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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15655/2024 del 16/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Maioli è stato accusato di sottrazione di beni pignorati (art. 388 cod. pen.) per essersi appropriato, mentre ancora in possesso materiale dell'immobile pignorato, di pertinenze quali la caldaia, tubazioni e placche dei punti luce. L'imputazione originaria era furto aggravato dalla violenza sulle cose, poi derubricata in sottrazione di beni pignorati dal Tribunale di Rimini. Il ricorrente ha censurato la legittimazione a querela dell'aggiudicataria (Manuela Ceredi), sostenendo che solo il creditore pignorante sarebbe persona offesa e che la querela sarebbe tardiva rispetto al termine di tre mesi dalla consumazione del reato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondato il profilo relativo alla legittimazione: l'aggiudicatario dell'immobile pignorato è persona offesa e legittimato a sporgere querela poiché la norma tutela l'integrità della procedura esecutiva e degli interessi di tutti i soggetti partecipanti, compreso l'aggiudicatario che subisce la sottrazione delle pertinenze dell'immobile. Ha inoltre dichiarato inammissibile per manifesta infondatezza il rilievo sulla tardività della querela: il termine decorre dal momento in cui il querelante ha avuto effettiva notizia del reato (art. 124 cod. pen.). Conseguentemente il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato alle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 388 cod. pen.

    La sottrazione di beni pignorati commessa dal proprietario-custode integra reato volto a tutelare lo svolgimento della procedura esecutiva; la persona offesa include anche l'aggiudicatario dell'immobile pignorato.

  • art. 124 cod. pen.

    Il termine per proporre querela decorre dal momento in cui il querelante ha avuto effettiva notizia del reato, non dalla consumazione materiale.

  • art. 586 cod. proc. civ.

    L'aggiudicazione non cancella automaticamente il pignoramento: solo con il decreto che trasferisce la proprietà si ordina la cancellazione della trascrizione; fino ad allora permangono gli effetti del pignoramento.

  • art. 559 cod. proc. civ.

    Con il pignoramento il debitore è costituito custode dei beni pignorati, compresi accessori e pertinenze; gli obblighi di custodia permangono fintantoché il bene è in possesso materiale del debitore.

  • d.lgs. n.21/2018 e d.lgs. n.63/2018 (riferimento alle modifiche dell'art. 388)

    Riorganizzazione dei commi dell'art. 388: la fattispecie di sottrazione di beni pignorati è stata ricollocata nei nuovi commi, senza alterare il principio della tutela della procedura esecutiva e della legittimazione a querela di soggetti diversi dal solo creditore pignorante.

Massime di principio

  • L'aggiudicatario di un bene pignorato può essere considerato "persona offesa" e quindi legittimato a sporgere querela quando il proprietario-custode sottrae pertinenze o accessori dell'immobile prima della consegna effettiva.
  • La decorrenza del termine per la querela segue l'art. 124 cod. pen.: conta il momento in cui il querelante ha avuto effettiva conoscenza del reato, non la data della consumazione materiale.
  • L'aggiudicazione non elimina gli effetti del pignoramento fino al decreto di trasferimento e alla consegna materiale: il debitore rimane custode e i suoi obblighi di custodia persistono.
  • La sottrazione di beni pignorati commessa dal proprietario-custode è volta a tutelare l'integrità della procedura esecutiva e gli interessi di tutti i partecipanti (creditori, ammessi alla distribuzione e aggiudicatario), perciò la protezione penale si estende a più soggetti.
  • In situazioni simili, oltre alla querela penale, l'aggiudicatario ha mezzi civili (es. impugnazione dell'aggiudicazione per inadempimento del custode, richiesta di risarcimento danni) che possono essere esperiti contestualmente.

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