Cassazione Penale, Sentenza n. 6883/2024 del 15/02/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza con cui il Tribunale aveva dichiarato nullo il decreto di citazione diretta a giudizio per ZIZZI ANGELO (reati ex artt. 474 e 648 c.p.) per omessa indicazione delle persone offese (pp.oo.), denunciandone l'abnormità per aver restituito gli atti al P.M. invece di provvedere direttamente alla citazione o indicare le persone offese eventualmente già identificate.
La decisione
La Corte ha accolto il ricorso ritenendolo fondato: ha cassato l'ordinanza come atto abnorme, statuendo che l'omessa indicazione delle persone offese nel decreto di citazione diretta non determina nullità (art. 552, comma 2 c.p.p.) e che, in ogni caso, il giudice del dibattimento deve curare direttamente la rituale citazione della persona offesa (art. 143 disp. att. c.p.p.). Inoltre la Corte ha rilevato che il Tribunale avrebbe dovuto specificare eventuali ulteriori persone offese già identificate; la mancata adozione di tali accorgimenti ha determinato una indebita regressione/stasi del procedimento. Pertanto l'ordinanza è annullata senza rinvio e gli atti sono trasmessi al Tribunale di Macerata per il prosieguo.
Norme richiamate
art. 552 cod. proc. pen.
l'indicazione della persona offesa, qualora risulti identificata
Il comma 2 dell'art. 552 non pone l'omessa indicazione della persona offesa tra le cause di nullità del decreto di citazione diretta; quindi l'assenza del nominativo non determina automaticamente nullità dell'atto
art. 143 disp. att. cod. proc. pen.
Spetta al giudice del dibattimento curare la rituale citazione della persona offesa; non è corretto restituire gli atti al P.M. quando il giudice può procedere per evitare regressione del processo
Giurisprudenza della Cassazione (es. Sez. U, n. 28807/2002; Sez. 2, n. 34571/2009; Sez. 3, n. 28779/2018; Sez. U n. 26/1999)
"È abnorme, perché determina un'indebita regressione del procedimento, il provvedimento..."
È consolidato l'orientamento secondo cui è abnorme il provvedimento che determina indebita regressione o stasi del procedimento; il giudice deve evitare di rimandare al P.M. atti che possono essere rettificati o eseguiti dal giudice stesso
Massime di principio
- L'omessa indicazione del nominativo della persona offesa nel decreto di citazione diretta non costituisce automaticamente causa di nullità: la norma processuale non la prevede come vizio insanabile
- Se la persona offesa non è stata ritualmen te citata, il giudice del dibattimento deve provvedere direttamente alla sua citazione o adottare misure per consentire il prosieguo del processo; restituire gli atti al P.M. per il rinnovo della citazione può configurare atto abnorme
- Quando il P.M. ha individuato solo alcune persone offese, il giudice deve indicare chiaramente eventuali ulteriori persone offese identificate o adottare immediate misure per evitare stasi o regressione del procedimento
- L'abnormità di un atto processuale si manifesta non solo quando è estraneo al sistema normativo, ma anche quando, pur disciplinato, produce effetti di stasi o regressione tali da impedire il regolare svolgimento del processo
- In situazioni analoghe la parte che ritenga illegittima la restituzione degli atti al P.M. può impugnare il provvedimento per eccesso di potere/abnormità; la Cassazione può annullare senza rinvio e rinviare gli atti al giudice di merito per il prosecuzione corretta
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