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Cassazione Penale, Ordinanza n. 10162/2026 del 17/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte di appello che, pur rideterminando il trattamento sanzionatorio, aveva confermato la condanna per il reato di falsità in identità personale ex art. 494 c.p. Il ricorso era affidato a un unico motivo, con cui si denunciavano vizio di motivazione e violazione di legge in relazione al rigetto della richiesta di applicazione delle sanzioni sostitutive della pena detentiva breve. La ricorrente sosteneva, in sostanza, che il diniego del beneficio fosse non corretto; la Corte ha ritenuto il motivo manifestamente infondato perché la decisione impugnata aveva motivato il rigetto richiamando la previa commissione di fatti illeciti e la dimestichezza delinquenziale desunta dai precedenti, formulando una prognosi sfavorevole sulla futura non reiterazione dei reati.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che la sentenza impugnata avesse fornito una motivazione logica e non illogica sul diniego delle sanzioni sostitutive, valorizzando elementi soggettivi negativi della personalità dell'imputato e il giudizio prognostico sfavorevole circa la finalità rieducativa del beneficio e il rischio di recidiva. Conseguentemente, ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 494 c.p.

    Norma incriminatrice del reato per cui la condanna di merito è stata confermata nel resto; la pronuncia di legittimità non entra nel merito dell'an debeatur, ma si limita al trattamento sanzionatorio.

  • pene sostitutive di pene detentive brevi

    Il giudice può rigettare la richiesta di applicazione anche sulla base dei precedenti penali, purché dalla loro valutazione emergano elementi negativi concreti e specificamente motivati sulla prognosi di rieducazione, contenimento del rischio di recidiva e adempimento delle prescrizioni.

  • art. 24093 del 13/05/2025, Gambina, Rv. 288210

    Sez. 5, n. 24093 del 13/05/2025, Gambina, Rv. 288210

    Precedente richiamato a sostegno del principio secondo cui, in tema di pene sostitutive, è legittimo il diniego fondato sui precedenti penali dell'imputato se adeguatamente motivato in termini di prognosi sfavorevole.

Massime di principio

  • In tema di pene sostitutive delle pene detentive brevi, il giudice di merito può negare il beneficio quando la valutazione complessiva della personalità dell'imputato e dei suoi precedenti consenta di formulare una prognosi sfavorevole sulla finalità rieducativa della sanzione sostitutiva.
  • Il diniego delle sanzioni sostitutive è legittimo se la motivazione non si limita alla astratta gravità del reato, ma considera in modo concreto l'incidenza dell'illecito sulla capacità a delinquere e sul rischio di recidiva.
  • La valutazione sui presupposti per le pene sostitutive è espressione di giudizio di merito e, in sede di legittimità, non può essere censurata se sorretta da motivazione logica, specifica e non manifestamente illogica.
  • I precedenti penali possono essere valorizzati come indice negativo, purché dalla loro lettura emergano elementi concreti e indiscutibilmente sfavorevoli rispetto alla rieducazione, al contenimento della recidiva e all'osservanza delle prescrizioni imposte.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniPena e commisurazione
RamiProcesso penaleParte generale
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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