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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20117/2024 del 21/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Trieste del 15/06/2023 che confermava la condanna per bancarotta fraudolenta patrimoniale (condotte indicate nei punti 2), 4), 5), 8), 9) e 10) dell'imputazione) commessa quale amministratore della Tabor Srl, dichiarata fallita. Il ricorrente ha proposto tre motivi: 1) violazione di legge e vizio di motivazione per omessa riassunzione dell'istruttoria mediante audizione del teste Gagliardi; 2) vizio di qualificazione giuridica del fatto, sostenendo che le condotte dovevano essere qualificate come bancarotta semplice (colpa) e non fraudolenta (dolo), per la carente tenuta delle scritture contabili; 3) violazione dell'art. 20-bis cod. pen. e vizio di motivazione per il diniego delle pene sostitutive, delle quali il ricorrente riteneva di essere meritevole.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sulla questione 1) ha ritenuto manifestamente infondato il motivo: la Corte territoriale aveva adeguatamente motivato l'inutilità della rinnovazione istruttoria perché le dichiarazioni del teste Gagliardi non erano smentite ma anzi corroborate da altri elementi, e la prova dedotta non era carattere decisivo di fatto certo meritevole di riassunzione ex art. 606, co.1, lett. d) c.p.p.; inoltre l'integrazione probatoria in appello è eccezionale e soggetta a discrezionalità. Sulla questione 2) la Corte ha ritenuto il motivo generico e infondato: i fatti contestati erano di bancarotta fraudolenta patrimoniale per distrazione/dissipazione, non riconducibili alla fattispecie di bancarotta semplice; il giudice ha correttamente valutato che l'amministratore non ha dimostrato la destinazione dei beni sottratti né fornito le informazioni specifiche richieste alla curatela. Sulla questione 3) il motivo è stato ritenuto generico e infondato: la Corte territoriale ha correttamente negato le pene sostitutive in considerazione della gravità delle condotte, dell'intensità del dolo e dei precedenti penali; in tali ipotesi il giudice non è tenuto ad ulteriori accertamenti ai sensi dell'art. 545-bis c.p.p. La Corte ha inoltre condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di Euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 1, lett. d) codice di procedura penale

    art. 606, comma 1, lett. d)

    La mancata assunzione di una prova decisiva può essere dedotta in cassazione solo se riguarda un fatto certo nel suo accadimento; non si estende a mezzi dichiarativi il cui risultato debba essere confrontato con altri elementi probatori

  • art. 217 e art. 224 Legge Fallimentare

    art. 217, comma 1; art. 224 L.F.

    Distinzione tra bancarotta fraudolenta patrimoniale (distrazione/dissipazione di beni) e fattispecie di bancarotta semplice; le ipotesi tipiche di bancarotta semplice non si applicavano alle condotte contestate

  • art. 20-bis codice penale

    Riferito dal ricorrente in merito alle pene sostitutive; la Corte ha valutato che non sussistevano i presupposti per l'applicazione delle pene sostitutive data la gravità del dolo e i precedenti

  • art. 58 legge 24 novembre 1981, n. 689 e d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150

    art. 58 legge n. 689/1981; d.lgs. n. 150/2022

    In tema di sostituzione delle pene detentive brevi, il giudice può escludere la pena sostitutiva per inattitudine alla rieducazione sulla base dei precedenti penali senza dover compiere ulteriori accertamenti ex art. 545-bis c.p.p.

  • art. 545-bis codice di procedura penale

    Norma che prevede accertamenti per l'applicazione di pene sostitutive; tuttavia la Corte ha richiamato che, quando il giudice ritiene la pena sostitutiva non idonea per i precedenti, non è obbligato a compiere ulteriori accertamenti

Massime di principio

  • La richiesta di rinnovazione dell'istruttoria in appello è eccezionale: il giudice d'appello ha discrezionalità e può rifiutare la riassunzione se gli elementi già acquisiti sono ritenuti adeguati e l'ulteriore prova non appare decisiva.
  • In materia di bancarotta, la qualificazione tra fraudolenta e semplice dipende dall'elemento psicologico e dalle modalità: la mera carenza o disordine nella tenuta delle scritture contabili non trasforma automaticamente una distrazione/dissipazione di beni in un fatto riconducibile alla semplice colpa.
  • L'amministratore che contesta addebiti di distrazione ha l'onere informativo di fornire indicazioni precise e documentate sulla destinazione dei beni o sul loro recupero; la mancata prova della destinazione può fondare la responsabilità per bancarotta fraudolenta patrimoniale.
  • La negazione delle pene sostitutive può essere motivata dalla gravità del fatto, dall'intensità del dolo e da precedenti penali: in tali ipotesi il giudice non è obbligato a nuovi accertamenti formali prima di escludere la sostituzione.
  • Per un ricorso in cassazione efficace occorre motivi specifici e ben contestualizzati giuridicamente: censure generiche o basate su mera riconsiderazione probatoria sono spesso inammissibili o dichiarate infondate.

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