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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20001/2023 del 11/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 04/10/2022 che aveva parzialmente accolto l'appello sui sequestri preventivi di somme ritenute profitto del delitto di corruzione in atti giudiziari. Il ricorrente deduceva: (1) carenza di motivazione sul mancato dissequestro di somme relative agli incarichi indicati ai punti 3 e 19, sostenendo che parte delle somme erano rimborsi di spese anticipate (spese vive) e dunque non costituivano profitto confiscabile; (2) violazione degli artt. 321 c.p.p. e 322-ter c.p. con riguardo all'incarico al punto 20, in realtà conferito da altro magistrato e solo successivamente liquidato dal giudice Galiano, quindi non dimostrato come indebito; (3) errore nel non detrarre dal profitto lordo le spese vive effettive e le imposte (richiesta di computare il profitto netto).

La decisione

La Corte ha accolto parzialmente il ricorso: ha annullato l'ordinanza impugnata limitatamente ai punti 3, 19 e 20 dell'elenco posto a base del sequestro e ha rinviato al Tribunale di Potenza per un nuovo giudizio su quei punti. Il motivo relativo all'incarico n.20 è stato ritenuto fondato per carenza motivazionale e per l'assenza di elementi che dimostrino l'indebito conferimento o l'eccedenza della liquidazione. Anche i rilievi sui punti 3 e 19 sono stati accolti perché il ricorrente aveva specificamente indicato rimborsi di anticipazioni che il Tribunale non aveva valutato, essendo tali rimborsi non riconducibili al profitto illecito se comprovati. Il terzo motivo è stato invece rigettato: la Corte ha confermato che il profitto confiscabile comprende il vantaggio patrimoniale effettivamente conseguito (compensi per prestazioni anche se in sé lecite) e che la deduzione delle spese vive richiede specificità e prova; le imposte versate non operano di per sé come riduzione del profitto ai fini della confisca (possono rilevare solo in via consequenziale/accertamento fiscale e per eventuali rimborsi dopo misura ablativa).

Norme richiamate

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione alla disciplina del sequestro preventivo finalizzato alla confisca e all'esame dei presupposti e del quantum sottoposto a misura

  • art. 322-ter cod. pen.

    Norma sul delitto di corruzione: utilizzata per definire la natura del profitto illecito contestato

  • art. 14, comma 4, legge n. 537/1993

    "Nelle categorie di reddito ... devono intendersi ricompresi, se in esse classificabili, i proventi derivanti da fatti, atti o attività qualificabili come illecito civile, penale o amministrativo se non già sottoposti a sequestro o confisca penale."

    Richiamata per chiarire che i proventi illeciti sono imponibili fiscalmente e che l'imposizione tributaria non incide automaticamente sulla configurabilità del profitto ai fini della confisca; l'imposta può rilevare solo ex post e per eventuali rimborsi successivi

  • Giurisprudenza: Sez. U. n.31617/2015 (Lucci)

    Definizione di "profitto" come vantaggio economico derivante in via diretta ed immediata dall'illecito

  • Giurisprudenza: Sez. 6 n.1754/2017 (Bentini)

    Chiarimenti sul concetto di mutamento patrimoniale rilevante ai fini della confisca

  • Giurisprudenza: Sez. U. n.26654/2008 (Fisia Italimpianti)

    Principio di distinzione tra reati "contratto" e reati "in contratto", rilevante per considerare se debba tenersi conto dell'adempimento e dei costi vivi

  • Giurisprudenza: Sez. 6 n.9988/2015 (Moioli)

    Ammette, nei reati in contratto, la deduzione dei costi vivi comprovati come utilitas concretamente arrecata

  • Giurisprudenza: Sez. 6 n.28412/2022 (Ragno)

    Richiamata con riguardo al tema della rilevanza delle imposte versate in relazione ai profitti illeciti

  • Giurisprudenza: Sez. 6 n.13936/2022 (Sunsky s.r.l.)

    Rilevanza temporale dell'imposizione fiscale rispetto all'evento confiscatorio; utile per valutare eventuali effetti tributari sulle somme sequestrate

  • Giurisprudenza civile: Sez. 5 n.28375/2019 e n.28519/2013

    Richiamate circa gli effetti tributari e la possibilità di rimborso delle imposte in caso di successiva ablazione

Massime di principio

  • Il "profitto" confiscabile è il vantaggio economico diretto e attuale derivante dall'illecito; va distinto dalle somme riconducibili a rimborsi di spese vive o anticipazioni comprovate, che non costituiscono arricchimento se adeguatamente documentate.
  • Chi invoca la deduzione di spese vive o rimborsi deve fornire elementi specifici e probatori: deduzioni generiche non sono sufficienti per escludere la somma dal computo del profitto.
  • Se un incarico è stato formalmente conferito da un altro soggetto e solo successivamente liquidato dall'eventuale corruttore, occorrono elementi chiari che dimostrino l'indebito conferimento o l'eccedenza della liquidazione per includere tale somma nel profitto confiscabile.
  • La distinzione tra reato "contratto" e reato "in contratto" è rilevante: nel primo caso l'intero corrispettivo può essere illecito, mentre nel secondo è possibile riconoscere l'utilitas concretamente prestata nei limiti dei costi vivi comprovati.
  • Le imposte versate sui compensi non riducono automaticamente il profitto ai fini della confisca; l'effetto tributario rileva in seguito e può determinare, se del caso, un rimborso fiscale dopo l'azione ablativa.
  • In presenza di dubbi o di valutazioni incomplete sul carattere indebito di singole poste, è corretta la rimessione al giudice di merito per un nuovo esame motivato e documentale.

Testo integrale

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