Ordinanza n. 145/2026 - Potenza, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: decreto della Questura, adottato il 1° agosto 2026 e notificato il 10 agosto 2026, recante diniego della licenza ex art. 127 T.U.L.P.S. per il commercio all’ingrosso di oggetti preziosi usati
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il diniego della licenza e chiesto la sospensione cautelare dell’efficacia dell’atto. Il testo non specifica i singoli motivi di merito dedotti nel ricorso; in sede cautelare il TAR ha valutato la plausibilità del giudizio di non piena affidabilità formulato dall’Amministrazione, fondato sul coinvolgimento del richiedente in un’indagine penale relativa a condotte svolte nella medesima attività professionale e sull’abuso nell’utilizzo di una precedente licenza, già revocata.
La decisione
Il TAR ha respinto la domanda cautelare per carenza del fumus boni iuris. In questa fase sommaria ha ritenuto che il giudizio precauzionale di non piena affidabilità possa basarsi su valutazioni probabilistiche sorrette da circostanze di fatto persuasive, ravvisate nel coinvolgimento del richiedente nell’indagine penale relativa all’attività professionale e nell’abuso della precedente licenza revocata. Le spese della fase cautelare sono state compensate.
Norme richiamate
art. 55 c.p.a.
Visto l’art. 55 cod. proc. amm.;
La domanda di sospensione è stata esaminata secondo la disciplina cautelare dell’art. 55 c.p.a.; il TAR l’ha respinta per difetto del fumus boni iuris.
art. 127 T.U.L.P.S.
del Decreto della Questura di -OMISSIS-/-OMISSIS-. Amm.va, prot. n. -OMISSISdel 04.08.2026, adottato in data 01.08.2026 e notificato il 10.08.2026, recante diniego della licenza ex art. 127 T.U.L.P.S. per il commercio all’ingrosso di oggetti preziosi usati
La disposizione è indicata quale base della licenza richiesta e negata; l’ordinanza non sviluppa un’interpretazione specifica della norma.
Massime di principio
- Nella valutazione cautelare del diniego di una licenza per il commercio all’ingrosso di oggetti preziosi usati, il giudizio precauzionale di non piena affidabilità può fondarsi su considerazioni probabilistiche, purché sostenute da circostanze di fatto persuasive.
- Possono costituire elementi di fatto rilevanti per il giudizio precauzionale di affidabilità il coinvolgimento del richiedente in un’indagine penale relativa a condotte svolte nella stessa attività professionale e l’abuso nell’utilizzo di una precedente licenza poi revocata.
Come è indicizzato
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