Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 04341/2026 del 03/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Bari (18/04/2024) nella parte relativa al capo C) di peculato. Il ricorrente deduce inosservanza e erronea applicazione degli artt. 192 e 350, comma 7, cod. proc. pen., nonché mancanza, contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione. Contestazioni principali: il quadro probatorio sarebbe basato solo sull'arresto in flagranza e su una confessione limitata a poche occasioni; gli altri elementi sarebbero presunzioni su presunzioni; discrepanze tra gli ammanchi denunciati da Autostrade e gli importi contestati a Carra; videoriprese ritenute non decisorie per alcune giornate; incompatibilità tra il taglio delle banconote sequestrate e gli incassi autostradali; esistenza di ipotesi alternative (es. collega Sebastiano Noia) non adeguatamente considerate; utilizzo di dichiarazioni spontanee non verbalizzate e valorizzazione ingiustificata della disponibilità di denaro sequestrato e dell'assenza di spiegazioni ritenute plausibili.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso infondato e ha quindi respinto il gravame. Ha confermato la qualificazione di Carra quale incaricato di pubblico servizio (ai sensi dell'art. 138 R.D. 18/06/1931, n. 773) e la correttezza della decisione di merito in relazione al peculato contestato. La Corte ha richiamato il principio della "doppia conforme" (valutazioni di fatto coerenti in primo e secondo grado) e ha ricordato i limiti della sindacabilità in sede di legittimità: non è consentito a questa Corte riformare il giudizio di merito ove non emergano vizi tali da disarticolare l'intero ragionamento probatorio. I giudici di merito hanno valutato come convergenti e significativamente indizianti: la corrispondenza tra le giornate di ammanchi e la presenza in servizio del ricorrente; il comportamento documentato con videoriprese e l'arresto in flagranza; il rinvenimento di oltre 95.000 euro in contanti presso il domicilio del ricorrente; le spiegazioni difensive ritenute non credibili e incompatibili con le capacità reddituali del nucleo familiare. La Corte ha inoltre esaminato e respinto le ipotesi alternative proposte (es. responsabilità di altro collega) ritenendole meno plausibili o non provate e ha osservato che, anche nel caso di inutilizzabilità marginale di dichiarazioni spontanee non verbalizzate, l'eventuale esclusione non sarebbe idonea a rimettere in discussione la struttura complessiva della motivazione.

Norme richiamate

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Richiamato dal ricorrente per contestare l'uso di prove indiziarie; la Corte ha ritenuto che, in realtà, il quadro indiziario fosse 'grave, preciso e concordante' e quindi idoneo a fondare la responsabilità, respingendo la censura.

  • art. 350, comma 7, cod. proc. pen.

    Invocato in relazione al vizio di motivazione; la Corte ha applicato i limiti del sindacato di legittimità (in particolare rispetto al cosiddetto 'doppio conforme') ritenendo la motivazione di merito congrua e non manifestamente illogica.

  • art. 138, R.D. 18 giugno 1931, n. 773

    salvo quanto diversamente previsto, le guardie particolari giurate nell'esercizio delle funzioni di custodia e vigilanza dei beni mobili ed immobili cui sono destinate rivestono la qualità di incaricati di un pubblico servizio

    Usato per qualificare correttamente le guardie particolari giurate (come Carra) quali incaricati di pubblico servizio, idoneo a fondare la qualificazione giuridica del reato come peculato.

Massime di principio

  • La condanna per peculato può fondarsi su prova indiziaria purché gli indizi siano gravi, precisi e concordanti; la loro valutazione è rimessa al giudice di merito e sindacabile in Cassazione solo se la motivazione è illogica o contraddittoria in modo tale da disarticolare l'intero ragionamento probatorio.
  • Il principio della "doppia conforme" rende difficile la riforma in Cassazione quando primo e secondo grado abbiano formulato valutazioni conformi e coerenti: il ricorrente deve dimostrare un travisamento della prova decisivo per l'esito del giudizio.
  • Per ottenere l'esclusione di un elemento probatorio in Cassazione occorre dimostrarne la decisività (cd. "prova di resistenza"); la semplice asserzione di inutilizzabilità, senza mostrare che la sua esclusione avrebbe cambiato l'esito, è inammissibile per aspecificità.
  • Dichiarazioni spontanee non verbalizzate possono essere inutilizzabili, ma se sono marginali rispetto al complesso probatorio la loro esclusione non determina automaticamente l'annullamento della condanna.
  • La presenza ripetuta in servizio nelle occasioni in cui si verificano ammanchi, la documentazione video di un'azione appropriativa, l'arresto in flagranza e la disponibilità di ingenti somme inspiegate costituiscono elementi altamente indizianti quando valutati congiuntamente.
  • Discrepanze formali (diversi tagli di banconote, piccole differenze numeriche) non sono necessariamente decisive: la loro valutazione richiede verifica concreta in sede di merito e non basta la mera possibilità alternativa per scalfire un quadro indiziario coerente.
  • Per invocare responsabilità alternativa di terzi occorre produrre elementi che colleghino temporalmente e materialmente quei terzi agli ammanchi; la semplice scoperta posteriore di disponibilità di denaro in capo a un altro operatore non prova automaticamente il loro coinvolgimento nelle specifiche sottrazioni contestate.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.