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Sentenza

Sentenza n. 5178/2026 - Napoli, Sezione 8

Per l’accertamento della illegittimità del silenzio serbato dal Comune intimato sulla diffida alla adozione di un provvedimento di acquisizione ex art 42 bis Testo Unico Espropriazioni.

Giustizia amministrativa202505143

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIIISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: Silenzio serbato dal Comune sulla diffida a definire l’occupazione sine titulo mediante restituzione del terreno oppure adozione di un provvedimento di acquisizione ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietari)

Prevale il privato

La controversia

I ricorrenti hanno dedotto che il Comune occupa sine titulo, sin dal 1980, una porzione di terreno di loro comproprietà, originariamente estesa per circa 3.243 mq, destinandola a impianto sportivo. Una parte del fondo, di circa 711 mq, era stata oggetto di occupazione temporanea d’urgenza per la realizzazione di campi da tennis ed era stata successivamente regolarizzata dalla Provincia mediante acquisizione e frazionamento. Per la restante superficie di circa 2.532 mq, invece, il procedimento espropriativo non era mai stato concluso, non era stata corrisposta alcuna indennità e l’occupazione era proseguita oltre il termine di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità. Con diffida trasmessa via PEC il 23 luglio 2025, i proprietari hanno chiesto al Comune di adottare un provvedimento espresso per legittimare l’occupazione o restituire il bene, eventualmente previa riduzione in pristino, ovvero adottare un provvedimento di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001. A fronte del silenzio dell’Ente, hanno proposto ricorso avverso il silenzio, chiedendo anche la nomina di un commissario ad acta. Il Comune non si è costituito.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso. Ha ritenuto illecita la protrazione dell’occupazione del terreno dopo la mancata conclusione del procedimento espropriativo entro il termine di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità. In applicazione dell’art. 42-bis d.P.R. 327/2001 e dei principi affermati dall’Adunanza plenaria, ha escluso che il giudice possa sostituirsi all’Amministrazione nella scelta tra acquisizione del bene e restituzione, trattandosi di valutazione riservata all’autorità amministrativa. Ha quindi ordinato al Comune di fornire, entro 90 giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza, un riscontro espresso e motivato alla diffida, adottando il provvedimento di acquisizione ex art. 42-bis oppure procedendo alla restituzione dei suoli, previa riduzione in pristino, salva l’adozione degli ulteriori provvedimenti previsti dalla stessa disposizione. Ha nominato sin d’ora il Prefetto di Napoli quale commissario ad acta, con potere di provvedere nei successivi 90 giorni su istanza di parte in caso di persistente inerzia comunale. Il TAR ha precisato che le pretese indennitarie e risarcitorie per l’occupazione senza titolo restano impregiudicate e potranno essere esaminate dopo la definizione del regime proprietario e del titolo dell’occupazione. Il Comune è stato condannato alle spese di lite, liquidate in euro 3.000, oltre accessori, nonché al rimborso del contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 42-bis d.P.R. 327/2001

    La scelta di acquisire un bene occupato ed utilizzato sine titulo o restituirlo va effettuata esclusivamente dall'Autorità.

    La disposizione attribuisce all’Amministrazione, e non al giudice o al proprietario, la scelta tra acquisizione del bene e restituzione. In caso di inerzia, il giudice può ordinare all’Amministrazione di provvedere e nominare un commissario ad acta, senza predeterminare il contenuto della scelta amministrativa.

  • art. 34 c.p.a.

    È richiamato quale base per la possibilità di nominare un commissario ad acta all’esito del giudizio di cognizione, affinché eserciti i poteri amministrativi spettanti in materia di acquisizione o restituzione.

  • art. 114 c.p.a.

    È richiamato, unitamente all’art. 34 c.p.a., quale possibile base per la nomina del commissario ad acta nel giudizio di ottemperanza.

  • art. 117 c.p.a.

    Il ricorso avverso il silenzio consente al giudice, in caso di inerzia dell’Amministrazione, di ordinare l’adozione di un provvedimento espresso e di nominare già in sede di cognizione un commissario ad acta.

  • art. 134 c.p.a.

    La tassatività ed eccezionalità della giurisdizione di merito impediscono al giudice, fuori dai casi previsti, di sostituire le proprie valutazioni a quelle dell’Amministrazione e di imporre direttamente l’adozione dell’acquisizione ex art. 42-bis.

Massime di principio

  • In caso di occupazione illegittima di un bene privato protrattasi dopo la scadenza del termine di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità e senza tempestiva adozione del decreto di esproprio, l’Amministrazione deve porre fine all’illecito scegliendo tra la restituzione del bene, previa riduzione in pristino e fatti salvi i danni da occupazione, e l’adozione di un provvedimento di acquisizione ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001, con gli effetti e le spettanze previste dalla legge.
  • La scelta tra acquisizione ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001 e restituzione del bene appartiene esclusivamente all’autorità amministrativa competente; il giudice amministrativo non può imporre direttamente l’adozione dell’uno o dell’altro provvedimento né sostituire la propria valutazione a quella dell’Amministrazione.
  • Nel giudizio avverso il silenzio dell’Amministrazione sulla diffida del proprietario, il giudice può ordinare l’adozione di un provvedimento espresso e motivato entro un termine determinato e può nominare già in sede di cognizione un commissario ad acta, incaricato di esercitare i poteri amministrativi spettanti in materia di acquisizione o restituzione.
  • Quando il proprietario chiede tutela a fronte di un’occupazione sine titulo e richiama i rimedi dell’art. 42-bis d.P.R. 327/2001, le pretese indennitarie o risarcitorie non devono essere necessariamente decise nel giudizio sul silenzio: possono essere esaminate dopo che sia stato chiarito il regime proprietario del bene e il titolo giuridico dell’occupazione.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione illegittima e acquisizione sananteTermini e notificazione del ricorsoGiurisdizione e riparto
RamiEspropriazione per pubblica utilitàProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneEffetto conformativo e riedizione del potereOttemperanza e commissario ad actaRiparto di giurisdizione

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