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Sentenza

Sentenza n. 275/2026 - Salerno, Sezione 1

per l'annullamento 1) del provvedimento del Responsabile S.U.A.P. del Comune di Palomonte del 29.12.2025 di diniego definitivo della domanda per la realizzazione di un impianto fotovoltaico - PAS Pratica prot. rep. Prov. Sa/Sa-Supro 133900 del 25.11.2025; 2) della comunicazione di preavviso di diniego prot. REP_PROV_SA/SA-SUPRO 0141816 del 24.12.2025; 3) di ogni atto e/o provvedimento, quantunque sconosciuto al ricorrente, afferente la pratica edilizia in oggetto, se ed in quanto lesivo ed in particolare: a) della delibera di Consiglio Comunale del Comune di Palomonte n. 13 del 30.09.2025 citata nel preavviso di diniego;

Giustizia amministrativa202600107

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego definitivo della domanda per la realizzazione di un impianto fotovoltaico mediante PAS, con relativo preavviso di diniego e atti presupposti

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L’impresa ricorrente ha impugnato il diniego definitivo adottato dal Responsabile SUAP del Comune di Palomonte in relazione alla domanda per la realizzazione di un impianto fotovoltaico mediante procedura abilitativa semplificata, nonché il precedente preavviso di diniego e gli ulteriori atti presupposti, tra cui una deliberazione del Consiglio comunale. Dal testo non risultano specificamente riportati i motivi di illegittimità dedotti nel ricorso. Nel corso del giudizio, il Comune ha adottato un provvedimento di annullamento d’ufficio del diniego impugnato.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, rilevando che l’annullamento d’ufficio del provvedimento impugnato, adottato dal Comune il 4 febbraio 2026, aveva interamente soddisfatto la pretesa dedotta in giudizio. La ricorrente aveva riconosciuto tale sopravvenienza, insistendo tuttavia per la condanna alle spese secondo il criterio della soccombenza virtuale. Il Collegio ha definito il giudizio con sentenza in forma semplificata, ai sensi dell’art. 60 c.p.a., ma ha compensato integralmente le spese, valorizzando la condotta collaborativa del Comune e il fatto che l’annullamento in autotutela fosse intervenuto dopo la trasmissione, da parte della ricorrente, della documentazione integrativa che aveva consentito di risolvere la controversia.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    ex art. 60 cod. proc. amm.

    Consente la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata nella camera di consiglio fissata per la decisione cautelare, previo rituale avviso alle parti.

  • art. 21-nonies l. 241/1990

    Il Comune ha esercitato il potere di annullamento d’ufficio del provvedimento impugnato; il testo non espone ulteriori profili sui presupposti sostanziali dell’autotutela.

Massime di principio

  • La sopravvenuta eliminazione in autotutela dell’atto impugnato determina la cessazione della materia del contendere quando l’annullamento soddisfa integralmente la pretesa sostanziale azionata dal ricorrente.
  • La cessazione della materia del contendere può essere dichiarata con sentenza in forma semplificata nella camera di consiglio fissata per la decisione cautelare, se alle parti è stato dato rituale avviso della possibile definizione immediata.
  • Ai fini della regolazione delle spese, la condotta collaborativa dell’amministrazione e il concorso del ricorrente nella definizione della controversia, mediante produzione di documentazione integrativa determinante, possono giustificare la compensazione delle spese anche quando l’atto impugnato sia stato annullato in autotutela.

Come è indicizzato

MaterieImpianti da fonti rinnovabiliAutotutelaDecisione e riti specialiSpese di lite
RamiEnergia, infrastrutture e comunicazioniProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiAutotutela decisoriaSopravvenuta carenza di interessePonderazione degli interessi e interesse pubblico

Testo integrale

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