità - del silenzio inadempimento, ovvero del silenzio rifiuto, formatosi, sull’istanza del 30.04.2024, per il rilascio di autorizzazioni all’installazione di impianti di arredo urbano e pubblicitario di minimo ingombro, quali le transenne-parapedonali; - del diritto della ricorrente a vedersi riconosciuto, in riscontro alla formulata richiesta, un provvedimento amministrativo espresso, in ragione della sussistenza dei presupposti di legge; - dell’obbligo dell’Amministrazione di rendere un provvedimento espresso, di assenso o diniego, sussistendone i requisiti normativi, in riscontro all’istanza della ricorrente.

Giustizia amministrativa202500709

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Bari, Sez. IIISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio inadempimento formatosi sull'istanza per il rilascio di autorizzazioni alla collocazione di undici gruppi di transenne parapedonali sul territorio comunale

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

La società ha proposto ricorso ai sensi dell'art. 117 c.p.a. per l'accertamento dell'illegittimità del silenzio serbato dal Comune di Trani sull'istanza volta a ottenere autorizzazioni per l'installazione di impianti di arredo urbano e pubblicitari di minimo ingombro, costituiti da transenne parapedonali. Ha inoltre chiesto l'accertamento del diritto a ottenere un provvedimento espresso e la declaratoria dell'obbligo dell'amministrazione di provvedere con un atto di assenso o diniego. Nel corso del giudizio il Comune ha adottato il titolo abilitativo richiesto; la ricorrente ha quindi dichiarato la cessazione della materia del contendere. L'amministrazione ha aderito a tale conclusione, chiedendo tuttavia il rigetto della domanda di condanna alle spese.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, rilevando che, nel corso del giudizio, l'amministrazione ha dato riscontro all'istanza mediante l'adozione del titolo abilitativo richiesto. La sopravvenuta definizione del procedimento amministrativo ha fatto venir meno l'interesse alla decisione sulla domanda avverso il silenzio. Le spese di lite sono state compensate, considerato che il Comune, dopo la costituzione in giudizio e l'interlocuzione con la ricorrente, ha adottato un provvedimento espresso e che la ricorrente ha prestato assenso alla compensazione.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    ricorso ex art. 117 c.p.a.

    Disciplina l'azione avverso il silenzio dell'amministrazione; il ricorso è divenuto privo di oggetto a seguito dell'adozione del provvedimento espresso.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Visto l'art. 34, co. 5, cod. proc. amm.

    Costituisce il fondamento processuale della declaratoria di cessazione della materia del contendere conseguente alla sopravvenuta adozione del provvedimento richiesto.

Massime di principio

  • Quando, nel corso di un giudizio promosso ai sensi dell'art. 117 c.p.a., l'amministrazione adotta il provvedimento espresso richiesto dal ricorrente, viene meno l'oggetto della controversia e il giudice deve dichiarare la cessazione della materia del contendere.
  • La sopravvenuta adozione del provvedimento amministrativo richiesto determina la cessazione della materia del contendere anche quando l'amministrazione provvede dopo la costituzione in giudizio, purché la pretesa azionata sia stata integralmente soddisfatta.
  • La regolazione delle spese può essere disposta mediante compensazione quando l'amministrazione, dopo l'instaurazione del giudizio e l'interlocuzione con il privato, adotta il provvedimento espresso e il ricorrente presta assenso alla compensazione.

Come è indicizzato

MaterieTermini del procedimento e silenzioEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativoProcedimento amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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