Cassazione Penale, Sentenza n. 9184/2024 del 04/03/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Domanda di riparazione per ingiusta detenzione relativa alla custodia cautelare in carcere subita dal 10/05/2018 al 23/05/2020 in esecuzione di ordinanze dei G.I.P. per reati connessi ad associazione a delinquere e finanziamento con finalità di terrorismo (artt. 416, 81, 110, 270-quinquies c.p.). Il ricorrente, successivamente assolto dalla Corte di Assise di Como per insussistenza del fatto, ha impugnato l'ordinanza della Corte d'appello di Milano che aveva rigettato la domanda di indennizzo sostenendo che la motivazione del rigetto fosse insufficiente e contraddittoria (violazione degli obblighi di motivazione ex artt. 111 Cost., 125 c.p.p., 192 c.p.p. e art.6 CEDU) e denunciando la mancata specificazione degli atti che avrebbero dimostrato la "colpa grave" di cui all'art. 314 c.p.p.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che la Corte d'appello ha motivato correttamente il rigetto dell'indennizzo ritenendo sussistente un profilo di colpa grave a carico del ricorrente: elementi quali intercettazioni telefoniche nelle quali il ricorrente faceva riferimento ad operazioni di "hawala", l'ammissione di avere combattuto per l'esercito libero siriano e la prossimità investigativamente accertata a soggetti coinvolti nell'indagine (tra cui Chadid Subhi) sono stati ritenuti idonei a configurare un comportamento extraprocessuale che ha concorso a determinare la falsa apparenza della configurabilità del reato e, dunque, la misura cautelare. La Corte ha richiamato il principio secondo cui il giudice della riparazione compie una valutazione autonoma, ex ante, distinta dal giudice penale, e ha ritenuto la motivazione della Corte territoriale adeguata. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla rifusione delle spese del giudizio di legittimità nei confronti del Ministero.
Norme richiamate
art. 315 cod. proc. pen.
indica la competenza del giudice adito per la domanda di riparazione (richiamata per la funzione della Corte d'appello come giudice della riparazione).
art. 314 cod. proc. pen.
norma sulla causa ostativa all'indennizzo: la sussistenza di dolo o colpa grave del detenuto che abbia contribuito a causare la detenzione esclude il diritto alla riparazione; la Corte ne ha valutato l'applicazione nel caso concreto.
art. 606 cod. proc. pen.
art. 606 cod. proc. pen., comma 1, lett. e)
fondamento del motivo di cassazione: vizio di motivazione per mancanza o manifesta illogicità della motivazione; utilizzato dal ricorrente per impugnare l'ordinanza, richiamato dalla Corte per verificare la correttezza del giudizio di merito.
art. 125 cod. proc. pen.
richiamato a presidio dell'obbligo di motivazione a tutela del diritto di difesa; invocato dal ricorrente per contestare la motivazione del rigetto.
art. 111 Cost.
principio costituzionale del giusto processo e dell'obbligo di motivazione; richiamato per sottolineare l'importanza di una motivazione adeguata anche nel procedimento di riparazione.
art. 192 cod. proc. pen.
art. 192, comma 2, lett. c) e c-bis, cod. proc. pen.
richiamato in relazione agli obblighi del giudice nella valutazione delle prove e nella motivazione delle decisioni, a supporto della contestazione del ricorrente sull'insufficiente motivazione.
art. 6 CEDU
art. 6 Convenzione europea dei diritti dell'uomo
garantisce il diritto a un processo equo e a una motivazione adeguata; invocato dal ricorrente quale tutela sovranazionale.
artt. 416, 81, 110, 270-quinquies cod. pen.
artt. 416 comma 1,2,3; 81 comma 1 e 2; 110; 270-quinquies cod. pen.
norme penali che definivano i reati contestati all'originario procedimento (associazione a delinquere e finanziamento con finalità di terrorismo); utilizzate per ricostruire il contesto che giustificò l'adozione delle misure cautelari.
Massime di principio
- La mera assoluzione penale non garantisce automaticamente il diritto all'indennizzo per ingiusta detenzione: il giudice della riparazione deve accertare se il detenuto abbia contribuito con dolo o colpa grave a determinare la detenzione.
- La colpa grave che esclude l'indennizzo può consistere in condotte extra-processuali e processuali (es. autoincolpazione, silenzio doloso, comportamenti che generano una falsa apparenza di colpevolezza); il giudice deve motivare specificamente quali atti hanno avuto incidenza causale sulla misura cautelare.
- Il giudice della riparazione compie una valutazione autonoma e ex ante, distinta dall'accertamento di merito penale: può rivalutare fatti emersi nel processo al solo fine di stabilire se essi siano stati causa della detenzione.
- Per contestare un rigetto è necessario evidenziare carenze specifiche nella motivazione della decisione di merito: indicare quali elementi non sono stati valutati o sono stati valutati illogicamente e fornire controprove o argomentazioni sulle intercettazioni e sugli elementi di collegamento.
- In situazioni con indagini sotto copertura o con rilevanza di contatti familiari, la rilevanza di tali elementi ai fini della custodia cautelare può essere valutata dal giudice della riparazione; chi richiede l'indennizzo deve dunque dimostrare l'assenza di efficacia causale di tali elementi rispetto alla misura cautelare.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 4 mar 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 9172/2024 del 04/03/2024
- Sentenza penale · 4 mar 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 9173/2024 del 04/03/2024
- Sentenza penale · 4 mar 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 9174/2024 del 04/03/2024
- Sentenza penale · 4 mar 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 9176/2024 del 04/03/2024
- Sentenza penale · 4 mar 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 9179/2024 del 04/03/2024
- Sentenza penale · 4 mar 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 9180/2024 del 04/03/2024
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →