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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2489/2022 del 21/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della condanna per il reato di truffa aggravata in concorso a danno di Gloria Rosboch: la ricorrente era stata ritenuta aver "preparato il terreno" facendo credere alla vittima che il figlio Gabriele Defilippi fosse un promotore finanziario, agevolando così la sottrazione di 187.000 euro. Il ricorso censura il travisamento della prova (eccessiva fiducia nella querela della vittima, mancanza di riscontri esterni, testi favorevoli alla difesa, assenza di prova della condivisione dei proventi) e il bilanciamento delle circostanze ai fini della pena e della sospensione condizionale subordinata alla restituzione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha confermato che la condanna nei due gradi di merito è "doppia conforme" e che non sussistono macroscopici travisamenti delle prove. La Corte ha ritenuto adeguatamente corroborata la versione della vittima da elementi estrinseci (identiche false informazioni fornite anche ad altri, ritrovamento di curricula del figlio nella disponibilità della madre), dai contatti telefonici tra madre e figlio il giorno della consegna del denaro, dalle movimentazioni economiche e dai comportamenti post-reato (tenterie di copertura e versioni mendaci al convivente). Ha inoltre ritenuto corretta la valutazione del giudice di merito sul bilanciamento aggravanti/attenuanti e la subordinazione della sospensione condizionale alla restituzione. Ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa della parte civile.

Norme richiamate

  • art. 512 cod. proc. pen.

    La querela/acquisizione della dichiarazione della persona offesa è stata considerata elemento probatorio che, sebbene da sola non sufficiente, è stata ritenuta credibile e corroborata da ulteriori elementi esterni

  • art. 133 cod. pen.

    La Corte ha applicato i criteri di valutazione e comparazione delle circostanze aggravanti e attenuanti, ritenendo regolare il bilanciamento operato dal giudice di merito

  • art. 132 cod. pen.

    Riferito ai principi per la determinazione della pena: la Corte ha affermato la discrezionalità del giudice di merito nel fissare la pena nei limiti motivazionali stabiliti dalla norma

Massime di principio

  • La condanna per concorso in truffa può fondarsi sia su dichiarazioni della vittima sia su elementi di riscontro esterni (coerenza delle informazioni fornite a più persone, documenti trovati in disponibilità dell'imputato, contatti telefonici e movimenti finanziari).
  • La 'doppia conformità' di sentenze di primo grado e appello rende più difficile ottenere l'annullamento in Cassazione: il ricorso per cassazione non può riformare la valutazione di merito a meno che non emerga un macroscopico travisamento delle prove.
  • I comportamenti successivi al fatto (coperture, versioni mendaci, tentativi di occultare la responsabilità) possono essere valorizzati come indizi della consapevolezza e partecipazione al reato.
  • I documenti trovati in possesso dell'imputato o di terzi (es. curricula, proposte di investimento) sono elementi significativi se coerenti con la ricostruzione della vittima e contribuiscono a corroborare la sua credibilità.
  • La mera presenza di contatti telefonici o celle agganciate ha valore probatorio se inserita in un quadro temporale e fattuale che ne dà rilevanza (es. giorno della consegna del denaro).
  • Il bilanciamento tra aggravanti e attenuanti è discrezionale e difficilmente sindacabile in Cassazione se la motivazione del giudice di merito è congrua e prende in esame gli elementi dell'art.133 c.p.; la subordinazione di benefici (es. sospensione condizionale) alla restituzione è legittima se motivata.

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