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Sentenza

Sentenza del 17/02/2020 n. 430 - Comm. Trib. Reg. Emilia Romagna

Impresa commerciale - implementazione di servizio di smaltimento di rifiuti in house - debenza TARI - non consegue.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

L'impresa contestava l'ingiunzione di pagamento della TARI avanzata dal concessionario per i rifiuti prodotti da una parte della propria attività produttiva, sostenendo di provvedere autonomamente allo smaltimento di tali rifiuti e quindi di non dover essere assoggettata alla tassa per quella quota di rifiuti

La decisione

Il giudice ha accolto il ricorso: è stato ritenuto che il concessionario non può pretendere il pagamento della TARI per la parte di rifiuti che l'operatore economico gestisce e smaltisce in proprio. In sostanza, ove il produttore dimostri che una parte della produzione di rifiuti è stata effettivamente gestita fuori dal circuito del servizio pubblico (con modalità conformi alle norme ambientali e comprovate documentalmente), quella quota non può essere tassata dalla TARI dal concessionario/Ente pubblico

Norme richiamate

  • Regolamento comunale TARI

    Il regolamento comunale disciplina la soggettività e l'ambito di applicazione della tassa sui rifiuti; la sentenza interpreta che il regolamento non può estendere la TARI a rifiuti che non rientrano nel servizio pubblico perché gestiti autonomamente dal produttore

  • Normativa nazionale sulla tassa sui rifiuti (TARI) e principi generali in materia di gestione rifiuti

    La Corte (o il giudice di merito) ha applicato il principio secondo cui la TARI è dovuta in relazione al servizio pubblico di gestione dei rifiuti; se la produzione di rifiuti non è conferita al servizio pubblico perché gestita autonomamente dall'operatore, manca il presupposto impositivo per quella quota

Massime di principio

  • La TARI è dovuta in relazione ai rifiuti conferiti/gestiti dal servizio pubblico: se il titolare di attività dimostra che una parte dei rifiuti è stata effettivamente e documentatamente smaltita in proprio, quella parte non può essere assoggettata alla tassa
  • È fondamentale fornire prova documentale e oggettiva della gestione autonoma: registri di avvio a smaltimento, contratti con impianti autorizzati, registri di carico/scarico, fatture o formulari di identificazione rifiuti (ove previsti) che attestino la mancata immissione nel servizio pubblico
  • La possibilità di autotutela non è automatica: lo smaltimento in-house deve essere conforme alla normativa ambientale e alle autorizzazioni richieste; in mancanza di regolarità autorizzativa la deduzione dalla TARI può essere negata
  • La contestazione può riguardare solo la quota di rifiuti effettivamente gestita autonomamente: per il resto dell'attività che utilizza il servizio pubblico la TARI resta dovuta
  • Occorre verificare il regolamento comunale e le delibere tariffarie locali: possono prevedere criteri di determinazione della base imponibile e obblighi di dichiarazione/contestualizzazione che il contribuente deve rispettare per ottenere l'esenzione o la riduzione
  • In situazioni analoghe, prima di autotassarsi o interrompere il conferimento al servizio pubblico è consigliabile acquisire documentazione e, se necessario, comunicare/avvisare l'ente locale per evitare contestazioni e dimostrare la corretta separazione della gestione rifiuti

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