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Ordinanza

Ordinanza n. 67/2026 - Campobasso, Sezione 1

per l'annullamento previa adozione di idonea misura cautelare quanto al ricorso principale, dei seguenti atti: 1) la nota del Comune di Termoli – Area Tecnica, Settore III, Servizio 1 – Sportello unico per l'edilizia – prot. n. 16994/2026 del 13 marzo 2026, firmata dal Dirigente ing. Gianfranco Bove, con cui è stato comunicato che «allo stato attuale, questo ufficio tecnico non ritiene siano verificate le condizioni necessarie all'avvio di un procedimento di annullamento in autotutela del titolo edilizio in oggetto ai sensi dell'art. 21 nonies della L. 241/1990»; 2) la nota del medesimo Comune prot. n. 4456/2026 del 23 gennaio 2026, recante «Riscontro alla diffida alla revoca della SCIA prot. 19811/2024 – Richiesta parere legale», nella parte in cui non ha adottato i provvedimenti inibitori o ripristinatori richiesti, costituendo atto presupposto dell'impugnato diniego; 3) ove occorrer possa, la SCIA n. 19811/2024 (prot. 22.03.2024), presentata dal controinteressato Carozza Antonio per «Lavori di manutenzione straordinaria per diversa distribuzione degli spazi interni e modifica di prospetto dell'immobile sito in Largo Tornola n. 16»; 4) la autorizzazione paesaggistica n. 71/2024 (prot. n. 38966 dell'11.06.2024); 5) ove occorrer possa, l’autorizzazione paesaggistica n. 71 dell’11.06.2024 e relativi allegati; 4) ogni altro atto e provvedimento – anche di estremi sconosciuti – presupposto, conseguenziale e, comunque, connesso; nonché per la declaratoria di inefficacia della SCIA n. 19811/2024 e di ogni altro titolo abilitativo da essa derivante, in quanto non perfezionatosi per le dichiarazioni in essa contenute; e per l’accertamento dell’obbligo del Comune di Termoli di ordinare la riduzione in pristino delle opere abusivamente realizzate sull'immobile sito in largo Tornola n. 16; quanto al ricorso incidentale, per l’annullamento del titolo edilizio con il quale il ricorrente principale è stato autorizzato alla apertura della finestra e del vano condizionatore nel muro perimetrale, unitamente a tutti gli altri titoli eventualmente rilasciati;

Giustizia amministrativa202600106

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Molise - Campobasso, Sez. IOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: Note comunali con cui sono stati negati o non adottati provvedimenti inibitori, ripristinatori o di autotutela rispetto a una SCIA edilizia e ai lavori di modifica del prospetto; SCIA e autorizzazione paesaggistica impugnate in via subordinata

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente principale, proprietario del piano terreno di un immobile sito nel Borgo Vecchio di Termoli, ha contestato i lavori eseguiti dal proprietario del piano primo, consistenti nella riapertura o realizzazione di un'apertura sulla facciata, qualificata anche come balcone alla romana. Ha dedotto la violazione degli artt. 19 l. 241/1990 e 23 d.P.R. 380/2001, sostenendo il mancato perfezionamento della SCIA e l'irrilevanza dell'autorizzazione paesaggistica ai fini del perfezionamento del titolo edilizio; la violazione degli artt. 24 e 27 d.P.R. 380/2001 e dell'art. 24 delle N.t.a. del Piano particolareggiato di recupero del Borgo Vecchio, per il divieto di nuove aperture e l'assenza dei presupposti per la deroga relativa al ripristino di aperture originarie; la violazione dell'art. 11, comma 3, d.P.R. 380/2001 e dell'art. 1102 c.c., nonché del principio sul consenso dei proprietari delle parti comuni; il difetto di motivazione, la contraddittorietà, la perplessità e l'illogicità della nota comunale; la violazione del potere-dovere di vigilanza edilizia previsto dall'art. 27 d.P.R. 380/2001, ritenuto non soggetto ai termini dell'annullamento d'ufficio; infine, in via subordinata, l'illegittimità dell'autorizzazione paesaggistica. Il Comune ha eccepito l'inammissibilità del sesto motivo per mancata notifica al Ministero della cultura, la tardività dell'impugnazione dell'autorizzazione paesaggistica e l'infondatezza del ricorso. Il controinteressato ha proposto ricorso incidentale contro il titolo edilizio relativo all'apertura della finestra e del vano condizionatore sul muro perimetrale dell'unità del ricorrente principale, deducendo carenza di titolo idoneo, di autorizzazione paesaggistica e di autorizzazione strutturale.

La decisione

Il TAR non ha definito nel merito il ricorso né la domanda cautelare. Ha ritenuto necessario disporre una verificazione tecnica, poiché i motivi del ricorso principale e le censure incidentali non apparivano prima facie privi di fondamento e richiedevano approfondimenti istruttori. Ha precisato che, non essendo l'autorizzazione paesaggistica tra gli atti espressamente impugnati in via principale, la mancata notifica del ricorso al Ministero della cultura e l'eventuale tardività inciderebbero soltanto sul sesto motivo, proposto in via subordinata. È stata incaricata della verificazione la Presidenza dell'Ordine degli ingegneri di Campobasso, o un tecnico qualificato delegato, con il compito di accertare: la natura privata o condominiale della facciata; la preesistenza dell'apertura; la data di inizio dei lavori rispetto alla SCIA; la sanabilità dell'intervento; l'applicabilità del Piano particolareggiato e del divieto di nuove aperture; la conformità urbanistica del titolo edilizio relativo alle opere del ricorrente principale; ogni ulteriore elemento tecnico utile. È stata fissata l'udienza pubblica per il 18 novembre 2026 ai sensi dell'art. 55, comma 10, c.p.a. Le spese della fase cautelare sono state compensate tra le parti.

