Sentenza n. 12034/2026 - Roma, Sezione 5B
per l'annullamento DM RIGETTO ISTANZA DI CONCESSIONE DELLA CITTADINANZA ITALIANA (-OMISSIS-)/
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego ministeriale della concessione della cittadinanza italiana per addebiti a carico del marito della richiedente
Esito
Favorevole al ricorrente (cittadina straniera)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha impugnato il decreto ministeriale del 28 luglio 2022 con cui il Ministero dell'Interno aveva respinto la sua istanza di concessione della cittadinanza italiana, motivando il diniego sulla base di addebiti riferiti al marito. Nel corso del giudizio è emerso che al marito era stata conferita la cittadinanza italiana con decreto del Presidente della Repubblica del 14 luglio 2022, nonostante i medesimi addebiti, e che alla ricorrente era stata successivamente concessa la cittadinanza italiana con decreto del Presidente della Repubblica del 23 dicembre 2025, emanato il 27 gennaio 2026.
La decisione
Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, rilevando che l'emanazione del provvedimento richiesto, ossia la concessione della cittadinanza italiana alla ricorrente, aveva integralmente soddisfatto l'interesse azionato. Il Collegio ha posto le spese di lite a carico del Ministero dell'Interno, liquidandole in euro 1.000,00, in ragione della contraddittorietà dell'operato amministrativo: il diniego era stato fondato sugli addebiti a carico del marito, al quale la cittadinanza era stata concessa poche settimane prima nonostante gli stessi addebiti.
Norme richiamate
artt. 72-bis e 74 c.p.a.
Le disposizioni sono richiamate quale base per la definizione della controversia con sentenza in forma semplificata, ma il testo non specifica ulteriormente la loro applicazione.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196
Richiamato quale presupposto per l'oscuramento delle generalità della parte interessata.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati, insieme all'art. 52 del d.lgs. n. 196/2003, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- La sopravvenuta emanazione del provvedimento richiesto dal ricorrente, quando soddisfa integralmente l'interesse sostanziale dedotto in giudizio, determina la cessazione della materia del contendere.
- La contraddittorietà dell'operato amministrativo, consistente nel negare la cittadinanza a un richiedente per addebiti riferiti al coniuge dopo avere concesso la cittadinanza al coniuge stesso nonostante i medesimi addebiti, giustifica la condanna dell'amministrazione alle spese di lite anche quando la controversia si definisce per cessazione della materia del contendere.
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