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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1733/2022 del 17/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Procuratore generale ha impugnato l'assoluzione pronunciata dalla Corte d'appello di Catanzaro (in riforma della sentenza del Tribunale) per il reato di estorsione aggravata. Il ricorso contestava la ritenuta insussistenza degli elementi strutturali dell'estorsione: il PG sosteneva che l'assoluzione di un coimputato (CORAPI Francesco) non escludeva la responsabilità del VARANO, poiché l'imputazione comprendeva anche soggetti ignoti; inoltre richiamava elementi indiziari quali l'assunzione "ingiustificata", il collegamento con precedenti furti e la mancata conferma del rapporto di lavoro dopo la morte del padre dell'imputato, come indici del carattere coatto della condotta. La difesa ha invece evidenziato la mancanza di elementi strutturali e la ricostruzione delle testimonianze, chiedendo l'inammissibilità del ricorso del PM.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Procuratore generale ritenendolo infondato. Ha ritenuto che il ricorso non contestasse specifici passaggi della motivazione impugnata ma si limitasse a una diversa valutazione degli elementi istruttori; ha valutato la motivazione della Corte d'appello come logica, lineare, congrua e coerente con il fascicolo processuale e quindi non sindacabile in sede di legittimità. Di conseguenza è stata confermata l'assoluzione di VARANO Danilo perché il fatto non sussiste.

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non riesamina i fatti né svolge una nuova valutazione delle prove: il ricorso per cassazione deve evidenziare errori di diritto o vizi di motivazione specifici, non proporre una valutazione alternativa degli elementi istruttori.
  • In reati come l'estorsione, l'accertamento della 'pressione' o della 'costrizione' richiede dichiarazioni o prove che attestino l'effettiva richiesta o minaccia; l'assenza di deposizioni delle persone offese riferite a pressioni può giustificare l'assoluzione per 'fatto non sussiste'.
  • L'assoluzione di un coimputato non determina automaticamente l'irrilevanza della posizione di altri imputati: tuttavia il pubblico ministero deve dimostrare in modo puntuale il ruolo dell'imputato, specialmente se l'imputazione include anche soggetti ignoti.
  • Perché un ricorso per cassazione abbia successo è necessario che il ricorrente si confronti espressamente con i singoli passaggi motivazionali impugnati; l'assenza di un confronto puntuale rende il ricorso vulnerabile e spesso inammissibile o infondato.
  • La motivazione del giudice di merito giudicata logica, congrua e coerente con gli atti è difficilmente censurabile in sede di legittimità: vanno dimostrati vizi di fatto rilevanti o profili di diritto mal applicati.

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