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Ordinanza

Ordinanza n. 2422/2026 - Catania, Sezione 1

Giustizia amministrativa201302150

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Catania, Sez. IOrdinanzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: Richiesta di chiarimenti del commissario ad acta sulla prosecuzione dell’esecuzione del giudicato mediante demolizione di una porzione abusiva di fabbricato, ovvero mediante fiscalizzazione dell’abuso

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il giudizio riguarda la prosecuzione della fase esecutiva di un giudicato che aveva annullato una concessione edilizia rilasciata dal Comune di Furnari e imposto la rimozione delle opere realizzate in forza di tale titolo. Il commissario ad acta ha chiesto chiarimenti circa la concreta possibilità di demolire il piano secondo e il sottotetto abusivi senza compromettere la stabilità delle strutture sottostanti e, in subordine, circa l’applicabilità dell’art. 38 d.P.R. 380/2001 e il valore di stima dell’immobile. Nel corso dell’esecuzione sono state svolte perizie e una CTU strutturale. La consulenza definitiva ha ritenuto tecnicamente fattibile la demolizione, purché preceduta da un progetto di demolizione controllata, da opere provvisionali, da misure di monitoraggio e da una verifica di sicurezza della parte residua secondo le NTC 2018. La controinteressata ha contestato l’utilità e l’idoneità della CTU, deducendo il rischio di danni strutturali, l’incertezza dei risultati, l’aggravio dei costi, la sproporzione della demolizione, la possibilità di fiscalizzazione ai sensi dell’art. 38 d.P.R. 380/2001, la sopravvenuta conformità urbanistica delle opere e la carenza di vicinitas degli originari ricorrenti. Il Collegio ha ritenuto tali ultime questioni non più esaminabili in sede di ottemperanza, perché già definite dal giudicato o estranee al perimetro del giudizio esecutivo.

La decisione

Il TAR ha disposto la continuazione della procedura esecutiva. Ha ribadito che il giudicato impone la demolizione delle opere realizzate in forza della concessione edilizia annullata, limitatamente alle opere riconducibili a quel titolo, e che non è possibile rimettere in discussione in sede di ottemperanza né la vicinitas già valutata né la legittimità o sanabilità delle opere, essendo stato già dichiarato nullo il successivo permesso di costruire in sanatoria. Alla luce della CTU, il Collegio ha ritenuto non sussistenti riserve tecniche apprezzabili tali da impedire la demolizione, pur subordinandola agli adempimenti tecnici indicati: progetto di demolizione controllata, verifica di sicurezza della struttura residua secondo le NTC 2018, indagini diagnostiche, geognostiche e geotecniche, opere provvisionali e monitoraggio. Le questioni relative alla fiscalizzazione e alle ulteriori modalità esecutive potranno essere esaminate soltanto se la demolizione non sarà eseguita per effetto della valutazione tecnica finale del commissario. Il commissario ad acta precedentemente nominato è stato revocato e sostituito dal Dirigente dell’Ufficio del Genio civile di Catania, o da un dirigente ingegnere delegato, in ragione della specifica natura strutturale degli accertamenti ancora necessari. Il compenso del commissario è posto a carico dell’amministrazione inottemperante, con segnalazione del relativo danno erariale.

Norme richiamate

  • artt. 112, comma 5, e 114, comma 7, c.p.a.

    Consentono al commissario ad acta di chiedere chiarimenti al giudice dell’ottemperanza sulle modalità di esecuzione del giudicato e al giudice di impartire le indicazioni necessarie alla prosecuzione dell’esecuzione.

  • art. 38 d.P.R. 380/2001

    Disciplina gli interventi eseguiti in base a un permesso di costruire successivamente annullato e la possibile applicazione di una sanzione pecuniaria in luogo della demolizione quando questa non possa essere eseguita; nel caso concreto la questione è stata lasciata impregiudicata, subordinatamente all’eventuale mancata demolizione per ragioni tecniche.

  • art. 36 d.P.R. 380/2001

    Disciplina l’accertamento di conformità; il permesso rilasciato sulla base di tale disposizione è stato ritenuto già dichiarato nullo in sede di ottemperanza perché adottato in violazione ed elusione del giudicato.

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    È richiamato dalla controinteressata quale disciplina generale dell’ingiunzione di rimozione o demolizione degli interventi eseguiti in assenza di permesso di costruire; non costituisce il fondamento principale della statuizione resa.

  • art. 21-septies l. 241/1990

    È stato applicato nella precedente decisione richiamata dal Collegio per dichiarare la nullità del permesso di costruire in sanatoria rilasciato in violazione o elusione del giudicato.

  • art. 71 d.P.R. 115/2002

    Prevede il termine entro il quale il commissario ad acta deve presentare la nota specifica delle spese ai fini della liquidazione del compenso.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Costituisce, insieme all’art. 9, paragrafo 1, del Regolamento UE 2016/679, la base per l’oscuramento dei dati identificativi delle parti private.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento UE 2016/679

    Richiamato quale fondamento della tutela dei dati personali mediante oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza il giudice deve verificare l’esatto adempimento dell’obbligo conformativo derivante dal giudicato e non può consentire alle parti di ridiscutere il contenuto del decisum, questioni già definite nel giudizio di cognizione o profili estranei all’esecuzione, salvo l’accertamento della persistenza dell’interesse alla luce di fatti sopravvenuti.
  • Quando il giudicato impone la rimozione di opere realizzate in forza di un titolo edilizio annullato, l’esecuzione deve riguardare le opere riconducibili a quel titolo; le opere riconducibili a titoli diversi restano estranee al giudicato e devono essere valutate dall’amministrazione nell’esercizio dei propri ordinari poteri di vigilanza edilizia.
  • Il commissario ad acta dispone del potere-dovere di individuare le modalità tecniche e gli atti specifici necessari per conseguire l’effettiva esecuzione del giudicato, assumendone la responsabilità; tale potere comprende la possibilità di avvalersi di competenze tecniche specialistiche quando necessarie.
  • La demolizione di una porzione abusiva di edificio può essere disposta in sede esecutiva quando gli accertamenti tecnici ne confermino la concreta fattibilità senza apprezzabile pregiudizio per le strutture residue, purché l’intervento sia preceduto e accompagnato da un progetto di demolizione controllata, da una verifica di sicurezza secondo la normativa tecnica applicabile, da opere provvisionali e da misure di monitoraggio.
  • La necessità di una verifica di sicurezza secondo le NTC 2018 non implica automaticamente l’obbligo di eseguire interventi strutturali invasivi sulla parte residua: tale conseguenza dipende dagli esiti delle verifiche e dalle scelte progettuali motivate del professionista incaricato.
  • La fiscalizzazione prevista dall’art. 38 d.P.R. 380/2001 può essere esaminata quale modalità alternativa di esecuzione soltanto quando la demolizione risulti non praticabile per ragioni tecniche; essa non consente, in sede di ottemperanza, di rimettere in discussione un giudicato che abbia già imposto la demolizione.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria e condono edilizioGiudizio di ottemperanzaIstruttoria processuale
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneFiscalizzazione dell'abuso
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potereDiscrezionalità amministrativa e tecnicaPrincipio di legalità e tipicità

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