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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4355/2024 del 01/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la quantificazione dell'indennizzo per ingiusta detenzione riconosciuto dalla Corte d'Appello; sostiene che i giudici non avrebbero valutato correttamente tutte le voci di danno patrimoniale subite da Sirio srl (perdita di commesse, interruzione contratti con Rai e Raiway, revoca del nulla osta sicurezza) e non avrebbero adeguatamente considerato la memoria con cui aveva quantificato il danno in euro 2.256.268,78.

La decisione

La Corte di legittimità ha rigettato il ricorso, ritenendo che la Corte della riparazione avesse correttamente applicato i criteri di quantificazione: pur riconoscendo il danno patrimoniale, i giudici avevano motivato l'uso del criterio equitativo in mancanza di bilanci societari e di elementi probatori idonei a determinare con precisione gli introiti e le perdite conseguenti alla carcerazione. La decisione impugnata (liquidazione di complessivi euro 175.870,08 da cui risultano euro 150.000 a titolo di ristoro patrimoniale) è stata ritenuta logicamente motivata e non manifestamente arbitraria. Il ricorrente è condannato alle spese processuali e alla rifusione delle spese di questo giudizio di legittimità in favore del Ministero, liquidate in euro 1.000.

Norme richiamate

  • art. 314 cod. proc. pen.

    Riferimento alla procedura per la riparazione per ingiusta detenzione come base giuridica dell'azione; utilizzato per inquadrare la domanda di riparazione esperita da Savi

  • art. 416 cod. pen.

    Norma penale contestata nel procedimento di cui Savi era imputato (associazione per delinquere); il proscioglimento/assoluzione costituisce il presupposto della riparazione per ingiusta detenzione

  • art. 25, comma 2, legge 9 luglio 1990 n. 185

    Norma contestata in relazione a operazioni di fornitura militare; il proscioglimento ha concorso a rendere irrevocabili le sentenze favorevoli a Savi e a fondare il diritto alla riparazione

  • art. 315 cod. proc. pen.

    Stabilisce i limiti e i criteri per la determinazione dell'indennizzo per ingiusta detenzione, incluso il tetto massimo di euro 516.456,90 e il richiamo alle norme sulla riparazione dell'errore giudiziario; indicazione del parametro aritmetico di base e possibilità di integrazione equitativa

  • artt. 643 e ss. cod. proc. pen.

    Richiamati in quanto compatibili rispetto ai criteri di quantificazione della riparazione e alle modalità di liquidazione

  • art. 303, comma 4, lett. c) cod. proc. pen.

    Fornisce il parametro del termine massimo della custodia cautelare (sei anni) utilizzato nel calcolo aritmetico per la quantificazione dell'indennizzo

Massime di principio

  • La quantificazione dell'indennizzo per ingiusta detenzione si basa su un parametro aritmetico (tetto massimo diviso per la durata massima della custodia) che può essere integrato equitativamente in relazione alla specificità dei danni patrimoniali e non patrimoniali
  • Il richiedente ha l'onere di allegare e documentare in modo puntuale i danni patrimoniali (es. bilanci, fatture, documentazione che dimostri gli introiti e le perdite) affinché il giudice possa quantificare il danno in modo circostanziato; in mancanza di tali elementi è legittimo l'uso di una stima equitativa
  • Il giudice può discostarsi dal calcolo aritmetico quando vi siano conseguenze personali, familiari o patrimoniali particolarmente gravi, ma deve motivare in modo dettagliato i parametri e gli elementi che giustificano l'innalzamento o l'abbassamento dell'indennizzo
  • Il sindacato della Corte di legittimità sulla congruità della somma è limitato: verifica solo la logicità della motivazione e l'assenza di criteri manifestamente arbitrari, non una nuova valutazione di merito
  • Per il danno psichico occorre dimostrare una lesione della salute (danno alla salute) per ottenere un'indennità autonoma; altrimenti le sofferenze psicologiche sono ricomprese nella determinazione complessiva basata sulla durata e sulle conseguenze della privazione della libertà
  • Il 'clamore mediatico' o lo 'strepitus fori' possono costituire parametro per aumentare l'indennizzo, ma solo se le relative conseguenze sono allegatamente e documentatamente dimostrate

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