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Sentenza

Sentenza del 27/01/2022 n. 381 - Comm. Trib. Reg. per la Calabria

Avviamento - Determinazione del valore - Criteri di valutazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Valutazione dell'avviamento aziendale: determinare il valore dell'avviamento inteso come la capacità dell'azienda di produrre utili in misura superiore a quella ordinaria, ossia il maggior valore del complesso aziendale rispetto alla somma dei valori di mercato dei singoli beni che lo compongono; la valutazione deve considerare la prevedibile capacità dell'azienda di coprire i costi sia di natura commerciale sia di natura fiscale.

La decisione

Testo della sentenza non presente. Dal riepilogo normativo/doctrinale fornito emerge il principio che l'avviamento corrisponde alla capacità di profitto eccedente dell'azienda e che la sua determinazione è plausibile soltanto tenendo conto della prevedibile capacità di coprire i costi (commerciali e fiscali). Di conseguenza, nelle valutazioni si ritengono adeguati metodi che misurino la capacità reddituale prospettica dell'azienda (es. approccio reddituale/DCF, capitalizzazione degli utili ecc.) e che separino il valore del complesso aziendale dal valore dei singoli beni patrimoniali.

Norme richiamate

  • Principio civilistico sull'avviamento

    L'avviamento è una componente patrimoniale immateriale identificata con la capacità produttiva di utili eccedenti; la sua valutazione deve fondarsi sulla prevedibile capacità dell'azienda di generare e sostenere profitti, tenendo conto dei costi commericali e fiscali.

Massime di principio

  • L'avviamento va valutato come valore residuale del complesso aziendale: si confronta il valore unitario dell'azienda con la somma dei valori di mercato dei singoli beni e si attribuisce la differenza all'avviamento.
  • Metodi reddituali (es. DCF, capitalizzazione degli utili ecc.) sono preferibili perché misurano la capacità prospettica di produrre utili, che è la sostanza dell'avviamento.
  • Nella stima devono essere inclusi e documentati gli effetti fiscali e i costi ricorrenti, distinguendo tra componenti di reddito ordinarie e straordinarie; le proiezioni devono essere realistiche e basate su dati storici e su ipotesi giustificabili.
  • È opportuno adottare criteri conservativi nelle stime (scelte di tasso di aggiornamento, durata del periodo esplicativo, tassi di crescita), soprattutto in presenza di incertezze del mercato.
  • Quando possibile, integrare l'approccio reddituale con approcci di mercato (multipli di settore) e di costo per triangolare il risultato e giustificare la stima dell'avviamento.
  • In sede giudiziale o fiscale, la parte che propone una determinazione dell'avviamento deve fornire una documentazione analitica delle ipotesi e dei calcoli; l'organo che contesta può proporre perizie alternative e valorizzare le differenze nelle ipotesi metodologiche.

Testo integrale

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