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Sentenza

Corte di giustizia, Sentenza C-90/20

Sentenza della Corte (Seconda Sezione) del 20 gennaio 2022. — Apcoa Parking Danmark A/S contro Skatteministeriet. — Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Højesteret. — Rinvio pregiudiziale – Sistema comune d’imposta sul valore aggiunto (IVA) – Direttiva 2006/112/CE – Articolo 2, paragrafo 1, lettera c) – Ambito di applicazione – Operazioni imponibili – Attività esercitate da una società di diritto privato – Gestione di parcheggi su terreni privati – Spese di controllo percepite da tale società in caso di inosservanza da parte degli automobilisti delle condizioni generali di utilizzo di detti parcheggi – Qualificazione – Realtà economica e commerciale delle operazioni. — Causa C-90/20

Giurisprudenza europea62020CJ0090

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di giustizia ha stabilito che le spese di controllo applicate da un gestore privato di parcheggi in caso di sosta irregolare rientrano nell’ambito dell’IVA. Secondo la Corte, tali importi sono parte del corrispettivo del servizio di parcheggio, perché si inseriscono nel rapporto contrattuale con l’automobilista e presentano un nesso diretto con la prestazione resa. La qualificazione nazionale come penalità e la predeterminazione dell’importo non sono decisive ai fini del diritto dell’Unione.

Spese di controllo per sosta irregolare in parcheggi privati: se costituiscano corrispettivo di una prestazione di servizi imponibile ai fini IVA

La questione giuridica

Se l’articolo 2, paragrafo 1, lettera c), della direttiva 2006/112/CE debba essere interpretato nel senso che le spese di controllo addebitate da una società privata per la violazione delle condizioni di utilizzo di parcheggi privati costituiscano il corrispettivo di una prestazione di servizi effettuata a titolo oneroso e siano quindi soggette a IVA.

Principio di diritto

Le spese di controllo percepite da una società di diritto privato incaricata della gestione di parcheggi privati quando gli automobilisti violano le condizioni generali di utilizzo costituiscono il corrispettivo di una prestazione di servizi effettuata a titolo oneroso, poiché sussiste un rapporto giuridico con scambio di prestazioni e un nesso diretto tra il servizio di parcheggio e gli importi addebitati; la loro natura predeterminata o qualificazione come penalità nel diritto nazionale non impedisce l’assoggettamento all’IVA.

Norme richiamate

  • Articolo 267 TFUE
  • Direttiva 2006/112/CE
  • Articolo 2, paragrafo 1, lettera c), direttiva 2006/112/CE
  • Articolo 9, paragrafo 1, direttiva 2006/112/CE
  • Articolo 1, paragrafo 2, direttiva 2006/112/CE

Spese di controllo per sosta irregolare in parcheggi privati

La pronuncia riguarda un rinvio pregiudiziale della Højesteret (Corte suprema danese) in materia di IVA. Il caso concerne la qualificazione, ai fini della direttiva 2006/112/CE, delle somme richieste da una società privata che gestisce parcheggi su terreni privati quando gli automobilisti non rispettano le condizioni di utilizzo dei parcheggi.

Fatti e procedimento principale

Apcoa Parking Danmark A/S gestisce parcheggi privati in base ad accordi con i proprietari dei terreni e stabilisce condizioni generali di utilizzo, tra cui tariffe, durata massima della sosta e obblighi di esposizione del ticket o del disco orario. In caso di violazione di tali condizioni, la società applica "spese di controllo" indicate su cartelli presenti all’ingresso dei parcheggi.

La società ha chiesto il rimborso dell’IVA versata su tali importi per il periodo 1º settembre 2008 - 31 dicembre 2009, sostenendo che non costituissero il corrispettivo di una prestazione di servizi. L’amministrazione tributaria danese, la commissione tributaria nazionale e i giudici di merito hanno respinto la sua tesi, ritenendo invece che gli importi fossero imponibili. La controversia è quindi giunta davanti alla Højesteret.

Quadro normativo rilevante

La Corte richiama soprattutto:

  • l’articolo 2, paragrafo 1, lettera c), della direttiva 2006/112/CE, che assoggetta all’IVA le prestazioni di servizi effettuate a titolo oneroso da un soggetto passivo;
  • l’articolo 9, paragrafo 1, della direttiva IVA, relativo alla nozione di soggetto passivo e di attività economica;
  • l’articolo 1, paragrafo 2, della direttiva IVA, richiamato nella giurisprudenza per il principio della distinzione tra prestazioni autonome.

La decisione fa anche riferimento a disposizioni del diritto danese sull’IVA e sulla disciplina dei parcheggi, ma queste servono solo a inquadrare il contenzioso nazionale.

Questione pregiudiziale

Il giudice del rinvio chiede se le spese di controllo percepite per la violazione delle disposizioni in materia di parcheggio su suolo privato debbano essere considerate corrispettivo di una prestazione di servizi e, quindi, operazioni imponibili IVA.

Ragionamento della Corte

La Corte ricorda che una prestazione di servizi è effettuata "a titolo oneroso" solo se esiste un rapporto giuridico tra prestatore e destinatario nell’ambito del quale vi sia uno scambio di prestazioni reciproche e il compenso ricevuto rappresenti il controvalore effettivo di un servizio individualizzabile, con un nesso diretto tra servizio e corrispettivo.

Applicando tali criteri, la Corte osserva che:

  • la sosta in uno stallo di un parcheggio gestito da Apcoa crea un rapporto giuridico tra la società e l’automobilista;
  • in base alle condizioni generali di utilizzo, l’automobilista ottiene lo stallo di parcheggio e, se viola le condizioni, deve pagare anche l’importo delle spese di controllo;
  • tali importi sono quindi parte del corrispettivo complessivo del servizio di parcheggio.

La Corte sottolinea che le spese di controllo riflettono i maggiori costi di gestione derivanti da una sosta non conforme e garantiscono alla società una remunerazione della prestazione resa. Inoltre, dagli elementi del fascicolo emerge che tali importi costituivano una fonte significativa e stabile di introiti per Apcoa.

La Corte respinge gli argomenti secondo cui:

  • l’importo sarebbe predeterminato e privo di nesso economico con il valore del servizio: ai fini IVA, il livello del corrispettivo è irrilevante, purché esista il nesso diretto;
  • l’importo sia qualificato dal diritto danese come penalità: la qualificazione nazionale non è decisiva, perché la nozione di corrispettivo va interpretata autonomamente nel diritto dell’Unione.

Viene inoltre escluso il richiamo alla sentenza Société thermale d’Eugénie-les-Bains, poiché in quel caso la prestazione principale non era stata eseguita, mentre nel caso di specie il servizio di parcheggio era effettivamente fornito.

Decisione e dispositivo

La Corte risponde che le spese di controllo percepite da una società di diritto privato incaricata della gestione di parcheggi privati, in caso di inosservanza delle condizioni generali di utilizzo, devono essere considerate corrispettivo di una prestazione di servizi effettuata a titolo oneroso e sono quindi soggette all’IVA.

Principio affermato

Ai fini dell’articolo 2, paragrafo 1, lettera c), della direttiva IVA, le somme richieste dal gestore privato di un parcheggio per la violazione delle condizioni di utilizzo non hanno natura meramente sanzionatoria, ma integrano il prezzo del servizio di parcheggio quando il rapporto contrattuale e il nesso diretto tra prestazione e compenso risultano dall’organizzazione economica dell’operazione.

Come è indicizzato

Materieivaprestazioni di serviziparcheggi privatiqualificazione delle somme corrispostediritto tributario dell'unione

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