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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 6152/2023 del 14/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'Appello di Milano che lo aveva condannato per omicidio e lesioni stradali (art. 589-bis e 589-ter c.p.), lamentando in un unico motivo: 1) il mancato riconoscimento dell'attenuante di cui al comma 7 dell'art. 589-bis (concorso della persona offesa nella causazione dell'evento, per presunta violazione da parte del conducente del motociclo dell'art. 176 co. 5 cod. strada relativo alla fermata sulla banchina); 2) la erronea qualificazione della condotta con riferimento all'art. 141 cod. strada (velocità non adeguata). Il ricorrente sosteneva che il motociclo fosse fermo o procedesse lentamente sulla banchina e che non vi fosse eccesso di velocità (94 km/h con limite 110), sicché la responsabilità causale sarebbe da condividere con la vittima e avrebbe riflessi sulla misura della pena.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto le doglianze manifestamente infondate perché miravano a una rivalutazione del fatto (dinamica e causalità) non consentita in sede di legittimità; la ricostruzione dei giudici di merito è stata considerata dotata di motivazione logica, coerente e non contraddittoria. In particolare la Corte ha confermato che: l'aberrante comportamento dell'imputato (stato di ebbrezza e sotto stupefacenti, zig-zag, perdita di controllo, fuga) era causa efficace dell'investimento e rendeva inidoneo il rilievo attribuito alla presunta stasi del motociclo; e l'art. 141 cod. strada impone di adeguare la velocità alle condizioni operative indipendentemente dal rispetto formale dei limiti numerici, per poter arrestare il mezzo entro il campo di visibilità. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente condannato al pagamento delle spese e della sanzione pecuniaria prevista.

Norme richiamate

  • art. 589-bis cod. pen. (omicidio stradale)

    Norma applicata per l'imputazione principale; il comma 7 (attenuante per concorso della persona offesa) è stato ritenuto non applicabile perché la condotta della persona offesa non è stata dimostrata come concausa efficiente dell'evento.

  • art. 589-ter cod. pen. (lesioni personali stradali)

    Norma richiamata per le lesioni subite dalla vittima superstite; integrata nella valutazione complessiva delle condotte.

  • art. 141 Codice della Strada (D.L.vo 285/92)

    Imposto l'obbligo di adeguare la velocità alle caratteristiche del veicolo, della strada e delle condizioni ambientali; la Corte ha confermato che il rispetto del limite numerico non esclude responsabilità ove la velocità sia comunque non adeguata e renda impossibile il controllo del mezzo e l'arresto entro il campo di visibilità.

  • art. 176 co. 5 Codice della Strada

    Riferimento alla proibizione di fermarsi sulla banchina; la presunta violazione da parte del conducente del motociclo è stata considerata non provata come concausa efficiente dell'evento.

  • art. 186 co. 2 lett. b) Codice della Strada (guida in stato di ebbrezza)

    Richiamata per descrivere lo stato dell'imputato (ebbrezza) che ha inciso negativamente sul controllo del veicolo e sulla causalità dell'evento.

  • art. 187 Codice della Strada (guida sotto l'influsso di stupefacenti)

    Richiamata insieme all'art. 186 per dimostrare l'alterazione psicofisica dell'imputato e giustificare la valutazione di responsabilità.

  • art. 69 c.p.

    Norma sulla determinazione della pena; la Corte di merito ha considerato aumento per la concomitante assunzione di alcool e stupefacenti nella determinazione della pena base.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamata nel procedimento per i limiti alle modalità di deduzione dei motivi di ricorso (brevi osservazioni nei limiti dell'art. 173).

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Previsione applicata per l'addebito delle spese processuali e della sanzione pecuniaria in caso di ricorso dichiarato inammissibile.

Massime di principio

  • La Cassazione non è sede per la rivalutazione di fatti e prove: i giudizi di fatto dei giudici di merito sono insindacabili se dotati di adeguata motivazione, coerenza e assenza di manifesta illogicità.
  • Per ottenere il riconoscimento dell'attenuante del concorso della persona offesa (art. 589-bis, comma 7) è necessario dimostrare la concreta incidenza causale della condotta della vittima sull'evento; meri elementi indiziari o ipotesi alternative non sono sufficienti.
  • L'obbligo di adeguare la velocità (art. 141 cod. strada) va valutato in relazione alle condizioni del momento: il rispetto del limite numerico non esclude responsabilità se la velocità non è adeguata alle circostanze e impedisce il controllo del veicolo.
  • La presenza di ubriachezza e uso di stupefacenti e comportamenti di guida pericolosi (zig-zag, perdita di controllo, fuga) pesano fortemente sulla valutazione della causalità e sull'esclusione di attenuanti.
  • In Cassazione il ricorrente deve confrontarsi criticamente e specificamente con la ratio decidendi dei giudici di merito, indicando errori di diritto o di motivazione manifesti; altrimenti il ricorso è inammissibile.
  • Ricorsi manifestamente infondati possono comportare la condanna alle spese e l'applicazione della sanzione pecuniaria prevista dall'ordinamento processuale.

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