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Sentenza

Sentenza n. 979/2026 - Bari, Sezione 2

Giustizia amministrativa202500591

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Bari, Sez. IISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: inerzia dell’amministrazione sull’istanza di autorizzazione unica per la costruzione e l’esercizio di un impianto di accumulo elettrochimico stand alone da 130 MW e delle opere connesse

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (operatore energetico)

Prevale il privato

La controversia

La società ricorrente ha presentato il 23 dicembre 2024 un’istanza per il rilascio dell’autorizzazione unica relativa alla realizzazione e all’esercizio dell’impianto di accumulo elettrochimico denominato “Andria BESS”, nonché delle opere connesse e delle infrastrutture indispensabili. Dopo la conferma della procedibilità dell’istanza, ha sollecitato l’amministrazione il 18 febbraio e il 20 marzo 2025, senza ottenere riscontro. Ha quindi dedotto la violazione e falsa applicazione dell’art. 12 d.lgs. n. 387/2003 e dell’art. 1, comma 2-quater, lett. b), d.l. n. 7/2002, degli artt. 1, 2 e 6 l. n. 241/1990, degli artt. 3 e 97 Cost., dei principi di buon andamento, imparzialità, massima diffusione delle fonti rinnovabili e giusto procedimento, nonché degli obiettivi del PNIEC. In particolare, ha lamentato la mancata convocazione della conferenza di servizi entro il termine previsto e la mancata conclusione del procedimento autorizzativo entro il termine massimo di legge, evidenziando che l’impianto non richiedeva una valutazione di impatto ambientale.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo sussistenti tutti i presupposti del silenzio-inadempimento: l’inutile decorso dei termini legali, l’obbligo dell’amministrazione di provvedere e l’interesse concreto della società alla conclusione del procedimento. Il giudice ha rilevato che l’art. 12, comma 3, d.lgs. n. 387/2003 impone la convocazione della conferenza di servizi entro trenta giorni dal ricevimento della domanda, mentre il comma 4 stabilisce il termine massimo per la conclusione del procedimento unico. Tali termini sono stati qualificati come perentori. Poiché l’amministrazione non aveva convocato la conferenza di servizi né concluso il procedimento, il TAR ha accertato l’illegittimità dell’inerzia e ha ordinato al Ministero e alla Direzione competente di concludere il procedimento entro novanta giorni dalla notificazione o comunicazione della sentenza. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese processuali, liquidate in euro 1.500, oltre rimborso del contributo unificato e accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 12 d.lgs. n. 387/2003

    La costruzione e l’esercizio degli impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili [...] sono soggetti ad una autorizzazione unica [...] A tal fine la Conferenza dei servizi è convocata [...] entro trenta giorni dal ricevimento della domanda di autorizzazione.

    La disposizione disciplina un procedimento autorizzativo unico, caratterizzato dalla concentrazione e dalla certezza dei tempi, imponendo la convocazione della conferenza di servizi entro trenta giorni.

  • art. 12, comma 4, d.lgs. n. 387/2003

    Il termine massimo per la conclusione del procedimento unico è pari a [...] sessanta giorni, al netto dei tempi previsti per le procedure di valutazione ambientale [...] se occorrenti.

    Il termine massimo di conclusione del procedimento autorizzativo è perentorio, salva la detrazione dei tempi eventualmente necessari per le valutazioni ambientali.

  • art. 1, comma 2-quater, lett. b), d.l. n. 7/2002

    È richiamato quale base normativa dell’istanza autorizzativa, senza ulteriore specificazione interpretativa nel testo della sentenza.

  • art. 2 l. n. 241/1990

    Fondamento dell’obbligo dell’amministrazione di concludere il procedimento mediante un provvedimento espresso entro il termine previsto.

  • artt. 1 e 6 l. n. 241/1990

    Richiamati dalla ricorrente in relazione ai principi generali dell’azione amministrativa e ai doveri dell’amministrazione procedente, senza autonoma analisi nella motivazione.

  • art. 3 Cost.

    Richiamato dalla ricorrente quale parametro costituzionale asseritamente violato.

  • art. 97 Cost.

    Richiamato in relazione ai principi di buon andamento e imparzialità dell’amministrazione.

Massime di principio

  • Nel procedimento di autorizzazione unica per impianti energetici disciplinato dall’art. 12 d.lgs. n. 387/2003, l’amministrazione competente deve convocare la conferenza di servizi entro trenta giorni dal ricevimento della domanda.
  • I termini stabiliti dall’art. 12 d.lgs. n. 387/2003 per la convocazione della conferenza di servizi e per la conclusione del procedimento autorizzativo unico sono perentori; il loro inutile decorso può integrare silenzio-inadempimento.
  • Sussiste silenzio-inadempimento quando, a fronte di un’istanza procedibile, l’amministrazione ometta di convocare la conferenza di servizi e di concludere il procedimento autorizzativo entro i termini di legge, permanendo l’interesse del richiedente alla realizzazione dell’intervento.
  • L’accertamento giudiziale dell’illegittimità dell’inerzia comporta l’ordine all’amministrazione di concludere il procedimento entro il termine assegnato dal giudice, senza anticipare il contenuto della decisione amministrativa finale.

Come è indicizzato

MaterieImpianti da fonti rinnovabiliTermini del procedimento e silenzio
RamiEnergia, infrastrutture e comunicazioniProcedimento amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneTermini del procedimentoEffetto conformativo e riedizione del potere

Testo integrale

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