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Sentenza

Sentenza n. 1352/2026 - Palermo, Sezione 5

Giustizia amministrativa202401149

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. VSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ingiunzione di demolizione di opere edilizie realizzate in assenza di permesso di costruire

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l’ingiunzione di demolizione, deducendo difetto di motivazione e di istruttoria, carenza dei presupposti di fatto e di diritto e violazione dell’art. 36 del d.P.R. n. 380/2001, dell’art. 37 delle N.T.A. del PRG e dell’art. 2 della l. n. 19/2020. In particolare, ha lamentato che tra la comunicazione di avvio del procedimento e l’ingiunzione fossero trascorsi soltanto dieci giorni, insufficienti per un’adeguata istruttoria; che il Comune non avesse considerato le osservazioni presentate e la relazione tecnica allegata alla domanda di sanatoria; e che le opere fossero suscettibili di accertamento di conformità per sussistenza della doppia conformità. Dopo la presentazione, il 26 luglio 2024, dell’istanza di permesso di costruire in sanatoria ex art. 36 del d.P.R. n. 380/2001, il Comune aveva riferito che il procedimento era ancora pendente e che i termini dell’ingiunzione risultavano temporaneamente sospesi. Il TAR ha rilevato d’ufficio la possibile improcedibilità per mancata impugnazione del provvedimento tacito di rigetto dell’istanza di sanatoria.

La decisione

Il ricorso è stato respinto. Il TAR ha ritenuto dirimente l’art. 36 del d.P.R. n. 380/2001, secondo cui l’accertamento di conformità richiede la doppia conformità dell’opera e sulla domanda l’amministrazione deve pronunciarsi entro sessanta giorni, decorsi i quali si forma un silenzio-rigetto avente valore legale di diniego. Poiché l’istanza era stata presentata il 26 luglio 2024 e non era intervenuto un provvedimento espresso, il diniego tacito si è formato il 24 settembre 2024. La diversa rappresentazione del Comune, che considerava il procedimento ancora pendente, è stata ritenuta irrilevante, trattandosi di un effetto legale automatico e indisponibile per l’amministrazione. Non essendo stato impugnato tempestivamente il diniego tacito, il rigetto della sanatoria si è consolidato e l’immobile è rimasto abusivo; è quindi venuta meno anche la sospensione degli effetti dell’ordine di demolizione conseguente alla presentazione dell’istanza di accertamento di conformità. Le censure relative alla doppia conformità non sono state esaminate perché precluse. Sono state inoltre respinte le doglianze procedimentali e motivazionali contro l’ingiunzione: l’ordine di demolizione, in presenza di opere realizzate senza titolo, è un atto vincolato e obbligatorio, sicché il ridotto intervallo temporale, il difetto di istruttoria e il difetto di motivazione non incidono sulla legittimità sostanziale e sono comunque irrilevanti ai sensi dell’art. 21-octies, comma 2, della l. n. 241/1990. Nulla è stato disposto sulle spese per la mancata costituzione del Comune.

Norme richiamate

  • art. 36 d.P.R. 380/2001

    il rilascio del permesso in sanatoria è subordinato al pagamento, a titolo di oblazione, di una somma pari al doppio dell’aumento del valore venale dell’immobile […] sulla richiesta di permesso in sanatoria il dirigente o il responsabile del competente ufficio comunale si pronuncia con adeguata motivazione entro sessanta giorni, decorsi i quali la richiesta si intende rifiutata

    La domanda di accertamento di conformità è soggetta al requisito della doppia conformità; il decorso di sessanta giorni senza provvedimento espresso determina automaticamente un silenzio-rigetto avente valore legale di diniego.

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    In presenza di opere realizzate senza titolo abilitativo o in totale difformità, l’amministrazione ha l’obbligo, e non la facoltà, di adottare l’ordine di demolizione.

  • art. 21-octies, comma 2, l. 241/1990

    I vizi procedimentali e motivazionali non determinano l’annullamento di un provvedimento vincolato quando sia evidente che il suo contenuto non avrebbe potuto essere diverso.

  • artt. 3, 24, 97 e 113 Cost.

    La disciplina del silenzio-rigetto prevista dall’art. 36 del d.P.R. 380/2001 è compatibile con i principi costituzionali di uguaglianza, tutela giurisdizionale, buon andamento e tutela contro gli atti della pubblica amministrazione, poiché assicura certezza e celerità e consente l’immediata tutela giurisdizionale.

Massime di principio

  • Sulla domanda di accertamento di conformità ex art. 36 del d.P.R. 380/2001 l’amministrazione deve pronunciarsi entro sessanta giorni; decorso inutilmente tale termine si forma automaticamente un silenzio-rigetto avente valore legale di diniego, non un mero silenzio-inadempimento.
  • Il silenzio-rigetto formatosi sulla domanda di accertamento di conformità è un effetto legale tipico e indisponibile per l’amministrazione; una diversa qualificazione del procedimento come ancora pendente non impedisce la formazione né gli effetti del diniego tacito.
  • La mancata tempestiva impugnazione del silenzio-rigetto sulla domanda di sanatoria ne determina il consolidamento e preclude, nel giudizio contro l’ordine di demolizione, l’esame delle censure dirette a dimostrare la sussistenza della doppia conformità.
  • La presentazione di un’istanza di accertamento di conformità sospende ex lege gli effetti dell’ordine di demolizione; una volta consolidato il rigetto della sanatoria, viene meno tale sospensione e l’ordine di demolizione può produrre nuovamente i propri effetti.
  • L’ordine di demolizione adottato per opere edilizie realizzate senza titolo è un provvedimento vincolato e obbligatorio; pertanto, una volta accertata l’abusività dell’opera, il ridotto intervallo tra comunicazione di avvio e provvedimento finale, nonché le carenze di istruttoria o motivazione, non comportano l’annullamento quando il contenuto dell’atto non avrebbe potuto essere diverso ai sensi dell’art. 21-octies, comma 2, della l. 241/1990.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria e condono edilizioPartecipazione al procedimentoInvalidità del provvedimento
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneVizi formali non invalidantiDifetto di motivazioneDifetto di istruttoria

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