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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19532/2022 del 18/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnano il decreto della Corte d'appello di Potenza che aveva rigettato il loro appello avverso il provvedimento del Tribunale di Potenza del 18/06/2019, che aveva applicato ad Emilio Gerardo Caprarella la sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per 4 anni e ad Antonio Caprarella per 3 anni, con imposizione di cauzione. Emilio era ritenuto pericoloso ai sensi dell'art. 1, lett. b) d.lgs. 159/2011; Antonio ai sensi dell'art. 4, lett. a) d.lgs. 159/2011. I ricorrenti contestano che la Corte territoriale non abbia fornito motivazione effettiva e nuova rispetto al provvedimento annullato dalla Corte di cassazione: gli elementi richiamati (sentenza di condanna n. 1/2020, decreti di rinvio a giudizio, informazioni della squadra mobile, intercettazioni) sarebbero datati o privi di specificazione temporale e fattuale, non idonei a dimostrare la sussistenza e soprattutto l'attualità della pericolosità sociale; si contesta inoltre la mancata motivazione sulla cauzione e la travisamento/omessa valutazione di prove economiche (posizione patrimoniale, società "Gospa", etc.).

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto i ricorsi, ritenendoli fondati, e ha annullato il decreto impugnato con rinvio alla Corte d'appello di Potenza per un nuovo esame. La Cassazione ha rilevato che la Corte territoriale non ha rispettato il vincolo di rinvio imposto dalla pronunzia rescindente e ha fornito una motivazione solo apparente: mancavano specificazioni sui fatti e sulle date necessarie a valutare sia l'esistenza sia l'attualità della pericolosità sociale dei proposti. In particolare, la Suprema Corte ha precisato che riferimenti generici a sentenze o a procedimenti non sono sufficienti senza indicazione dei tempi e del contenuto concreto; ha richiamato la giurisprudenza secondo cui il reato di trasferimento fraudolento di valori (oggi art. 512-bis c.p.) è in linea di principio istantaneo ed occorre dimostrare pluralità di atti o continuità per estenderne la rilevanza nel tempo; ha inoltre indicato che l'esistenza in vita di una società non di per sé prova la perdurante operatività illecita o il ruolo effettivo del proposto. Conseguenza: annullamento e rinvio per nuovo giudizio con ordine di motivare specificamente gli elementi che si ritengono indicativi di pericolosità sociale attuale.

Norme richiamate

  • d.lgs. 159/2011 (art. 1, lett. b))

    Usata come parametro per la qualificazione della pericolosità sociale di Emilio: la Corte richiama che per applicare misure di prevenzione occorre dimostrare in modo specifico sia l'esistenza sia l'attualità della pericolosità; riferimenti generici alla norma senza dettaglio temporale e fattuale non sono sufficienti.

  • d.lgs. 159/2011 (art. 4, lett. a))

    Riferita alla posizione di Antonio: la Corte ha sottolineato che l'accertamento dell'attualità della pericolosità sociale richiede indicazione delle date e delle modalità dei fatti richiamati, non un mero elenco di carichi pendenti.

  • art. 512-bis cod. pen. (ex art. 12-quinquies L. 7 agosto 1992, n. 356)

    La Corte richiama la giurisprudenza che considera il reato di trasferimento fraudolento di valori come fattispecie istantanea ad effetti permanenti: la consumazione avviene nel momento dell'operazione fraudolenta; per attribuire rilevanza temporale protratta occorre dimostrare pluralità di intestazioni fittizie o nuove società fittizie e non la sola persistenza della società nel tempo.

  • art. 416-bis cod. pen.

    Richiamato come reato contestato in uno dei procedimenti che la Corte d'appello ha evocato; la Cassazione ha evidenziato l'insufficiente specificazione temporale del fatto, il che ne riduce la capacità probatoria circa l'attualità della pericolosità.

  • artt. 353-bis e 479 cod. pen.

    Richiamati tra i reati per i quali vi erano procedimenti; la Corte osserva che se manca l'aggravante mafiosa o la specificazione delle date, tali provvedimenti non dimostrano di per sé l'attualità della pericolosità sociale.

Massime di principio

  • Per l'applicazione di misure di prevenzione personali è necessario motivare in modo specifico e contestuale sia l'esistenza che l'attualità della pericolosità sociale: non bastano elenchi di provvedimenti o riferimenti generici a precedenti giudiziari.
  • Quando si utilizzano elementi provenienti da procedimenti penali non definitivi, il giudice della prevenzione deve procedere ad una autonoma e specifica valutazione degli elementi probatori, spiegando perché tali elementi sono indicativi della pericolosità attuale.
  • Il richiamo a reati 'istantanei' (es. trasferimento fraudolento di valori) richiede, per estendere la loro rilevanza nel tempo, la dimostrazione di pluralità di atti, nuove intestazioni fittizie o continuità di condotte fraudolente; la mera presenza della società nel tempo non prova il perdurare del controllo illecito.
  • La motivazione sulla misura cautelare accessoria (es. cauzione) deve essere adeguatamente esplicitata: statuizioni non motivate sono censurabili in sede di impugnazione.
  • In situazioni analoghe il giudice deve indicare precisamente le date, le modalità e i collegamenti causali fra condotte contestate e la attuale pericolosità, per evitare che il provvedimento appaia basato su mere asserzioni o su fatti risalenti privi di rilevanza temporale.

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