Norme richiamate

  • art. 55, comma 10, c.p.a.

    sollecita fissazione del merito

    Consente di fissare sollecitamente l'udienza di merito quando la causa cautelare richiede un approfondimento e di definire il calendario del giudizio senza adottare una decisione definitiva sulla domanda.

  • art. 19 l. 241/1990

    Richiamato dal ricorrente in relazione al perfezionamento e agli effetti della SCIA.

  • art. 23 d.P.R. 380/2001

    Richiamato dal ricorrente in relazione al titolo edilizio necessario per l'intervento.

  • art. 21-nonies l. 241/1990

    avvio di un procedimento di annullamento in autotutela

    È la base normativa indicata dal Comune per escludere, allo stato, l'avvio dell'annullamento d'ufficio; la qualificazione e i limiti del potere comunale costituiscono oggetto di contestazione.

  • art. 24 d.P.R. 380/2001

    Richiamato dal ricorrente insieme all'art. 27 d.P.R. 380/2001 in relazione alla conformità edilizia dell'intervento.

  • art. 27 d.P.R. 380/2001

    Richiamato quale fondamento del potere-dovere comunale di vigilanza edilizia e dei provvedimenti repressivi.

  • art. 24 N.t.a. del Piano particolareggiato di recupero del Borgo Vecchio di Termoli

    divieto di praticare nuove aperture di porte e/o finestre fatta eccezione per il ripristino di aperture originarie qualora vi siano segni evidenti della loro preesistenza nelle cortine murarie

    La verificazione deve accertare se l'apertura preesistesse e se l'immobile ricada nell'ambito del Piano, ai fini dell'applicabilità del divieto e dell'eventuale eccezione.

  • art. 11, comma 3, d.P.R. 380/2001

    Richiamato dal ricorrente in relazione ai limiti del titolo edilizio e alla posizione dei proprietari delle parti comuni.

  • art. 1102 c.c.

    Richiamato in relazione all'uso e alla modifica delle parti comuni e alla necessità dell'assenso degli altri proprietari.

  • art. 3 l. 241/1990

    Richiamato per il dedotto difetto assoluto di motivazione e la contraddittorietà della nota comunale.

  • art. 2 l. 241/1990

    Richiamato per il dedotto obbligo dell'amministrazione di concludere l'attività di vigilanza e repressione edilizia.

  • d.P.R. n. 31/2017

    Richiamato per la contestata legittimità dell'autorizzazione paesaggistica.

  • d.lgs. n. 42/2004

    Richiamato per i profili di tutela paesaggistica e per la contestata autorizzazione paesaggistica.

  • art. 146 d.lgs. n. 42/2004

    Richiamato dal ricorrente incidentale in relazione alla necessità dell'autorizzazione paesaggistica.

  • art. 11, comma 1, d.P.R. 380/2001

    Richiamato dal ricorrente incidentale per la dedotta carenza di un titolo edilizio idoneo.

  • art. 94-bis d.P.R. 380/2001

    Richiamato dal ricorrente incidentale per la dedotta carenza di autorizzazione strutturale.

  • legge n. 64/1974

    Richiamata dal ricorrente incidentale in materia di autorizzazione strutturale.

  • artt. 6 e seguenti legge regionale n. 9/2025

    Richiamati dal ricorrente incidentale quali disposizioni integrative e confermative della disciplina sull'autorizzazione strutturale.

Massime di principio

  • Quando la legittimità di un intervento edilizio dipende da accertamenti tecnici sulla natura condominiale o privata della facciata, sulla preesistenza dell'apertura, sulla data di inizio dei lavori e sulla conformità urbanistica, il giudice amministrativo può disporre una verificazione prima di decidere la domanda cautelare e il merito.
  • Se un'autorizzazione paesaggistica è impugnata soltanto in via subordinata e non costituisce oggetto dell'impugnazione principale, l'eventuale mancata notifica del ricorso al Ministero della cultura e la tardività dell'impugnazione incidono, in via immediata, sul solo motivo subordinato relativo a tale autorizzazione.
  • La verifica dell'applicabilità di una disciplina urbanistica speciale che vieta nuove aperture richiede l'accertamento tecnico della preesistenza dell'apertura e dei segni evidenti della sua originaria presenza, quando la disciplina ammette il ripristino delle aperture originarie.
  • Nel giudizio cautelare, la rilevazione che le censure non sono prima facie infondate, unita alla necessità di approfondimenti istruttori, può condurre alla fissazione sollecita dell'udienza di merito e alla disposizione di verificazione, senza anticipare la decisione sulla fondatezza delle domande.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziAbusi edilizi e sanzioniPiani attuativi e lottizzazioniTutela cautelare
RamiEdiliziaUrbanistica e governo del territorioProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiAutotutela decisoriaDifetto di istruttoriaDifetto di motivazioneTutela cautelare

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