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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33534/2023 del 01/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore generale ha impugnato la sentenza della Corte d'appello dell'Aquila che aveva assolto l'imputato Alessandro Tavoletta per il reato di truffa ritenendolo non punibile ai sensi dell'art. 131-bis c.p. (esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto). Il ricorso deduceva che la Corte territoriale aveva errato nell'applicare l'istituto perché Tavoletta risultava affetto da comportamento abituale, come emergeva dal certificato del casellario giudiziale che riportava numerose condanne irrevocabili (nove sentenze per delitti contro il patrimonio e cinque condanne per traffico illecito di sostanze stupefacenti), superando la soglia prevista dalla giurisprudenza di legittimità per considerare la condotta come abituale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, rilevando che la corte di appello aveva erroneamente dichiarato l'incensuratezza del Tavoletta nonostante il casellario giudiziale dimostrasse precedenti numerosi. La Cassazione ha richiamato il principio delle Sezioni Unite (Sez. U, n. 13681/2016, Tushaj) secondo cui il comportamento è abituale ai fini dell'ostatività dell'art. 131-bis quando l'autore ha commesso, anche successivamente al reato in esame, almeno due illeciti oltre a quello considerato. Perciò la sentenza impugnata è stata annullata con rinvio per nuovo giudizio alla Corte di Appello di Perugia. Sentenza a motivazione semplificata (decisa il 17/05/2023).

Norme richiamate

  • Codice penale, art. 131-bis

    La norma stabilisce l'esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto; la sua applicazione è preclusa se il comportamento dell'autore è abituale. Nel caso in esame la Corte di Cassazione ha ritenuto che la presenza di numerose condanne precedenti esclude l'applicabilità della causa di non punibilità.

  • Decreto-legge n. 137/2020, art. 23, comma 8 (conv. L. n. 176/2020)

    art. 23, comma 8, d.l. n. 137 del 2020 conv. in L. n. 176 del 2020

    Richiamato per la procedura; indica la forma semplificata di giudizio/ motivazione nella trattazione del ricorso (procedimento in forma semplificata).

  • Giurisprudenza delle Sezioni Unite (principio)

    Sez. U, n. 13681 del 25/02/2016, Tushaj, Rv. 266591-01

    Secondo il principio enucleato dalle Sezioni Unite, ai fini dell'ostatività dell'art. 131-bis il comportamento è da considerarsi abituale quando l'autore ha commesso, anche posteriormente al fatto per cui è giudicato, almeno due illeciti oltre a quello oggetto del processo; tali precedenti ostano all'applicazione della non punibilità per particolare tenuità.

Massime di principio

  • L'esclusione della punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis c.p.) non può essere applicata se il soggetto ha un comportamento abituale: la verifica deve basarsi sul casellario giudiziale e su ogni elemento probatorio che dimostri pluralità di illeciti.
  • La condotta è considerata abituale anche se i reati che dimostrano l'abitualità sono stati commessi successivamente al reato oggetto del giudizio; è sufficiente che vi siano almeno due illeciti oltre a quello in esame, secondo la giurisprudenza di legittimità.
  • Il giudice di merito deve accertare e motivare concretamente l'assenza o la presenza di abitualità: dichiarare l'incensuratezza senza considerare il casellario integra vizio di diritto suscettibile di annullamento.
  • In presenza di numerose condanne definitive per reati della stessa indole (es. reati contro il patrimonio, traffico di stupefacenti), l'applicazione dell'art. 131-bis è fortemente ostata e il ricorso della Procura tende ad essere accolto.
  • La documentazione ufficiale (casellario giudiziale) ha rilievo decisivo per valutare l'abitualità e deve essere considerata dal giudice anche se contiene precedenti intervenuti dopo il fatto giudicato.
  • In casi simili è prudente per la difesa produrre elementi che possano contrastare la nozione di abitualità (es. prova di riabilitazione, attenuanti personali, circostanze che contestino la rilevanza penale dei precedenti) e per l'accusa richiedere l'esatta verifica del casellario e la corretta applicazione del principio delle Sezioni Unite.

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