Ordinanza n. 316/2026 - Roma, Sezione 1B
l'accertamento del diritto della ricorrente ad ottenere la conversione del rapporto di lavoro da tempo determinato a in-determinato e il reintegro presso l'ufficio di ultima assegnazione nel medesimo ruolo dell'incarico ovvero in subordine al risarcimento del danno di cui all'artico-lo 32, comma 5, L. nr. 183/2010, ovvero, sempre in subordine, per sentir di-chiarare il diritto della ricorrente ad essere inserita ai sensi dell'art. 13 della legge di bilancio 2023 nelle 200 unità previste per l'arruolamento degli ufficiali di complemento della cd. Riserva selezionata.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
La controversia
La ricorrente ha chiesto l'accertamento del diritto alla conversione del rapporto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato, al reintegro presso l'ufficio di ultima assegnazione nel medesimo ruolo dell'incarico e, in subordine, al risarcimento del danno ai sensi dell'art. 32, comma 5, della legge n. 183/2010. In ulteriore subordine, ha chiesto l'accertamento del diritto a essere inserita, ai sensi dell'art. 13 della legge di bilancio 2023, nelle 200 unità previste per l'arruolamento degli ufficiali di complemento della cosiddetta Riserva selezionata. Dal testo dell'ordinanza non risultano ulteriori motivi di ricorso né è individuato uno specifico provvedimento impugnato.
La decisione
Il TAR, senza definire la domanda principale, ha disposto incombenti istruttori per esigenze di celerità, effettività e concentrazione del giudizio. Ai sensi degli artt. 46, comma 2, e 65, comma 3, c.p.a., nonché dell'art. 2, comma 2, c.p.a., ha ordinato al Ministero della Difesa e al Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri di depositare il provvedimento impugnato, gli atti del procedimento e ogni altro chiarimento o documento utile ai fini della decisione, entro 30 giorni dalla comunicazione dell'ordinanza. Ha inoltre disposto la comunicazione del provvedimento alla parte e l'oscuramento delle generalità per esigenze di tutela dei diritti o della dignità della persona interessata.
Norme richiamate
art. 46, comma 2, c.p.a.
Richiamato quale base per gli incombenti istruttori e per l'acquisizione degli atti necessari alla decisione.
art. 65, comma 3, c.p.a.
Richiamato quale fondamento dei poteri istruttori del giudice amministrativo.
art. 2, comma 2, c.p.a.
Richiamato per ordinare all'amministrazione il deposito del provvedimento impugnato, degli atti del procedimento e degli ulteriori chiarimenti o documenti utili.
art. 1 c.p.a.
Richiamato in relazione alle esigenze di celerità, effettività e concentrazione del giudizio.
art. 32, comma 5, l. 183/2010
Indicato dalla ricorrente quale base della domanda subordinata di risarcimento del danno derivante dal rapporto di lavoro a tempo determinato.
art. 13 della legge di bilancio 2023
Indicato dalla ricorrente quale base della domanda subordinata di inserimento nelle 200 unità previste per l'arruolamento degli ufficiali di complemento della Riserva selezionata.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato per disporre l'oscuramento delle generalità della parte interessata.
artt. 5 e 6 del Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati, insieme alla disciplina nazionale sulla protezione dei dati personali, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata.
Massime di principio
- Quando gli atti disponibili non consentono di decidere la controversia, il giudice amministrativo può ordinare all'amministrazione il deposito del provvedimento impugnato, degli atti del procedimento e di ogni ulteriore chiarimento o documento utile ai fini della decisione.
- Gli incombenti istruttori possono essere disposti anche per esigenze di celerità, effettività e concentrazione del giudizio, in funzione della corretta definizione della controversia e senza anticiparne l'esito.
- L'ordinanza istruttoria deve individuare un termine per l'adempimento amministrativo, decorrente dalla comunicazione del provvedimento, quando il giudice ordina il deposito della documentazione necessaria.
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