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Sentenza

Sentenza n. 715/2026 - Napoli, Sezione 2

per l'annullamento A) della nota prot. n. 11272 del 03.09.2025 del Dirigente Scolastico dell’Istituto Istruzione Superiore “Leonardo da Vinci” di Aversa (Ce) con la quale si attesta che, per l’anno scolastico 2025/2026, sono state assegnate n. 18 ore di sostegno alla minore -OMISSIS- su 35 ore di frequenza settimanali; B) una agli atti preordinati, connessi e consequenziali ove autonomamente lesivi e relazionati all’assegnazione dei docenti di sostegno; C) per l’accertamento del diritto dellaminore, quale soggetto affetto da handicap in condizione di estrema gravità, all’insegnante di sostegno per l’intero orario di frequenza, per l’anno scolastico 2025/2026, e la conseguente condanna dell’Amministrazione ad assegnare alla minore l’insegnante specializzato di sostegno per n. 35 ore settimanali in quanto unica misura adeguata alla sua patologia;

Giustizia amministrativa202504435

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: assegnazione di 18 ore settimanali di sostegno, su 35 ore di frequenza, per l'anno scolastico 2025/2026

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

Il genitore della minore, riconosciuta in condizione di handicap ai sensi dell'art. 3, comma 3, della l. 104/1992, ha impugnato la nota del dirigente scolastico con cui erano state assegnate 18 ore settimanali di sostegno, chiedendo l'annullamento dell'atto, l'accertamento del diritto della minore a beneficiare dell'insegnante di sostegno per l'intero orario scolastico di 35 ore settimanali e la condanna dell'amministrazione alla relativa assegnazione. Nel corso del giudizio il ricorrente ha dichiarato di avere ottenuto la piena soddisfazione dell'interesse sostanziale fatto valere. Il testo non espone ulteriori specifici motivi di illegittimità dell'atto.

La decisione

Il TAR, decidendo con sentenza in forma semplificata ai sensi dell'art. 60 c.p.a., ha dichiarato cessata la materia del contendere perché, nelle more del giudizio, il ricorrente ha ottenuto la piena soddisfazione dell'interesse sostanziale azionato. Le spese di lite sono state compensate tra le parti, considerata anche l'introduzione di un altro giudizio relativo alla medesima vicenda, conclusosi favorevolmente per il ricorrente con vittoria delle spese.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    Consente la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata, previo avviso alle parti; il TAR lo ha applicato nel definire la controversia in camera di consiglio.

  • art. 3, comma 3, l. 104/1992

    È richiamato quale fondamento della condizione di handicap grave della minore.

  • art. 52, commi 1, 2 e 5, d.lgs. 196/2003

    È richiamato per disporre l'oscuramento dei dati identificativi della minore, dei genitori o tutori e degli altri soggetti interessati.

  • art. 6, paragrafo 1, lettera f), regolamento (UE) 2016/679

    È richiamato, unitamente alla disciplina nazionale sulla privacy, quale presupposto per l'oscuramento dei dati personali nella riproduzione e diffusione della sentenza.

Massime di principio

  • La materia del contendere cessa quando, nel corso del giudizio, il ricorrente dimostra di avere conseguito integralmente il bene della vita perseguito, con conseguente venir meno dell'interesse attuale alla decisione di merito.
  • La cessazione della materia del contendere può essere dichiarata con sentenza in forma semplificata ai sensi dell'art. 60 c.p.a., quando la definizione della controversia risulta manifesta e le parti siano state previamente avvisate.

Come è indicizzato

MaterieScuolaEstinzione, perenzione e improcedibilitàDecisione e riti speciali
RamiIstruzione e universitàProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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