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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3953/2022 del 04/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la sentenza d'appello del 03/06/2020 per molteplici censure: contestavano la qualificazione di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti (art. 74 d.P.R. 309/1990) anziché mera responsabilità concorsuale per singoli reati d'importazione; negavano posizioni apicali o l'"affectio societatis" a loro carico; impugnavano valutazioni probatorie ricavate da intercettazioni (anche Blackberry/PIN-to-PIN) e l'utilizzabilità di tali captazioni; deducevano nullità per mancata rinnovazione istruttoria e per diniego dell'esame di alcuni imputati in appello; contestavano l'applicazione dell'aggravante di cui all'art. 80, comma 2, t.u. stupefacenti e la mancata concessione delle attenuanti generiche o di minima importanza; denunciavano travisamento della prova e vizio di motivazione nella quantificazione della pena.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato la stragrande maggioranza dei ricorsi inammissibili per genericità o manifesta infondatezza e ha rigettato il ricorso proposto da Bianco. In un solo caso (Boncompagni) ha invece parzialmente accolto il ricorso: la sentenza è stata annullata con rinvio quanto alla mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche e quanto alla valutazione dell'aggravante di cui all'art. 80, comma 2, con ordine di riesame; per il resto i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili e, in un caso, il ricorrente (Bianco) condannato alle spese. In sintesi: confermata nella sostanza la decisione di merito per la maggior parte degli imputati, salvo il rinvio parziale per Boncompagni per nuove valutazioni sulle attenuanti e sull'aggravante.

Norme richiamate

  • art. 74 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (associazione finalizzata al traffico di stupefacenti)

    La Corte ricorda che per configurare il reato associativo sono necessari: vincolo fra almeno tre persone, programma criminoso stabile e disponibilità durevole di risorse umane/materiali; la mera reiterazione di reati ex art.73 non è di per sé sufficiente senza "affectio societatis" e struttura organizzativa.

  • art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (illeciti in materia di stupefacenti)

    Distinto dall'art.74; la partecipazione al singolo reato-fine può indicare adesione al sodalizio ma non esaurisce la prova dell'associazione senza elementi organizzativi complementari.

  • art. 80, comma 2, t.u. stupefacenti

    Circostanza aggravante per ingente quantità: la Corte richiede motivazione adeguata quando si ascrive l'aggravante ai coimputati; non va data per scontata senza argomentazione sul grado di prevedibilità o colpevolezza rispetto alla quantità.

  • art. 56, comma 3, cod. pen. (desistenza)

    La desistenza esclude la punibilità solo se volontaria e libera; se l'interruzione dell'azione è determinata da fattori esterni che rendono la continuazione vana (anche se basata su un errore), non si configura la desistenza volontaria.

  • art. 178, lett. c), cod. proc. pen. (nullità)

    Nullità relativa alle operazioni istruttorie: la Corte richiede che la denuncia di nullità sia pertinente e che vi sia interesse processuale a dedurla (non sempre rilevante per altri imputati).

  • art. 603 cod. proc. pen. (giudizio abbreviato e rinnovazione istruttoria in appello)

    In appello la rinnovazione può essere disposta solo se la decisione non può essere adottata allo stato degli atti; la mancata rinnovazione è sindacabile in Cassazione solo se emergono palesi lacune o contraddizioni nella motivazione che risultano decisive.

  • art. 114 cod. pen. (circostanza attenuante di minima importanza)

    Il giudice del merito valuta l'importanza del contributo; la Cassazione sindaca la carenza motivazionale solo se il diniego è privo di adeguata argomentazione.

  • art. 133 cod. pen. (criteri di individualizzazione della pena)

    La determinazione della pena è esercizio discrezionale del giudice di merito e può essere sindacata in Cassazione solo se manca motivazione o è contraddittoria.

  • art. 234-bis e art. 266-bis cod. proc. pen. (intercettazioni e acquisizione dati informatici)

    La Corte ricorda che la captazione di messaggistica su server esteri (es. BlackBerry/RIM) non richiede necessariamente rogatoria se la captazione è avvenuta in Italia; la decriptazione è operazione distinta e la difesa ha diritto ai dati originali e alle chiavi ove la decriptazione sia avvenuta senza contraddittorio, pena nullità eventualmente sanabile in sede di abbreviato.

Massime di principio

  • Per configurare il reato associativo (art.74 t.u.) non basta la pluralità di reati commessi: occorrono indici organizzativi e l'"affectio societatis" (contatti continui, divisione dei compiti, risorse disponibili, stabilità temporale).
  • La mera partecipazione a singoli reati-fine può integrare la responsabilità concorsuale; però per affermare l'associazione è necessario motivare la presenza di un quid pluris organizzativo.
  • Le censure generiche in Cassazione sono frequentemente inammissibili: il ricorso deve confrontarsi specificamente e puntualmente con le ragioni della decisione impugnata.
  • Intercettazioni su piattaforme estere (es. BlackBerry) sono utilizzabili se la captazione è avvenuta in Italia; tuttavia la decriptazione e l'accesso agli originali sono profili difensivi rilevanti che devono essere garantiti e motivati.
  • La mancata rinnovazione dell'istruttoria in appello non è automaticamente nulla: occorre provare che la prova richiesta fosse necessaria ai fini decisivi e che la decisione di non rinnovare abbia lasciato lacune decisive nella motivazione.
  • La desistenza dal reato va valutata con attenzione: è efficace solo se libera e non determinata da circostanze esterne che rendono la prosecuzione vana; errori di fatto che inducono a interrompere l'azione non integrano la desistenza volontaria.
  • La determinazione delle attenuanti generiche e della pena è rimessa al giudice di merito; la Cassazione interviene se manca motivazione o questa è contraddittoria rispetto agli elementi decisivi.
  • Quando si chiede l'annullamento per inutilizzabilità di intercettazioni, occorre indicare specifiche violazioni procedurali e dimostrare la rilevanza nel giudizio; non ogni rilievo tecnico comporta l'annullamento della sentenza.

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